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L'EREMO DI SAN GERMANO A PACENTRO

ANTONIO MEZZANOTTE.

Si dice e si racconta che per guarire da febbri ostinate bisogna salire fino all'eremo di San Germano, alle pendici di Colle Malvarano (1232 mt slm), in tenimento di Pacentro (AQ), raggiungibile facilmente dalla strada provinciale che da Campo di Giove muove verso Passo San Leonardo, e, una volta arrivati, avvolgere in un panno un po' di quella terra benedetta e anche piccoli sassi, da utilizzare per la guarigione dell'ammalato.
A grazia così ottenuta, il guarito stesso, ovvero chi per lui è salito in pellegrinaggio a San Germano, deve tornare in quella chiesetta per lasciarvi appeso il panno contenente la terra e le pietre raccolte, a mo' di ringraziamento.

La chiesuola intitolata a Germano, primo santo vescovo di Parigi, reca sull'architrave del portale la data 1428, ma di certo l'edificazione è più risalente: il culto del Santo fu portato forse dagli angioini, forse addirittura dai franchi prima ancora dell'anno Mille, quando i monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno si accinsero a dare una prima riorganizzazione territoriale a queste valli.

Si tratta di una tipica chiesetta di montagna, con impianto ad aula, probabilmente dalla volta a botte e originaria facciata a capanna, con una porzione adiacente destinata a romitorio. L'edificio ha subito crolli per via dei terremoti (come ad esempio quello del 1706) e ristrutturazuoni, l'ultima delle quali verso la metà degli anni Ottanta del secolo scorso, quando fu aggiunto il campaniletto a vela.

All'interno, una piccola edicola posta nella parete sovrastante l'altare ospita il mezzo busto ligneo del Santo, di fattura settecentesca.

È un antico luogo dello spirito, un tempo rifugio dei pastori transumanti e oggi meta di pellegrinaggi a piedi dalle due comunità di Pacentro e Campo di Giove attraverso ben conosciuti sentieri di montagna. Dallo spiazzo antistante, che funge da rustico sagrato, lo sguardo spazia verso il bastione della Majella, fortezza di fede nella millenaria storia della terra abruzzese.

Ascolta la versione audio dell'articolo.

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