
Il 31 marzo del 1944 la comunità pianellese ha vissuto una delle pagine più tristi della sua storia. Pianella fu infatti teatro di una vicenda drammatica durante l’occupazione tedesca, iniziata con l’annuncio dell’armistizio e conclusa l’8 settembre del 1943.
Dal matrimonio di Maurizio Sternfeld e Teresa Flolrer nacquero Sigmund/ Sigismondo, Bernard/Bernardo e Jenny.
Il primogenito nacque il 13/03/1887 a Kobersdorf in Austria e arriva in Italia il 4 gennaio 1938. Dal 28 luglio 1940 all'8 novembre 1942 è ricoverato nel Sanatorio Villa Maria S. Severino Rota (oggi Mercato San Severino in provincia di Salerno). Proprio lì probabilmente conobbe quella che poi diventò sua moglie, Rosa Streimer nata il 25/05/1914 a Berlino. Secondo i documenti del sanatorio di ''Villa Maria'' di S. Severino Rota (SA) del 1940 risulta anch’essa ospite degente. Essendo entrambi di origine ebrea la R. Questura autorizza il 10.12.1941 un rabbino a sposarli presso Villa Maria. Il matrimonio fu celebrato il 7 maggio 1942 secondo il rito israelitico dal Capo Culto della Comunità Israelitica di Napoli Umberto Coen.
Da un documento successivo del 18 dicembre 1942 risulta poi una sua richiesta all'Opera Mensa dei bambini per ricevere “l'assistenza ospedaliera” di entrambi presso il paese di Pianella. Difatti vissero per diverso tempo a Pianella, domiciliati nella casa di Clara Verna nel quartiere de lu Casarene, (tra P.za Piave e Via Fiume).
La coppia svolgeva il ruolo di interprete presso il Comando tedesco. In questo ambiente vennero segretamente a conoscenza del triste destino a cui andavano incontro. Decisero di porre preventivamente fine alla loro vita per non subire la sofferenza di essere deportati dai Tedeschi nei campi di concentramento del Nord a Fossoli (in questo campo, nei pressi di Carpi passarono 2844 ebrei e quasi tutti furono deportati per poi condotti in quelli di sterminio in Germania e Polonia).
Di seguito la trascrizione del testo dattiloscritto presente nel Notiziario della GNR” (Guardia Nazionale Repubblicana) del 19 aprile 1944", Fondazione Micheletti di Brescia, “Il caso Streiner a Pianella”, 19 aprile 1944. XXII.
[…] (1) Il mattino del I° corrente, in Pianella, si uccisero nella propria abitazione, mediante avvelenamento, la signora Streimer Rosa, nata a Berlino, il 25/05/1914 ed il marito di lei Sternfeld Sigismondo, nato a Kobersvorf in Germania il 13/3/1887. La Streimer, nello scorso settembre, era stata assunta dalla prefettura di Pescara in Pianella, quale interprete per il comando tedesco, sotto il falso nome di Strima Rosa, nata a Salerno. Avendo dato luogo a sospetti circa la sua attività, da qualche tempo il Capo della Provincia, d’accordo con l’Ufficiale di collegamento del comando tedesco, aveva disposto una maggiore vigilanza e sorveglianza nei riguardi di lei e del marito. Da alcune testimonianze risulta che il giorno
precedente al suicidio, l’ufficiale tedesco di collegamento il maggiore Messiner, dovendo fare una telefonata di carattere riservato, chiese bruscamente alla Streimer di allontanarsi dalla stanza. Evidentemente, rimasta vicino all’uscio percepí delle frasi che la riguardavano. Si pensa che da quel momento abbia deciso di uccidersi insieme con il marito.
Una perquisizione operata nell’abitazione dei coniugi Sternfeld subito dopo il suicidio portò al rinvenimento di parecchi documenti scritti in tedesco. Questi ultimi furono subito consegnati alla polizia segreta tedesca e condussero verso un altro nome, il dottor Luigi Tedesco, capo di Gabinetto della prefettura. Avendo la polizia fatto visita nella sua dimora per dei controlli, fu evidente il suo essere a conoscenza dell’attività della Strima, con la quale aveva rapporti di cordiale amicizia.
Nell’abitazione del Tedesco si rinvennero delle corrispondenze: un biglietto della Strima con la chiusa “Baci Rosa”, una lettera del dottor Ettore Laurenzano (capo di gabinetto alla direzione generale della P.S), parecchie lettere firmate Pietro, fratello di Luigi Tedesco e funzionario della Direzione Generale della P.S. ed infine una lettera chiusa spedita da Pietro a suo padre Agostino Tedesco, rimasto con la famiglia ad Andretta (Avellino) territorio occupato dal nemico. […]
Nell’abitazione del Tedesco venne ritrovata anche una somma cospicua di denaro. Si trattó di oltre 103 mila lire, suddivisa in diverse buste. Il Tedesco giustificò il possesso di tale somma adducendo che lire 70.000 (contenute in tre buste) erano di sua proprietà mentre la rimanente somma riguardava alcuni conti del consorzio autotrasporti, anticipazioni per il ritiro del grano degli ammassi. Sia la corrispondenza, sia il denaro furono consegnati alla Polizia Segreta Tedesca.
Nel mese di aprile del 1944 viene arrestato e rinchiuso nelle carceri di Regina Coeli di Roma il capo di Gabinetto della prefettura di Pescara Luigi Tedesco. Le accuse sono di favoreggiamento verso il nemico e di non aver osservato il divieto di frequentare ebrei. Oltre a Tedesco, il comando tedesco dispose l’arresto in Ascoli Piceno del dottor Cambise, già Questore di Pescara, e del maggiore della G.N.R. (carabinieri) Giuliani, già comandante il gruppo di Pescara in Pianella, entrambi sospettati di intese con la Strima.
Dalle lettere, mai spedite, rinvenute nell'ultima dimora degli sposi, si percepisce il clima di disagio e disperazione vissuto dai suicidi. Appare evidente dalla missiva che il matrimonio fu un espediente utilizzato per avere dei benefici (l'accesso alle cure in una casa privata concesso alle coppie); la loro condizione era di internati civili. Lo Sternfeld era innamorato di un'altra donna; egli si preoccupò subito di spiegare e cercò di scusarsi e di essere capito per non portarsi addosso un ulteriore fardello con il vero amore, la viennese Klägerin Wilhelmine Sternfeld.
Mia cara Himi,
Saluto la cosa più cara che ho sulla terra, te. Siamo vicini alla prigione o campo di concentramento o assassinio (genocidio).
Il presente governo (le SS) prende un provvedimento contro di noi per cui ci tocca il Destino di tutti gli altri Giudei (Juden).
Non c'è più posto per noi sulla terra, noi che non abbiamo mai fatto del male agli altri, che abbiamo sempre aiutato il prossimo.
(Fluch den Mordern !)
Siamo moralmente fisicamente alla fine e preferiamo il suicidio, prima di farci ancora maltrattare gli altri. Se fossimo più robusti, avremo tentato di nasconderci, ma così non siamo in grado di farlo.
Abbiamo fatto tutto il possibile per mantenere questa vita per te. Per fuggire dall'inferno di San Severino (Salerno) abbiamo fatto un matrimonio religioso d'affari, perché solo alle coppie era possibile usufruire delle cure in una casa privata, ma egualmente ogni persona non avrebbe potuto vivere né materialmente, né c'erano altre possibilità di vita.
Naturalmente questo matrimonio fatto solo per necessità contingenti sarebbe stato subito sciolto con una futura pratica di divorzio.
Nessuno lo sapeva; per coincidenza sono venuti a conoscenza i genitori di Rosi che non erano contro il nostro passo.
(Sachlich bin ich am Ende!)
Saluto solamente te, che ho amato con tutto il cuore.
Il ricordo di Rosi me lo puoi tenere in onore, anche se so che sei enigmatica (falsa) e maliziosa.
Per causa tua il suicidio mi è difficile, diversamente sarei tranquillo e pronto.
Avrò la prigione, se restassi qui, avrei solo 19 giorni a Como e poi il Campo di Lavoro (Concentramento) e l'inferno di San Severino, io e anche Rosi siamo stanchi molto ammalati (tubercolosi irreversibile).
Cara weipi, prova a vivere!... se non puoi… seguimi!
Ricevi questa lettera con oggetti di valore tramite una signora.
Ciao il tuo Siegmund
P.S Quando puoi parlare con i genitori di Rosi o con i miei, salutali di cuore.
Pianella 31 marzo 1944
Erano a conoscenza degli orrori di Auschwitz-Birkenau, di Dachau, vivano le fatiche e i dolori del sanatorio, la tubercolosi, il clima di isolamento, lo sconvolgimento del nucleo familiare, la paura, il terrore e smarrimento collettivo. Tutto questo condusse i due alla decisione di rinunciare definitivamente alla vita il 31 marzo 1944.
Sigismondo Sternfeld aveva un fratello di nome Bernardo nato a Vienna nel 1898, sposato con Giovanna Weil.
Il 7 dicembre 1943 a Bagni di Lucca la coppia muore suicida. Di seguito l’estratto del racconto di Vittorio Lino:
[…] (1) La sera del 3 dicembre 1943, i due coniugi, dopo aver preso congiuntamente l’estrema decisione, si ritirarono nella camera da letto della villetta, e dopo aver scrupolosamente sigillato con stracci e indumenti la porta e le finestre in maniera ermetica, lasciarono accese due bacinelle con dei carboni per riscaldare la stanza. A Bagni di Lucca, a dicembre, il clima è particolarmente freddo. Si distesero sul letto, insieme, e così li ritrovò, qualche giorno dopo il Maresciallo Maggiore Adolfo Mascolo, Comandante della stazione dei Carabinieri di Bagni di Lucca. In uno scrupoloso rapporto (nr. 65 del 8 dicembre 1943 inviato al Procuratore di Stato di Lucca), al Comando Tenenza Carabinieri di Lucca racconta dettagliatamente le modalità del rinvenimento dei due corpi che avvenne ufficialmente il 7 dicembre, verso le ore 14,30. I Carabinieri vennero allertati dal proprietario sig. Barsi che da due o tre giorni non vedeva più i due coniugi. Li ritrovarono sul letto, abbracciati. Morti per avvelenamento da acido carbonico.
La rivista Documenti e Studi riporta in copia anche i vari verbali di constatazione, i certificati degli Atti di Morte, la prima segnalazione per fonogramma, l’inventario dei beni e una lettera in tedesco, rinvenuta in un locale fuori la camera.
Fu fatta tradurre dal comandante della Gendarmeria tedesca di Bagni di Lucca.
“…dopo che siamo stati tre anni e mezzo internati, deve colpirci un altro destino, più duro del primo: perciò vogliamo finire questa vita. Quel che si trova in nostro possesso è roba da noi aspramente (forse duramente) guadagnata, abbiamo sempre vissuto con onestà. Dopo che dobbiamo perdere – già molto abbiamo perduto – facciamo finire gli schianti. Alle Autorità che sino ad oggi ci hanno trattato con umanità siamo riconoscenti.
Mio fratello Siegmund Sternfeld, internato a Pianella (Ferrara),* preghiamo sia avvertito dell’accaduto.
*Si tratta in realtà di Pianella (Pescara) motivo per cui forse la lettera non è mai arrivata.
Bernard e Giovanna Sternfeld.
Impressionante la serenità e la lucidità, la forza di non imprecare contro chi li ha portati verso questo destino atroce, le Autorità (in maiuscolo nel testo originale). I loro corpi furono tumulati nel piccolo cimitero all’inizio di Bagni di Lucca sulla Lima. Mai più rinvenuti.
Le tragedie non sono mai un atto solitario ma “Destini incrociati".
Tre mesi dopo il 31 marzo del 1944, come sopra raccontato, anche Siegmund Sternfeld e Rosa Streimer si daranno la morte, anch'essi abbracciati sul letto, con un potente veleno.
Remo di Leonardo







CERTIFICATI E ATTI VARI DI BARNARDO E GIOVANNA WEIL




Fonti e Bibliografia:
Si ringrazia per la segnalazione del Notiziario della GNR" (Guardia Nazionale Repubblicata) del 19 aprile 1944 - Fondazione Micheletti di Brescia, “Il caso Streiner a Pianella” il sig. Danilo Manella appassionato ricercatore e studioso di storia.
I notiziari della GNR, redatti quotidianamente dall' "Ufficio I° Sezione Situazione" del Servizio Politico del Comando Generale della GNR di Brescia in base alle segnalazioni raccolte dai diversi comandi GNR provinciali e periferici, sono rapporti dattiloscritti di polizia e riguardano attività antinazionali, sovversive e partigiane, azioni banditesche, astensioni dal lavoro, ordine e spirito pubblico, notizie di interesse militare, defezioni. In via riservata, le notizie che meritavano più attenzione, venivano inviate al Duce, al Comandante Generale della GNR Ricci, al Maresciallo Graziani e a pochi altri componenti i vertici politico militari.
Bibliografia:
Silvia HAIA, ANTONUCCI e Claudio PROCACCIA. Gli ebrei a Roma tra occupazione, resistenza, accoglienza e delazioni (1943-1944). Collana: I libri di Viella, 258. Pubblicazione: Settembre 2017.
Vittorio MORELLI, Historiae de Planella, Tipografia-Litografia Cantagallo – Penne 1979.
E. COLLOTTI, Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI:saggi, Carocci,Roma, 2007).
Archivio CDEC, Fondo Israel Kalk (b. 1, fasc. 3) "Sternfeld Sigismondo" in Database "Ebrei stranieri internati in Italia durante il periodo bellico" a cura di Anna Pizzuti.
Sitografia:
Remo DI LEONARDO /parolmente.it/pagine-di-storia-1944-larresto-del-capo-di-gabinetto-della-prefettura-di-pescara-e-il-caso-streiner-a-pianella/
Vittorio Lino BIONDI, www.loschermo.it/la-mia-giornata-della-memoria-destini incrociati/ 27 Gennaio 2023.
Alessandro MORELLI, Ebrei in provincia di Pescara: il caso SternfeldStreimer a Pianella. www.collinedoro.net/ 25/04/2016.
Anna PIZZUTI, Ebrei stranieri internati in Italia durante il periodo bellico, www.annapizzuti.it/.
Alessandro MORELLI. Ebrei in provincia di Pescara: il caso Sternfeld - Streimer a Pianella. https://www.collinedoro.net/ Pubblicato il: 25/04/2016.
Foto:
Rosa Steimer (Morelli A. (fotografia). Fonte: Morelli V. “Pianella tra le due guerre” del 2004 p.96) e Sigmund Sternfeld (Morelli A. (fotografia). Fonte: Morelli V. “Pianella tra le due guerre” del 2004 p.96).
Vittorio MORELLI, Historiae de Planella, Tipografia Litografia Cantagallo – Penne 1979.
www.loschermo.it/la-mia-giornata-della-memoria-destini-incrociati/.
https://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-9079/sternfeld-sigismondo.html.
https://www.giornaledibarga.it/2021/01/giorno-della-memoria-destini-incrociati-i-coniugi-suicidi-per-sfuggire-al-campo-di-sterminio-347177.















