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PICCOLA STORIA. Lettera del 5 febbraio 1779 di Zopito DE FELICI nella quale rivolge una supplica al re (Ferdinando IV di Borbone)

ELSO SIMONE SERPENTINI

Il 5 febbraio 1779 ZOPITO DE FELICI rivolge una supplica al re (Ferdinando IV di Borbone) protestando contro i figli VINCENZO, LEONE e SILVESTRO, che, stando a Napoli (Leone e Silvestro sono diventati militari), in venti anni hanno dilapidato il patrimonio per debiti voluttuosamente contratti a scapito suo, delle quattro figlie femmine nubili e dei due figli maschi minori, Carlo e Alfonso, il primo ancora agli studi a Napoli e il secondo appena tornato dal collegio Ancarano e trasferito anche lui a Napoli.

ZOPITO chiede che i primi tre figli maschi riducano le loro pretese mensili e parla della sua propria difficile situazione economica, che preclude la possibilità di far continuare gli studi ai due figli minori Carlo e Alfonso.* Chiede l’intervento del re per evitare lo scandalo di un più lungo litigio tra padre e figli e la rovina di tutta la sua famiglia. Scrive: “Il Barone di Rosciano D. Zopito de felici della Città di Pianella in Provincia d’Apruzzo Sud° espone alla M.V, come dopo avere consumato pressoché l’intero tempo di sua vita nella buona educazione di sua numerosa famiglia e nell’amministrazione ed ampliamento del Patrimonio ereditato dai suoi Maggiori, quando credeva nell’età avanzata cogliere il dolce frutto della paterna vigilanza, ha dovuto con amarezza vedere da’ tre primi figli maschi disturbata la propria pace, non che l domestica economia.

Al primogenito per nome D. Vincenzo da più anni che lo bersaglia; prima nella vostra Giunta Allodiale ed ora nel S.C. per eccedenti assegnamenti e per obligare il supplicante (come gli è riuscito) a pagare ingenti somme di debiti voluttuosamente contratti. I di lui altri due figli, D. Leone e D. Silvestro, il primo al vostro servizio della Guardia del Corpo ed il Secondo nel Regio Battaglione, dopo avere a questi assegnati ducati sei al mese per ciascuno e con pubblico istrumento esiguito anche gli allarmati, e di unita col Primogenito P. Alvaro è riuscito al primo ottenere dal S.C. l’interino assegnamento di ducato venti il mese e a secondi quello di ducati dieci per ciascuno sotto il nome, e colore di interino assegnamento. Ha il Supplicante sofferto questo esorbitante peso in proprio discapito, e dagl’alytri sei figli, cioè quattro femmine e tutte nubili, e due Maschi un in questa Capitale per none D. Carlo, sia compiendo i studi legali, e ‘altro D. Alfonso che non ha guari è tornato dal V. Regio Collegio Ancarano per trasferirsi in questa Capitale ad oggetto anche di fare il Corso de Studi Legali, e l’ha sofferto sì la ferma fiducia che essendosi dal S.C. ordinata una Relazione de’ Pesi e della rendite della famiglia del Supplicante sperava senz’altro che in vista di tal Relazione già formata dallo S,mo della Causa dovesse l’esorbitante assegnamento accordato a divisati primi tre figli ridursi a più discreta mensuale prestazione.”

Zopito continua nella sua supplica al re a fornire altri dati sulla sua peggiorata situazione economica, diventata insostenibile dopo dieci anni di contrasti con i figli, anche in riferimento alle figlie femmine nubili, alle quali egli deve provvedere a dare una sistemazione prima di morire. E ai due figli minori, Carlo e Alfonso, che devono completare i loro studi, ai quai deve provvedere lui per i suoi doveri di padre. Zopito ribadisce la sua amarezza in un’età in cui aveva creduto di poter vedere rinvigorire la sua gioia di vedere i figli conformi alla paterna cura e al suo impegno.

Ciò che Zopito chiede al re è la dichiarazione di nullità del riferito decreto del S.C. che ha stabilito assegnamenti tanto esorbitanti ai suoi primi tre figli, si affida alla clemenza del re al quale chiede che voglia incaricare il Senato, nell’esame della causa, di fare uso “di quell’economia che è tanto necessaria tra padre e figli, per evitarsi così lo scandalo del più lungo litigio, il pregiudizio degli altri figli e figlie, che debbon collocarsi”, oltre che ridurre “il dispendio dell’intiera famiglia”.*Vincenzo, il primogenito di Zopito De Felici, nacque il 20 settembre 1743, sposò Maria Valignani e sarà padre di Domenico, Aloisio, Luigi, Camillo, Carlo, Alfonso e 4 femmine) e morì il 1° gennaio 1811). Zopito non lo stimava molto e nel gennaio 1769 si oppose a che fosse proposto come Camerlengo di Pianella. Le figlie femmine di Zopito si chiamavano Carlotta, Maria e Regina, quest’ultima nata il 10 settembre 1748.

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