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LA COLONNETTA A MONTESILVANO (PE)

14 Aprile 2024

ANTONIO MEZZANOTTE.

SI DICE E SI RACCONTA che, quando l’esercito piemontese invase l’Abruzzo nel 1860 con alla testa re Vittorio Emanuele II di persona personalmente, giunto che fu alla marina di Montesilvano si fermò per una sosta all’incrocio tra due strade, le odierne via Vestina e Via Piceni (ossia la strada che raggiungeva la scafa sul Saline), e che a ricordo dell’evento molti anni più tardi, agli inizi del 1900, in occasione di una visita di Vittorio Emanuele III, nipote del Re Galantuomo, venne innalzata una colonna di pietra con scolpito lo stemma di Casa Savoia, opera di Michele De Filippis Delfico.

In verità, una colonna in laterizio a forma di parallelepipedo già preesisteva ed è la stessa che ancora oggi vediamo alla base del cippo lapideo che fa bella mostra di sé nella piazzetta sita tra Via Piceni e Via Don Gaetano Agostinone a Montesilvano (PE). Essa reca alla base l’incisione 1842 e su una facciata la seguente iscrizione: STRADA DI PENNE PER LA VALLE DEL TAVO (Penne ha le N rovesciate e, in ogni caso, l’intera incisione, data compresa, si legge ormai a fatica). Al di sopra di questo basamento è stata collocata in epoca successiva la colonna cilindrica, alta poco più di un metro, che reca scolpito lo scudo sabaudo in corrispondenza dell’iscrizione della base.

La tradizione popolare chiama questo cippo “Colonnetta” e l’originaria funzione era analoga a quella che aveva la “cugina” (ma di qualche anno più anziana, essendo datata 1818) posta dinnanzi alla stazione ferroviaria di Chieti: celebrare la conclusione dei lavori per la realizzazione di una strada. Nel nostro caso, nel 1842 venne ultimato il tracciato stradale di collegamento diretto tra il mare e il capoluogo vestino, avviati nel 1819 (l’odierna Via Vestina, appunto, giacché fino ad allora dalla via litoranea per entrare nel Valle del Tavo, aggirando le zone paludose e salmastre prossime alla foce del Saline, si utilizzava soprattutto la strada che saliva per un versante del Colle della Vecchia, toccava il colle di Montesilvano e scendeva per Cappelle, come può essere facilmente riscontrato sull’atlante Rizzi Zannoni del 1808).

Gli studiosi ci ammoniscono sulla improbabile fondatezza del racconto popolare, sia sulla sosta dei piemontesi nel 1860, sia sulla visita di re Sciaboletta nel 1908, sia sull’autore dello scudo sabaudo. Unica certezza è la data di conclusione dei lavori per la nuova strada: 1842.

Com’è e come non è, la Colonnetta di Montesilvano assume rilievo per almeno due profili: il primo riguarda la ripresa delle attività economiche e la conseguente necessità di collegamenti viari più rapidi e diretti verso i principali centri della fascia collinare (Penne e Chieti) negli anni immediatamente a seguire gli sconquassi napoleonici e delle quali questo cippo e l'omonimo teatino sono testimonianza diretta; il secondo, invece, rileva per la necessità di darne una idonea valorizzazione, siccome punto identitario di questi luoghi.

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