OGGI 29 AGOSTO SAN GIOVANNI DECOLLATO

ANTONIO MEZZANOTTE.

Zi Supine de lu Sbozze (Zopito Speranza) era un grande personaggio del mondo rurale roscianese, che io ho conosciuto da ragazzo. Ormai avanti con gli anni, durante le ore autunnali più calde si metteva a prendere il sole sotto una tettoia davanti casa e io, che per tornare da scuola nel pomeriggio gli passavo davanti, spesso ci scambiavo due chiacchiere.

Pensavo a lui perché oggi, 29 agosto, tra le altre ricorrenze è anche il ricordo del martirio di san Giovanni Battista (san Giovanni Decollato).

Ragionava così zi Supine, con ferrea logica aristotelica (me lo sto rivedendo): "Gesù Cristo ha detto che siamo tutti fratelli, quindi noi siamo fratelli di Cristo. Il Battista era cugino di Gesù, pertanto noi siamo fratelli cugini di Giovanni Battista". Poi aggiungeva con mestizia: "cambiano i tempi ma le abitudini restano, pure oggi quanta gente innocente perde la testa a causa dei capricci e della malvagità altrui!"

Il riferimento era a Erode Antipa che fece mozzare la testa del Battista per un capriccio di Salomè, ma lo stesso vale per tante situazioni: sul lavoro, nelle relazioni interpersonali.... Non fa una piega.

Lo so che a tal proposito in teologia le cose sono un tantino più complicate; tuttavia, io mi accontento del pensiero di zi Supine....

(Accompagna questo spunto giovanneo il dipinto, olio su tela, della "Decollazione del Battista", 1608, l'opera di Caravaggio dalle maggiori dimensioni - 3,60mt x 5,20mt - conservata presso la Concattedrale di San Giovanni a Malta)

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