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SI DICE E SI RACCONTA CHE ... LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE A CASTELFERRATO (CH)

di ANTONIO MEZZANOTTE.

A Castelferrato, oggi una laboriosa frazione di Torrevecchia Teatina (CH), nota, per altro, per la produzione della "mazzaferrata" (una gustosa varietà di carciofo), un tempo fosse un punto strategico posto su un balcone naturale affacciato sulla valle dell’Alento. Qui, dove il vento porta ancora l’eco dei racconti antichi, sorge la chiesa di San Giuseppe, discreta e solida come il santo a cui è dedicata.

Castelferrato compare nelle fonti come un insediamento rurale antico, legato alla terra, ai vigneti e ai poderi che punteggiano le colline teatine. È probabile che sia nato come un piccolo nucleo fortificato, rifugio e riferimento per le famiglie contadine. Nel corso dei secoli, la zona si è sviluppata attorno a case sparse, masserie, il palazzo dei baroni Del Monaco (si racconta che il toponimo derivi proprio dalle inferriate di questo edificio) e piccole cappelle, tra cui quella che diventerà, ampliata, la chiesa di San Giuseppe.

Le fonti storiche ci dicono che la chiesa venne ricostruita tra il 1700 e il 1710, probabilmente su un edificio precedente, come spesso accade nelle campagne abruzzesi. Nel 1889 iniziò la costruzione del campanile, mentre nel corso del Novecento non mancarono restauri e manutenzioni, tra cui un importante intervento nel 1930 e la ridipintura interna del 1972.

La facciata, in laterizio, è semplice ma elegante: due livelli scanditi da paraste binate; un portale con lunetta che accoglie chi entra; una finestra centrale che illumina l’aula; un timpano triangolare che chiude la facciata con sobrietà. Sul lato destro si alza il campanile a tre livelli, coronato da un piccolo cupolino: un segno verticale che accompagna il paesaggio senza dominarlo.

L’interno è un piccolo scrigno ottocentesco: volta a botte lunettata, paraste ioniche, stucchi e dorature che impreziosiscono pareti e altari laterali, un finestrone con vetrate policrome che colora la luce. Il presbiterio ospita un altare in marmo con quattro colonnine, opera di artigiani locali.

Non emergono racconti popolari specifici legati alla chiesa di San Giuseppe di Castelferrato. Nessun miracolo tramandato, nessuna apparizione, nessun episodio “da veglia” che le fonti ricordino.

Ma si dice – e questo sì, lo raccontano ancora oggi gli anziani del posto – che la chiesa fosse un punto di riferimento per le famiglie dei poderi circostanti, un luogo dove ci si ritrovava non solo per pregare, ma per sentirsi comunità. E forse è proprio questa la sua leggenda più autentica: essere stata, per generazioni, la casa silenziosa della vita quotidiana.

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