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La masseria Petruzzi ricovero di Briganti

ELSO SIMONE SERPENTINI.

Venerdì 13 dicembre 1861 il sergente della guardia nazionale di Campli venne informato che nella masseria della famiglia Iannetti coltivata da Vincenzo Cerasi si nascondeva il famigerato brigante Antonio De Luca, insieme con altri suoi compagni e altri. Recatosi nella masseria, il sergente procedette ad una meticolosa perquisizione, senza rinvenire alcunché. Cerasi disse:

- De Luca e gli altri si trovano nella masseria coltivata da Francesco Petruzzi.

Il sergente con tutti i suoi uomini si recò immediatamente, accompagnato nella masseria indicata da Cerasi e vi trovò, nascosto in una piccola stalla, Antonio De Luca, Pietro Tito e Berardo Boffa, che vennero arrestati insieme con Francesco Petruzzi. e portati nel carcere centrale di Teramo. Il generale comandante la Divisione Militare accertò che Petruzzi aveva più volte dato ricovero nella sua masseria a De Luca e a Pietro Tito ed era gravemente indiziato di complicità nei reati del De Luca.

Interrogato in carcere, Petruzzi negò di aver ospitato i tre briganti e disse che, anzi. aveva cooperato al loro arresto, insieme con Cerasi. Pietro Tito dichiarò che, nel vedere gli arresti dei soldati sbandati ed essendo lui uno di loro, la sera del 12 si era diretto verso la casa del Petruzzi, senza mai essere immischiato nelle scorrerie brigantesche.

Numerosi testimoni dichiararono che i tre briganti arrestati erano soliti rifugiarsi e stare nascosti in casa di Petruzzi, di cui Cerasi contestò le dichiarazioni. Disse di avere sentito le guardie nazionali dire, su tale circostanza, che Petruzzi aveva realmente incaricato Cerasi di fare arrestare Antonio De Luca, che continuamente lo minacciava. I probi cittadini sentiti dichiararono che Pietro Tito, prima di andare al servizio militare, non aveva fatto mai dubitare della sua condotta, ma, da quando era ritornato, da circa un anno, lo si era veduto sempre insieme con i ladri, commettendo di notte dei furti, come pubblicamente si diceva. Ed era da credersi, perché non lavorava più e faceva delle spese oltre le sue proprie possibilità.

Foto Copertina : Briganti d'abruzzo (Internet)

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