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La tradizione di S. Martino a Pianella e nell’area pescarese

REMO DI ELONARDO

L’11 novembre si festeggia San Martino e, in Abruzzo, questa è una ricorrenza particolarmente sentita.

   Tante sono le feste in questo giorno, ma tutte hanno un comune denominatore: si festeggia con il vino novello, con le castagne e con i prodotti di stagione.  

     Le leggende su San Martino sono tante oltre a quella più conosciuta del Santo di Tours, che donò metà del suo mantello ad un povero infreddolito, nella tradizione popolare San Martino è anche detta “festa dei cornuti” protettore dei mariti traditi. Ciò risale ad una leggenda che vuole la sorella di San Martino sottrarsi allo sguardo del proprio marito e del fratello religioso e commettere adulterio.

   Il giorno di S. Martino a Pianella si usava assaggiare tutti i vini delle botti “lu scotte de Sande Martene”.

   In quel giorno, nella contrada omonima del paese si usava fare la processione dei cornuti, il capo cornuto, vestito con un mantello rosso e delle corna fatte di peperoncini e peperoni, si metteva davanti alla processione e passando per le case della contrada chiamava direttamente la persona presa di mira il quale doveva successivamente uscire di casa e mettersi in coda alla processione.

   Qualche furbo si racconta come un certo “Caprijele de Zanzele”, persona degnissima, un giorno tanto fu la vergogna che per evitare di essere chiamato e quindi riconosciuto, si fece trovare già in strada. Il capo cornuto volendolo maggiormente sbeffeggiare gridando ad alta voce a lui così si rivolse: e brave, brave cumbà Zanzele, hue! te fatte truhà pe’ strade.

   Se la persona chiamata non usciva e partecipava alla “processione” veniva minacciato con lo scoperchiamento del tetto e la rottura dei vetri delle finestre.

A S. Valentino in Abruzzo Citeriore (PE) San Martino sembra che già prima dell‘800, in questo giorno, si svolgessero feste in cui si faceva sfilare il bestiame con le corna per propiziare la fertilità.  

Ancora oggi la tradizione si rinnova con una processione in cui tutti indossano delle corna. Ma in questo paese, si porta in processione anche la “Reliquia”, una sorta di simbolo fallico coperto da un velo, accompagnato per le vie del paese dall’ultimo degli sposati dell’anno precedente. Durante il corteo, poi, la “reliquia” viene scoperta e passata in consegna allo sposo più recente.

A Salle (PE) si mangia, invece, la “pizza di San Martino”. E’ a base di anice ed è accompagnata dal vino novello. Viene preparata dalle famiglie del posto secondo la ricetta di un tempo, a ricalcare un’usanza tradizionale in cui il primo venerdì del mese le famiglie si riunivano per celebrare il primo vino spillato dalle botti e festeggiavano con un grande banchetto.

Canto di S. Martino

Quann’ è brotte l’ommene quand’ è curnote

a llu monne ve’ sembre ‘nnumenate,

o care S. Martene a sta serate

ti vienghe a ddà’ tutte le salote

e nghe stendarde e nghe la fiacculate

strellenne tutte viva le curnote.

Cheste è cose che nen z’attacche

de purtrale n-zi stracche

quosse gne nu mammocce

la da purtà sopre la cocce

Bibliografia

Remo DI LEONARDO, Ass. Ambiente e/è Vita 3^ Festa della campagna, 18-19 luglio 1998, p. 18 Tip. Tecnograf Cepagatti (Pe) 1998.

Sitografia

https://www.salinello.it/eventi/san-martino-in-abruzzo/

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