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Quando Pescara suonava. Cenni storici della Banda di Pescara e i suoi Maestri (1806-2011)

REMO DI LEONARDO.

Pubblicato sul Periodico "Lacerba" Venerdì 5 Aprile 2024.

Una delle prime testimonianze della presenza di una banda a Pescara ci proviene dalle memorie postume del tenente francese Remy d’Hauteroche che fu a Pescara per qualche tempo nel 1806 con l’esercito conquistatore. Egli attesta che, nel febbraio del 1807, in occasione del primo anniversario dell’entrata dei Francesi nel regno di Napoli, la città fu allietata dai consueti fuochi di artificio, dalle esibizioni della banda musicale e dal lancio di palloni aerostatici. (1)

Notizie sulla Banda musicale di Pescara si hanno nell’aprile del 1847 quando organizzatore e maestro era Biase de Francesco, che chiese al sovrano, un sussidio di 200 ducati per l’acquisto della divisa, dopo che gli strumenti erano stati offerti da generosi agiati pescaresi.

Successivamente, nel 1852, gli stessi amministratori deliberarono a favore della banda un contributo fisso mensile di sei ducati, anche su sollecitazione del Comandante della fortezza, il quale aveva espresso il desiderio che la banda non si sciogliesse a causa di diverse difficoltà. 

Nel   1855   era   presente   a   Pescara   una   banda   musicale   cittadina   composta   da   diciassette elementi locali e diretta dal maestro Orlando Ranieri, tutti accomunati dalla passione per le sette note; cinque di essi erano minorenni mentre gli altri svolgevano attività artigianali ed erano in grado di scrivere. I componenti adulti erano: Cetteo Cascella figlio di Croce, sarto; Giovanni di Domenico figlio del fu Pietro, sarto; Francesco Paolo Tordone figlio di Cetteo, calzolaio; Carmine di Girolamo figlio di Antonio, falegname; Francesco Paolo Flaiano, figlio del fu Antonio, calzolaio; Salvatore Basciano figlio del fu Crispino, calzolaio; Pasquale Monasterio figlio di Giovanni, proprietario; Nunzio Carradoro figlio del fu Cetteo, calzolaio; Giustino Ciccarini figlio di Domenico, falegname ; Camillo Simongini figlio del fu Domenico, falegname; Giuseppe di Domenico figlio del fu Pietro, barbiere; Anselmo Basciano figlio del fu Taddeo, barbiere. Mentre i ragazzi minorenni erano: Giuseppe Tordone, Gioacchino Giansante, Giuseppe Pilli, Alfonso Bardella, Cetteo Ciccarini.

Il 20 marzo del 1855 si ritrovarono tutti presso la casa di abitazione di Antonio D’Annunzio, nonno del famoso poeta Gabriele, sita a Pescara nella strada Piazzetta dove, mediante atto rogato dal notaio di Francavilla Ludovico Ercole, si costituirono in Associazione musicale per la durata di quattro anni, a partire dal mese di novembre, rinnovabile tacitamente di anno in anno. ​Gennaro Osimani, futuro Sindaco di Pescara e Antonio Brunetti furono eletti deputati della banda musicale, con il compito di svolgere anche il servizio di cassa mediante la tenuta di un registro. Antonio   D’Annunzio   e   sua   moglie   Anna   Giuseppa   Lolli   nel   1851   avevano   adottato   il   nipote Francesco   Rapagnetta, figlio   di   Camillo   e   Rita   Lolli, sorella   di   Anna Giuseppa, mediante deliberazione emessa dal Tribunale Civile di Chieti il primo agosto 1851 e ratificata il 5 settembre del c.a. dalla Gran Corte Civile degli Abruzzi con sede all’Aquila. Alcuni mesi prima furono acquistati a Napoli dei nuovi strumenti musicali per l’importo totale, comprensivo delle spese di trasporto, di ducati 190 e grani 70; i soldi furono anticipati dal Brunetti, già creditore di altri ducati 43. I vecchi strumenti musicali invece sarebbero stati venduti e il ricavato depositato nella cassa dell’associazione musicale. Le prime entrate di denaro sarebbero servite a rimborsare il Brunetti, fino all’estinzione del debito di ducati 233 e grani 70. I guadagni poi venivano ripartiti ugualmente fra tutti i componenti mentre al direttore della banda spettavano due parti, oltre l’indennità di cavalcatura, ovvero una indennità per   il   mantenimento   del   cavallo   come   mezzo   di   locomozione, previsto   per   coloro   che   non risiedevano nel paese e il Ranieri ogni volta veniva da fuori.

Naturalmente erano previste anche delle penali pecuniarie a vantaggio dei colleghi per coloro che non rispettavano le disposizioni. In caso di abbandono da parte di un componente della banda l’ammenda era di ducati 40, elevata a ducati 100 se il maestro lasciava la direzione musicale.

Nel 1860, Crisante Del Cioppo (Busso, 6 febbraio 1830 – Firenze, 21 febbraio 1915) compositore di molte opere di diverso genere, tra le quali predominarono le marce militari, i pasodoble, i canti per scolari, le composizioni per orchestra e per pianoforte, per sfuggire ai reazionari borbonici da Gessopalena dove dirigeva la locale Banda Si trasferisce a Pescara. Fu qui che dopo il passaggio di Vittorio Emanuele II, con la formazione del Battaglione Sanniti, egli organizzò una piccola banda, la quale seguì le vicende del Battaglione stesso nell’espugnazione della fortezza di Civitella del Tronto. Composta anche di elementi di Gessopalena, fra cui Luigi Marchetti che fu poi maestro dei Diavoli Rossi di Pianella.

Del Cioppo oltre a dirigere la Banda di Pescara diresse le bande di Casalanguida, Gessopalena, Agnone, Frosolone, Ariano di Puglia, Terranova di Sicilia e la Filarmonica dell'Orfanotrofio di Catanzaro.

Nel 1879 esisteva a Pescara una filarmonica e si deve al M° Orlando Ranieri l’istruzione di numerosi allievi e la formazione di un discreto complesso.

Nel periodo 1888-1893 la direzione della Banda fu affidata spesso a Vittorio Pepe, soprannominato lo Strauss d'Abruzzo che dopo essere stato a Milano ed aver avuto la fortuna di avere Ricordi come editore, si era ritirato in Abruzzo e aveva avuto successo come direttore d'orchestra e compositore di brani soprattutto pianistici, potendo godere tra l'altro della stima di Gabriele d'Annunzio che lo aveva proposto alla guida della corporazione musicale "Luisa D'Annunzio" di Pescara. Nel mese di luglio del 1924 il maestro Vittorio Pepe ricevette l'onorificenza di commendatore. (2) Nell' articolo riportiamo una rara foto della banda di Pescara del 1891, eseguita con autoscatto artigianale inventato proprio da Cetteo Pepe, fotografo di Pescara Porta Nuova che perfezionò l'arte della fotografia nel soggiorno in Germania (notizia inedita).

La prima banda costituita a Pescara in una rara fotografia del 1891 eseguita da Cetteo Pepe, (vedi freccia), Pescara Porta Nuova.

Nel 1895, Vittorio Pepe lascia la direzione della Banda, il presidente Antonio D’Annunzio, chiama alla direzioneCetteo Antonelli di professione musicante. Purtroppo del Maestro Antonelli abbiamo poche notizie, sappiamo che nasce a Pescara il 6 dicembre 1858 da Giuseppe Antonelli Barbiere di anni 31, e da Brigida Lacchè anni 30 donna di casa. Muore a Pescara in Via Bastioni, 48. il 9 giugno 1906 a 47 anni. Per alcuni storici fu un ripiego dell'ultimo momento per altri questione di presidenza o di direzione bandistica.

Nel 1896 il M° Antonelli fa omaggio al Presidente del Corpo di Musica Cittadina di Pescara Antonio D’Annunzio di una Mazurka dal titolo “Tutto Sereno-Senno e Pazienza”. Nella copertina della partitura è scritto “AL GENTILIS: SIG. Ant= D’ANNUNZIO Presidente del Corpo di Musica Cittadina di Pescara Antonelli Cetteo Maestro della Banda cittadina di Pescara, li 27 Settembre 1896”. La partitura è composta da sette pagine musicali e comprende le parti strumentali di: Ottavino, Quartino, 1° Clarino, 2° Clarino, 1° Cornetta, 2° Cornetta, Genis, Trombone Canto, 1° Baritono, 2° Baritono, Trombone 1 2 3, Bassi, Batteria.

Copertina spartito Mazurka

Ma chi è Antonio D’Annunzio? Fratello del più famoso Vate, nasce a Pescara nel 1867. Viene ricordato per la sua vocazione per la musica, come compositore e direttore d'orchestra. Da alcuni carteggi e archivi privati sappiamo che fu Presidente dal 1895 al 1901, quando a 33 anni si trasferisce negli Stati Uniti dove vive dando lezioni di pianoforte e suonando l'oboe in un'orchestra. Qui sposa Adele d'Annunzio, omonima, ma non parente, dalla quale ha due figli. Nel 1929 con la crisi di Wall Street perde tutto il denaro investito in borsa e per questo inizia a chiedere prestiti al Poeta che dapprima lo aiuta inviandogli cospicue somme, ma poi stanco per le continue richieste, si rifiuta di incontralo al Vittoriale. Tornò in Italia nei primi mesi del 1934, gravemente ammalato e in disastrosa situazione economica, cercando la protezione del fratello, che lo aveva soccorso già ben nove volte. Ma non gli vennero aperti i cancelli del Vittoriale. Si accommiatò con queste righe: «Partirò col Rex col tuo nome nel mio cuore e con l'animo straziato per non averti potuto rivedere per l'ultima volta». Morì nel 1945 a New York. 

Nel 1920, dopo la forzata pausa negli anni della Grande Guerra, la tradizione bandistica pescarese riprese nuovo slancio per iniziativa di un comitato formato da Emolindo Sorrentino, Gennaro Pesce e da altri appassionati sostenitori. La giovane Banda di Pescara composta da musicanti locali e da altri provenienti dai Paesi vicini come Spoltore, Cepagatti, Città Sant'Angelo e Francavilla al Mare, la direzione venne affidata ad un concittadino del casato dei Massacesi ex musicante, effettivo di bande militari, un certo Polilli, tappezziere e suonatore di trombone si occupò delle divise dei bandisti; la guerra aveva distrutto tutto e non era facile trovare il tessuto occorrente. Successivamente sarà il Maestro Giustino Scassa (1889 – 1960) a fare grande la Banda di Pescara.

Il Maestro Giustino Scassa, quarto di sette figli, nacque a Spoltore il 9 dicembre 1889. Giovanissimo manifestò una notevole attitudine musicale; a 19 anni era già primo clarinetto nel Complesso del 6° Fanteria di stanza a Chieti. A Palermo, dove fu trasferito, si iscrisse al Conservatorio Vincenzo Bellini per seguire i corsi di clarinetto e di strumentazione per banda, diplomandosi con il massimo dei voti. Partecipò come clarinettista all'orchestra del teatro Massimo di Palermo, meritando gli elogi di tutti i direttori d'orchestra, tanto che il maestro Pietro Mascagni lo scelse per sostituire il primo clarinetto dell'orchestra, venuto a mancare improvvisamente.

Nel 1920 tornò a Spoltore per iniziare una lunga e fortunata carriera di direttore di complessi bandistici e orchestrali.

Nella sua lunga carriera il Maestro Scassa diresse oltre al complesso bandistico di Spoltore, quelli di Pescara, Cepagatti, Penne, Mosciano S. Angelo, Introdacqua, Mottola, Castellaneta, Serramonacesca e Casalincontrada. Fra le doti d'interprete del Maestro Scassa è da evidenziare la perfetta introduzione degli strumenti, la raffinata sensibilità interpretativa, la ricerca di un equilibrio assoluto nella strutturazione strumentale del Complesso. Da ricordare per la grande risonanza del tempo “La Settimana Abruzzese” organizzata da Zopito Valentini di Loreto Aprutino del 1923 con una bella rassegna bandistica e un concorso dove parteciparono diverse importanti compagini musicali abruzzesi. Ringrazio lo studioso Alessandro Morelli per la segnalazione; l’elenco delle bande partecipanti è in fase di studio e sarà pubblicato successivamente.

In una foto d’epoca del 1930 lo ritroviamo insieme con la Banda di Spoltore, detta la “Centenaria” e la Banda di Pescara.

Banda di Pescara e Spoltore 1930/31. Al centro il M° Giustino Scassa -Foto M. Di Girolamo

Nel 1932 la Banda di Pescara diretta dal Maestro Giustino Scassa si reca a San Remo. La riorganizzazione del Corpo bandistico pescarese ha avuto almeno due importanti interruzioni nella sua lunga e prestigiosa storia: la prima a causa della guerra, con la ricomposizione nel 1959; la seconda con lo scioglimento avvenuto nel 1976 e protrattosi fino al 2011.

Banda di Pescara a Sanremo, 1932. Mà Giustino Scassa (1869-1960). A destra del maestro il flicornino Giuseppe Ragni.

Nel 1959 venne ricostituito il Gran Concerto “Luisa D’Annunzio” ad opera dell’allora presidente dell’Amministrazione provinciale, professore Giovanni Iannucci. La Banda di Pescara cominciò ad essere di nuovo richiesta in ogni paese d’Abruzzo ed il suo nome cominciò a farsi strada tra Concerti che operavano nella regione e recandosi in una tournèe in Svizzera sotto la direzione dell’infaticabile e magistrale direzione del maestro Domenico Paris Terra che diresse la Banda di Silvi alla fine degli anni Cinquanta.

La Banda di Pescara era composta da sessanta elementi, partecipò nel 1964 a Roma al Convegno internazionale delle bande civili e nel 1965 al Festival delle Bande d’Europa a Winthertur in Svizzera, rappresentando l’Italia in entrambe le occasioni. Sempre nel 1965, a Lorient in Francia, vinse il 1° Premio assoluto al Concorso internazionale per le bande a grande organico. Tra i solisti al clarinetto ricordiamo Salvatore Lettiero.

Banda di Pescara diretta dal M° Domenico Paris Terra. Foto 1959 - "Palazzo di Città" Pescara. Tra i solisti Messalino Vacca, flicorno sopranino concertista; Antonio Comune, flicorno tenore; Salvatore Trovato, flicorno baritono; Spartaco Persichetti, primo clarino concertista; alla destra del maestro Luciani Littoriano clarinetto.

Nel 1976, purtroppo, avviene lo scioglimento che si protrasse fino al 2011 quando grazie alla passione del suo Presidente Mario Di Giandomenico, la formazione musicale riprende per un breve periodo la sua attività sotto la direzione del maestro Michele Marvulli.  

Si ringrazia per la collaborazione Umberto Santoro, Alessandro Morelli, Licio Di Luzio e Fernando Bellafante.

Note:

  1. Elisabetta MANCINELLI / https://www.ilprimato.eu/terza-pagina/7202-pescara-e-le-antiche-feste.html
  2. Italo IACARUSO, Il Risorgimento d’Abruzzo e Molise, Anno VI – Num. 439 – Roma, 17 Luglio 1924.

BIBLIOGRAFIA

Archivistica privato di Licio Di Luzio, Fernando Bellafante e Annalisa Conti.

Alessandro MORELLI, La Banda Musicale di Pianella, origini, successi e prospettive future. Edizione:‎ Libreria Universitaria Editrice; Prima edizione (giugno 2013).

Sergio MASCIARELLI – Errico LEONE, Una vita per la banda, ricordi di un musicante abruzzese, Editrice Itinerari Lanciano 1981.

Luigi LOPEZ, Pescara da le origini ai giorni nostri, Nova Italica, Pescara; 1 gen. 1993

Mario Quintino LUPINETTI, Un musicista di Pescara amico di D'Annunzio: Vittorio Pepe, Editore: Cooperativa Tracce, Pescara, 2006.

F. FARIAS – SANVITALE  Le Bande musicali in Abruzzo (1783-1984) Gangemi Editore, 1984

SITOGRAFIA: https://www.circoloaternino.it/index.php/corporazione-musicale-luisa-dannunziohttps://www.visitsilvi.it/silvi-in-musica-dalla-tradizione-bandistica-a-mogol/80.html https://www.fondazionepescarabruzzo.it/dmdocumenti/comunicati_stampa_recenti/2011_12_07%20Comunicato%20Gran%20concerto%20bandistico%20Pescara

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