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LA CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE (DE LAURENTIIS) A FONTECHIARO DA CAPO

ANTONIO MEZZANOTTE - La strada che dal Tricalle di Chieti sale al Crocifisso e conduce verso Torrevecchia Teatina e, quindi, a Francavilla al mare rivela numerosi profili di interesse. In primo luogo, l’indubbio aspetto panoramico: da un lato la Val Pescara e l’area vestina fino ai contrafforti del Gran Sasso, dall’altro lato le colline dell’Alento, la Majella e, in fondo, all’orizzonte, la linea color indaco dell’Adriatico. Nel mezzo, antiche ville signorili, residue macchie di pini d'Aleppo, ma anche vigneti e uliveti.

È un luogo carico di storia, di quelle storie minori che hanno modellato per secoli il territorio, gli echi delle quali non solo rivivono nei ricordi degli anziani o nei documenti d’archivio, ma ancora incidono sul presente e sulle vite quotidiane degli abitanti del luogo.

Varie vicende hanno investito questo territorio, in parte annesso nel tempo alla città di Chieti già in epoca angioina, in parte aggregato ai Comuni di San Giovanni Teatino, Francavilla al Mare e Torrevecchia Teatina e in parte ripopolato, dopo le guerre e le pestilenze del XV sec., con colonie di schiavoni o di albanesi. In particolare, per quel che ci interessa in questa sede, con Regio Decreto del 27 aprile 1879 venne soppresso il Comune di San Silvestro (o Villa San Silvestro) e il suo territorio annesso parte a Pescara e parte ai paesi confinanti. La contrada Fontechiara o Fontechiaro venne smembrata e la porzione che degrada verso il mare (Fontechiaro di Sotto) fu accorpata a Francavilla al Mare, la parte superiore delimitata tra la strada provinciale Teatina e l'omonimo fosso (Fontechiaro da Capo) venne aggregata a San Giovanni Teatino, del quale ancora oggi costituisce una exclave per essere abbastanza distante dal resto del Comune, da cui viene separato con una fetta di territorio di Chieti che si allunga fin verso San Silvestro, toccando i confini di Pescara.

Questa frazione, però, è ancora sotto la giurisdizione parrocchiale della chiesa di Santa Maria de Cryptis, che invece è sita in tenimento di Chieti (Villa Obletter), come anche la località Dragonara, nella Val Pescara, che precede Sambuceto nel Comune di San Giovanni Teatino. Una parrocchia su due comuni e varie chiese, testimonianze di quel passato intricato, che ancora segnano il territorio, come quella del Carminello o, proseguendo lungo la strada poco prima del bivio per San Silvestro in contrada Fontechiaro da Capo, appunto, quella dedicata all’Immacolata Concezione, meglio conosciuta come chiesa “De Laurentiis”, in ricordo del giuspatronato laicale di quella potente famiglia teatina, da cui il toponimo, per altro, della contrada che dalla chiesa si stende a ovest verso i confini di San Giovanni Teatino. La troviamo che si erge solitaria su un ampio piazzale. La facciata in stile neoclassico con timpano e mattoncini a vista, scandita da una coppia di paraste, mentre un ampio finestrone centrale sovrasta il portale, pure esso in laterizio. Un caratteristico campanile a vela con banderuola segnavento interrompe sul retro la simmetria della copertura sul lato verso il mare. L’interno, a navata unica, con cornici aggettanti, rivela l’origine tardo-settecentesca della struttura, sebbene non sia da escludere una edificazione più risalente.

Una anziana referente del luogo, tornata in Italia dopo essere vissuta all'estero per gran parte della propria vita, mi raccontava dei fuochi che un tempo, quando era ragazzina, venivano accesi davanti a questa chiesa e nella contrada alla sera dell'8 dicembre, giorno dedicato a "Santa Maria Concetta". Erano i fuochi sacri dell'Immacolata, che ancora oggi vengono riproposti in varie località. Ma v'è di più. Come ho potuto riscontrare dai racconti degli anziani del luogo, i fuochi di Fontechiaro si ricollegano a quella bella tradizione dei falò che le popolazioni costiere accendevano in ricordo del passaggio della Santa Casa, che gli angeli trasportarono in volo da Nazareth a Loreto e per indicare ad essi il cammino.

La chiesa dell'Immacolata Concezione qui a Fontechiaro da Capo, allora, è punto di riferimento di queste contrade, un luogo identitario di fede e di storia.

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