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I Diavoli Rossi al Teatro Eden di Milano nell’agosto 1910

Una nuova fonte periodica sulla circolazione delle bande musicali nell'Italia liberale

di ALESSANDRO MORELLI

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Figura 1. Riproduzione della fonte «Il Teatro Illustrato» (agosto 1910), testimonianza contemporanea della presenza della banda a Milano.

Il contributo esamina la presenza della banda di Pianella nota come "Diavoli Rossi" al Teatro Eden di Milano nell'agosto 1910. Una notizia pubblicata nel

periodico milanese Il Teatro Illustrato consente di superare il carattere finora ipotetico dell'episodio: la rivista attesta che il complesso si esibiva di giorno all'Eden e richiamava un pubblico definito "molto aristocratico". La testimonianza illumina sia la mobilità professionale delle grandi bande dell'Italia centro-meridionale, sia la funzione dell'Eden quale spazio ibrido, situato fra café-concert, concerto all'aperto e sociabilità mondana.

  1. · Le bande musicali nell'Italia liberale

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento le bande musicali furono uno dei principali strumenti di diffusione della cultura musicale in Italia. Attive nelle feste civili e religiose, nelle piazze, nei giardini pubblici e nei teatri, esse rendevano accessibili a un pubblico esteso marce, fantasie, trascrizioni d'opera e pagine del repertorio sinfonico. La banda non era soltanto un'istituzione municipale o cerimoniale: i complessi più qualificati operavano anche come organismi professionali itineranti, inseriti in circuiti nazionali e internazionali.

In questo contesto si colloca il complesso bandistico di Pianella, in Abruzzo, conosciuto con il soprannome di "Diavoli Rossi". Le notizie sulla formazione risalgono al 1862; fra la fine del XIX secolo con il Maestro Luigi Marchetti e i primi anni del XX la banda raggiunse una reputazione considerevole nel panorama nazionale. La sua notorietà divenne parte dell'identità culturale pianellese e il soprannome, immediatamente riconoscibile, funzionò anche come efficace elemento promozionale.

  • · La banda di Pianella nel 1910

Nel 1910 i Diavoli Rossi erano diretti dal Maestro Augusto Giuliani. Fra i componenti figurava Andrea Di Fonzo, strumentista destinato a svolgere un ruolo importante nella successiva storia del complesso. Una ricostruzione biografica riferisce che Di Fonzo rimase per tutto il 1910 nella banda di Pianella sotto la direzione di Giuliani e che, nel 1911, partecipò con la stessa formazione a una breve tournée in Germania, allora diretta da Gioacchino Baldini. Questi elementi documentano il livello professionale raggiunto dal gruppo e la sua capacità di operare oltre l'ambito strettamente locale.

  • · Il Teatro Eden e lo spettacolo milanese

Il Teatro Eden, inaugurato nel 1892 per iniziativa di Gaspare Stabilini e Malacchia Colombo al piano terreno di un edificio di Foro Bonaparte, apparteneva alla moderna geografia dell'intrattenimento milanese. Nato come caffè-chantant, non era esclusivamente un teatro di prosa o d'opera, ma uno spazio polivalente collegato al caffè-concerto e al varietà.

La sala presentava logge disposte su tre lati, un piccolo palcoscenico e tavoli destinati al pubblico. Questa organizzazione favoriva una fruizione meno formalizzata rispetto al teatro tradizionale: gli spettatori potevano assistere ai numeri musicali e di varietà in un ambiente nel quale spettacolo, conversazione e consumo convivevano. La programmazione comprendeva vedette internazionali, musica, danza e attrazioni di diversa natura; fra il 1908 e il 1910 vi furono ospitate anche competizioni di lotta greco-romana. Una descrizione apparsa nella rivista specializzata Café Chantant nel gennaio 1910 conferma la centralità del locale nel circuito dello spettacolo cittadino.

L'Eden offriva dunque una cornice adatta a una formazione come i Diavoli Rossi. Per una banda proveniente dall'Italia centro-meridionale, esibirsi a Milano significava raggiungere uno dei maggiori centri economici e culturali del Regno. Per l'impresa teatrale, la presenza di un complesso già noto costituiva invece un'attrazione fondata sulla qualità strumentale, sull'impatto spettacolare dell'organico e sulla riconoscibilità del nome.

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Figura 2. Il Teatro Eden di Milano

  • · Trasformazioni e destinazioni successive

Nel corso della sua lunga storia il locale cambiò più volte gestione e denominazione, seguendo l'evoluzione dell'intrattenimento cittadino. Dopo la prima stagione come caffè-chantant assunse il nome di "Cabaret Rouge" e successivamente quello di "Taverna Rossa"; nel 1924 tornò alla denominazione di Teatro Eden. La successione dei nomi documenta il tentativo di adeguare l'identità del locale ai mutamenti del gusto e alle nuove forme di spettacolo.

Nel 1932 l'Eden fu trasformato in sala cinematografica. Questa nuova destinazione segnò il passaggio dalla cultura del caffè-concerto e del varietà alla centralità del cinema nella vita ricreativa novecentesca. La struttura continuò la propria attività fino alla chiusura definitiva nel 1986, concludendo una vicenda durata quasi un secolo.

La banda di Pianella suonò anche presso l’altro prestigioso ritrovo milanese: la Pasticceria Cova. Mentre il Teatro Eden era essenzialmente un luogo di intrattenimento, varietà e sport, la Pasticceria Cova rappresentava il salotto culturale e sociale di Milano, soprattutto per il ceto alto e per figure artistiche e politiche. Entrambi erano collocati in aree centrali di Milano, a pochi passi uno dall’altro, e svolgevano ruoli complementari nella vita cittadina: Eden offerta spettacoli pubblici, Cova  ospitava  incontri  più  riservati  tra  l’élite  e  il  mondo  artistico. La “rivalità” tra i due locali non è documentata come conflitto diretto; piuttosto, rappresentavano mondi paralleli dell’alta vita milanese: il Teatro Eden era associato a varietà e spettacolo direttamente fruibile dal pubblico, mentre Cova incarnava la raffinatezza  e  l’influenza  sociale  ed  economica  dei  caffè  storici. In sintesi, Teatro Eden e Pasticceria Cova sono due simboli storici della Milano tra XIX e XX secolo, rappresentando rispettivamente l’intrattenimento popolare e l’eleganza sociale, entrambi punti di riferimento per la cultura e la vita mondana della città.

  • · La fonte ritrovata: Il Teatro Illustrato, agosto 1910

La conferma diretta della presenza della banda all'Eden proviene dal periodico Il Teatro Illustrato, anno VI, numero XV, pubblicato a Milano con data 1-31 agosto 1910. In una breve corrispondenza dedicata al locale, firmata "emmegi", si legge: "EDEN. - Questo grazioso ritrovo ogni sera è sempre affollato, il concerto di danze, di primissimo ordine riscuote l'approvazione del pubblico. Di giorno poi i concerti della banda di Pianella, i cosiddetti Diavoli rossi, richiamano un pubblico molto aristocratico che passa lietamente all'aperto le afose ore pomeridiane di questo agosto."

Il passo è di particolare importanza perché stabilisce senza ambiguità quattro elementi: il luogo dell'esibizione, l'identità del complesso, il momento della giornata e la composizione sociale attribuita al pubblico. I concerti dei Diavoli Rossi si svolgevano di giorno, all'aperto, durante le ore pomeridiane dell'agosto milanese. La sera, invece, l'Eden proponeva un distinto "concerto di danze". La notizia rivela quindi una programmazione articolata secondo tempi e pubblici differenti. Lo spazio alla musica per banda veniva concesso sotto l’egida del Maestro Vittorio Mattioli tra l’Otto e il Novecento.

La fonte trasforma in dato documentato ciò che, in assenza di una locandina o di una cronaca coeva, poteva essere formulato soltanto come ipotesi. La presenza della banda al Teatro Eden nell'agosto 1910 deve ora considerarsi attestata da una testimonianza periodica contemporanea ai fatti.

La definizione del pubblico come "molto aristocratico" non va letta come una rilevazione sociologica in senso moderno, ma come una formula del linguaggio giornalistico e promozionale dell'epoca. Essa segnala comunque la collocazione mondana dell'Eden e la capacità della banda di attrarre spettatori appartenenti, o presentati come appartenenti, ai ceti elevati. Il concerto pomeridiano diventava così anche una pratica di sociabilità: un'occasione per trascorrere all'aperto le ore più calde, ascoltare musica e partecipare alla vita pubblica della città.

Il dato corregge, inoltre, una rappresentazione troppo rigida della banda come forma di intrattenimento destinata unicamente ai ceti popolari. Nel caso dell'Eden, il repertorio bandistico entrava in uno spazio elegante e salottiero e veniva recepito come componente della vita mondana milanese. La cultura musicale delle bande attraversava quindi confini sociali e geografici, collegando la tradizione civica di un centro abruzzese ai consumi culturali della metropoli.

  • · Significato storico della testimonianza

L'articolo del Teatro Illustrato permette di osservare concretamente l'incontro fra la mobilità delle bande e l'industria dello spettacolo urbano. I

Diavoli Rossi non comparivano all'Eden come semplice accompagnamento occasionale: la formulazione al plurale, "i concerti", suggerisce una presenza ripetuta nel corso del mese o almeno una serie di esibizioni. Poiché la fonte non indica date precise, durata dell'ingaggio, organico e programma musicale, tali aspetti devono tuttavia rimanere aperti a ulteriori verifiche.

La testimonianza mostra inoltre il carattere ibrido dell'Eden. Il locale distribuiva la propria offerta lungo l'intera giornata: i concerti bandistici animavano il pomeriggio all'aperto, mentre il concerto di danze occupava la sera. Musica colta divulgata, intrattenimento, socialità e consumo commerciale convivevano così nel medesimo spazio.

In conclusione, la fonte del 1910 aggiunge un tassello significativo alla storia dei Diavoli Rossi e, più in generale, alla storia della circolazione musicale nell'Italia liberale. La banda di Pianella appare come un organismo professionalizzato, capace di presentarsi davanti a un pubblico metropolitano e socialmente prestigioso. L'Eden emerge, parallelamente, come luogo di mediazione fra culture musicali regionali, forme moderne dello spettacolo e pratiche mondane della città.

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Figura 3. Testo dedicato alla Banda di Pianella, autore ignoto “emmegi”.

Glossario

Banda musicale: complesso strumentale formato prevalentemente da strumenti a fiato e percussioni, attivo in contesti civili, religiosi, teatrali e ricreativi.

Caffè-chantant: locale di intrattenimento nel quale musica, canto, varietà e consumo convivono in una forma di spettacolo meno formale rispetto al teatro tradizionale.

Concerto di danze: esecuzione musicale serale destinata all'ascolto e al ballo, distinta nel testo dai concerti bandistici pomeridiani dei Diavoli Rossi.

Diavoli Rossi: soprannome della banda musicale di Pianella, formazione abruzzese attiva fra XIX e XX secolo e documentata al Teatro Eden di Milano nell'agosto 1910.

Fonte periodica: testimonianza pubblicata su giornali o riviste, utile per ricostruire eventi, programmi, pratiche culturali e modalità di ricezione contemporanee ai fatti.

Italia liberale: fase della storia italiana compresa, in senso ampio, tra l'Unità e la Prima guerra mondiale, caratterizzata dallo sviluppo delle istituzioni rappresentative e della vita culturale urbana.

Il Teatro Illustrato: periodico milanese di spettacolo che nel numero dell'agosto 1910 documenta la presenza dei Diavoli Rossi al Teatro Eden, fornendo una testimonianza contemporanea dell'esibizione della banda di Pianella.

Sociabilità mondana: insieme di pratiche di incontro, conversazione e presenza pubblica proprie dei ceti urbani, spesso legate a luoghi eleganti, spettacoli e occasioni musicali.

Teatro Eden: locale milanese inaugurato nel 1892, legato al caffè-concerto, al varietà e poi al cinema, nel quale furono documentati i concerti pomeridiani della banda di Pianella nel 1910.

Belle Époque: periodo compreso grosso modo tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e la Prima guerra mondiale, associato alla crescita urbana, al progresso tecnico e a nuove forme di consumo culturale e mondano.

Ceto borghese: gruppo sociale legato alle professioni, al commercio, all'imprenditoria e all'amministrazione, protagonista della vita urbana e dei consumi culturali nell'Italia tra Otto e Novecento.

Circuito teatrale: rete di sale, impresari, artisti e pubblici che permetteva la circolazione degli spettacoli e delle compagnie tra città diverse, favorendo la professionalizzazione dell'intrattenimento.

Impresa teatrale: attività organizzativa e commerciale che gestiva sale, programmi, contratti artistici e strategie promozionali, determinando l'offerta di spettacoli nei locali cittadini.

Mobilità artistica: capacità di musicisti, compagnie e complessi strumentali di spostarsi tra centri diversi per esibirsi, inserirsi in nuovi mercati e raggiungere pubblici più ampi.

Regno d'Italia: Stato unitario italiano nato nel 1861 e trasformato nel 1946 in Repubblica; nel documento indica il quadro politico-istituzionale entro cui si sviluppano le bande, i teatri e i consumi culturali dell'età liberale.

Vita mondana: insieme delle abitudini sociali legate a ritrovi, spettacoli, passeggiate, caffè e occasioni pubbliche frequentate dai ceti urbani più visibili e influenti.

Bibliografia e fonti

Emmegi, "Eden", «Il Teatro Illustrato», anno VI, n. 15, Milano, 1-31 agosto 1910, pagina non identificata nella riproduzione consultata.

MORELLI, ALESSANDRO, La banda musicale di Pianella 1861-2013, Penne, Libreriauniversitaria.it Edizioni, 2013.

Sitografia

"Pianella, mostra sulla Banda dei Diavoli Rossi del Maestro Andrea Di Fonzo", Giornale di Montesilvano, 11 luglio 2018, https://www.giornaledimontesilvano.com/14611-pianella-mostra-sulla-banda-dei-diavoli-rossi-del-maestro-andrea-di-fonzo.

"Quei 'Diavoli' di fiati", Parolmente, 16 novembre 2022, https://parolmente.it/quei-diavoli-di-fiati/.

"Teatro Eden - Taverna Rossa", Milano Varietà, 11 agosto 2023, https://www.milanovarieta.it/teatro-eden-taverna-rossa/.

Nota redazionale

La nuova testimonianza sostituisce la precedente formulazione prudenziale secondo cui l'esibizione milanese doveva ancora essere confermata. Restano invece da accertare le singole date dei concerti, il repertorio eseguito, la durata dell'ingaggio; la presenza di locandine e brochure è certa
in quanto gli impresari richiedevano alla banda di fornirsi di materiale pubblicitario. Un pieghevole del tempo è apparso sul volume di A. CIPRIANI, Una storia dal passato (2008)

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