La Chiesa di San Salvatore a Rosciano ed il miracolo del Volto Santo

ANTONIO MEZZANOTTE

La chiesa di "San Salvatore extra moenia" (ovvero "fuori le mura") era di certo la più antica delle sei chiese presenti a Rosciano fino agli inizi del Novecento, già citata tra i possedimenti di Montecassino nell'anno 856 e pertanto preesistente all'incastellamento dell'abitato. Se ne ha notizia con questo titolo almeno fino alla metà del Settecento. Nel 1811, sotto i francesi, nello stesso luogo è documentata una chiesa intitolata a Sant'Antonio Abate (da non confondersi con l'altra chiesa di Sant'Antonio di Padova, tutt'oggi esistente), mentre in epoca più recente (a ridosso del 1900) si parla, sempre nella medesima zona, di una chiesa nella quale si venerava il Volto Santo, sebbene non gli fosse dedicata. Probabilmente, l'antica chiesa di San Salvatore ha subito nel tempo varie vicende ed oggi, seppur non se ne hanno tracce (restano però i toponimi Salita San Salvatore e Via San Salvatore, una volta Contrada San Salvatore), viene ancora ricordata nella tradizione orale (la figura del Cristo Salvatore è da sempre associata al Volto Santo e, ora che ci penso, anche uno dei committenti degli affreschi della chiesa di San Nicola si chiamava Salvatore...). Si dice e si racconta che nella terza domenica di un maggio di grave siccità, una compagnia di devoti guidata dall'Arciprete partì in pellegrinaggio a piedi dal "Volto Santo di Rosciano" al più celebre Santuario del Volto Santo di Manoppello. Nel corso della Santa Messa, l'Arciprete tenne una predica lunga, appassionata, con fervide suppliche al Volto Santo per la fine della siccità. Ad un tratto, una anziana donna di Piano del Ciero disse di vedere le lacrime scendere dal Volto di Cristo. Pieni di sbigottimento, i pellegrini ripartirono da Manoppello nel primo pomeriggio, sotto un insolito, torrido sole. Tornati in paese, prima di sciogliere la compagnia, l'Arciprete volle recarsi al Calvario per un'ultima preghiera. Mentre il popolo in silenzio ascoltava le litanie, il cielo si faceva scuro ed una nuvola bianca sbucò all'improvviso da dietro la Torre dei Paladini. Poi un tuono e cominciò a piovere, una pioggia fitta, costante, duratura: la siccità era finita, il raccolto era salvo. In seguito, si disse che quella pioggia benefica era stata provocata dalle lacrime del Volto Santo, impietosito per le suppliche dei roscianesi. 

(Nella foto, la Basilica del Volto Santo di Manoppello, la cui festività ricorre oggi, terza domenica di maggio). 
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