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8. La famiglia de Felici di Pianella in alcune lettere del Settecento. Lettera scritta da Pianella al nipote Domenico Antonio de Felici in data 22 febbraio 1760

ELSO SIMONE SERPENTINI.

In una lettera scritta da Pianella al nipote DOMENICO ANTONIO DE FELICI in data 22 febbraio 1760, ZOPITO DE FELICI precisa che nel chiedergli la rinuncia a favore del fratello Don Nicola,non ha inteso invitarlo a privarsi di tutto, perciò va bene una sua riserva pro iure di 500 ducati, andrebbe bene anche da 60 ducati annui, ma in questo caso occorrerebbe“ una spiega”, cioè specificare che i 60 ducati annui gli si dovrebbero pagare“extradomus”, cioè dimorando fuori casa, mentre, restando in casa gli sarebbe versata la metà, somministrandogli l’altra metà in “tavola, comodo di abitazione e servitù”.

Queste cautele” scrive Zopito al nipote “si fanno ad esuberanza, poiché spero, che fra loro ai gnori Fratelli, non sia per esservi il menomo motivo di disgusto. È ormai tempo, che possa essere conosciuta l’indole di Don Nicola. Egli ama, e sa amare, e nel suo cuore non annida interesse. Si contenterà dunque di formare lo stesso della sua rinuncia portando in essa perché causale lo stato di casato, che dovrà assumere Don Nicola invece di VS. Mi manderà dunque detto stizzo1 per osservarla.

Zopito accenna al Barone Cimino, mettendo in guardia il nipote Domenico Antonio da ciò che potrebbe aver detto o che potrebbe dire al riguardo, perché, assicura non è che il Barone Cimino non dica “minchionerie”, anzi, ne dice e ne fa dire proprio a lui, Domenico Antonio, per esempio quando asserisce che l’anello è lavorato con diamanti a mozzetta di concia d’Olanda. “Se mi fosse vicino” scrive Zopito “chi sa che farei. È vero che siamo nell’Abruzzo, ma non è vero poi, che gli Abruzzesi siano tutti orsi, poiché vi ne sono cert’uni, i quali san conoscere, quando i Napoletani dicono delle minchionerie”.

Passando poi a parlare della “catena”, Zopito scrive al nipote che non gli dispiacerebbe “il finimento divisato con perle, però si deve avvertire, che questo finimento ad uso di viaggio non resiste molto. La spesa saria maggiore e andaressimo a tagliare i finimenti. Si deve dunque sapere, che la prima Gioia di funzione dovrà essere di diamanti, la seconda di perle, la quale dovrà servire in corredo sul suddetto abito, che dovrà essere di velluto nero, replicare le perle per uso di viaggio non mi piace, sarà dunque sempre meglio, che si ponga in prattica l’idea mia secondo il disegno nel mischio o di staccamento, o di perdita, solo che leggiera sarà la spesa per l’gno, che li trasmisi. Primo perché col moto del viaggio non si è mischio”.

1 Dichiarazione di rinuncia all’eredità.

Le lettere sono conservate presso la collezione Corrado Anelli di Teramo.

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