
di REMO DI LEONARDO.
Lettomanoppello è un centro medievale ubicato in una zona collinare conosciuta fin dall'epoca romana.
Le vicende della vicina Manoppello ebbero sistematiche ripercussioni sul borgo lettese la cui denominazione fa riferimento sia a questo duraturo legame di dipendenza sia alla lunga dominazione dei baroni De Letto - a questi successero gli Orsini, i Valignani e i Dario.
I santi patroni del paese sono: S. Nicola, S. Emidio, S. Rocco e la Madonna di Costantinopoli e vengono celebrati nei giorni che precedono la prima domenica di ottobre. Il martedì diventa il giorno principale del culto al quale, già in passato, ho avuto modo di suonare con la banda locale diretta dal M° Toppi. In questa giornata i paesani più devoti di ogni contrada creano dei “trofei” realizzati con grossi rami, le cosiddette “Palme”, sui quali vengono appesi dolci, frutta, salumi, formaggi, vino e addirittura le tipiche conche abruzzesi in rame riempite di ogni bene e in alcuni casi anche animali e abbigliamento. Tutti questi prodotti vengono poi posti all’asta dopo essere stati benedetti, si tratta di un'asta molto divertente e movimentata.
Quest’anno sono tornato a suonare a Lettomanoppello il 7 ottobre con la Grande Banda Città di Chieti diretta dal M° Marco Vignali in occasione della Festa della Madonna di Costantinopoli più conosciuta “Madonna dell'Iconicella” in quanto la statua viene ospitata nel Santuario dell'Iconicella posta oltre 500 metri dal centro del paese. In questo luogo la Banda, come vuole la tradizione, sale per accompagnare la MADONNA, suonando marce e inni religiosi.
Non nascondo di aver fatto un pò di fatica nella salita e a quel punto un mio collega bandista dall’ inconfondibile accento napoletano mi ha detto: "Non nce' pensare! faje comm Purecenella ca' nu' juorno saliva a piedi in cima ad un monte e rideva, rideva… Allora nu' cumpagne e' viaggio e' disse: "Purecenella perché ridi, ridi?" Purecenella rispose: "Perché già piens a' discesa".
Questo "aneddoto" più di una semplice espressione dialettale è un riflesso della resilienza e della creatività del popolo napoletano. Quest'espressione racchiude in sé la speranza, l'ironia e la capacità di sdrammatizzare anche le situazioni peggiori.
P.S. Mi scuso con i napoletani per la non perfetta trascrizione dialettale.
Per approfondimenti : ANTONIO MEZZANOTTE
FONTE: wikipedia.org/wiki/Lettomanoppello















