LA MADONNA DI COSTANTINOPOLI A FURCI (CH)

ANTONIO MEZZANOTTE.

I nostri paesi d'Abruzzo conservano tesori d’arte, purtroppo spesso sconosciuti.

Merita un rilievo del tutto particolare la tela della "Madonna di Costantinopoli", di autore ignoto, probabilmente tardo secentesca, che è conservata nel santuario del Beato Angelo a Furci (CH), nel vastese.

Il dipinto è parzialmente coperto da incrostazioni e muffe. In ogni caso, si evidenziano alcuni elementi caratterizzanti, quali, ad esempio, la Madonna col Bambino, coronata ed ammantata da un drappo blu con una stella disegnata sulla spalla sinistra (da cui l'altro nome attribuito alla tela di "Madonna della Stella"), assisa sulle nubi al centro della composizione e, ai lati, due angeli che versano acqua dalle anfore su una città fortificata, posta alla base dell'insieme, munitissima di torri e bastioni, che sembra preda di un incendio; inoltre, sempre in basso ma verso l’angolo destro rispetto all’osservatore, pare scorgersi una nave alla rada.

L’impianto complessivo degli elementi pittorici rinvenibili sono quelli del tipo iconografico di Santa Maria di Costantinopoli, che ritrae la città turrita e cinta di mura in preda alle fiamme di un imponente incendio conseguente, secondo gli storici, ad un assedio di arabi o persiani nell'VIII sec. Si dice e si racconta che la città fu salvata dal prodigioso intervento di Maria Santissima.

Non è peregrino ipotizzare che il dipinto doveva in origine fungere da pala d'altare per la chiesa di Santa Maria, andata distrutta con la grande frana del 1935.

Perché questo dipinto si trova a Furci? Probabilmente come ex voto per la liberazione del paese da un flagello naturale (ad esempio la peste) o da una incursione turca. Non mancano nemmeno ipotesi di richiami alle comunità schiavone e albanesi del vicino Molise (presso le quali è forte il culto per la Madonna di Costantinopoli), storicamente in contatto con il paese di Furci, sia per il passaggio del tratturo Centurelle - Montesecco che tocca questi territori, sia per la comune devozione al Beato Angelo presso quelle comunità molisane.

Un'opera d'arte di sicuro interesse (che andrebbe sottoposta a urgente restauro prima che l'usura del tempo la comprometta irreparabilmente) e la pongo in evidenza oggi, che è il Primo dell’anno, giorno dedicato proprio alla Madre di Dio, già patrona di Costantinopoli e dell'Impero d'Oriente, affinché non vada persa l’attenzione su questi nostri straordinari beni culturali (che in qualche modo dovrebbero essere salvaguardati, studiati, ricordati, valorizzati), specialmente quelli celati nelle piccole comunità, come quella furcese, una delle perle della Valle del Treste.

E l'Anno Nuovo inizia così. Auguri!

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