Il 13 agosto pellegrinaggio a Cornaclano

ANTONIO MEZZANOTTE

Il 13 agosto si va in pellegrinaggio a Cornaclano, questo ognuno lo sa. E se non ci vai fisicamente e sei devoto al Beato ci vai lo stesso con la mente e con il cuore.

Dopodiché hai adempiuto al sacro precetto che ogni furcese (oriundo e/o acquisito) è tenuto ad adempiere in questo giorno speciale, che ricorda la traslazione delle spoglie mortali del Beato Angelo da Napoli al paese natio, a Furci, avvenuta il 13 agosto 1808, con il beneplacito di Re Gioacchino, il quale è vero che era guascone e testa calda, ma sapeva pure come farsi benvolere dal popolo.

Ecco, dunque, che si va in pellegrinaggio ai resti dell'abbazia benedettina di Sant'Angelo di Cornaclano, in tenimento di Fresagrandinaria (CH), tra i boschi e le campagne della Valle del Treste, dove visse da giovane Angelo da Furci, grande teologo e celebre predicatore medievale, priore degli agostiniani di Napoli e che per due volte, per umiltà, rinunciò alla nomina a vescovo.

Ventricina devozionale e celliripieni fanno da contorno e ci sta, però davvero quando vivi questo culto ti senti rappacificato con te stesso e col mondo (e come diceva Goethe: non è cosa da poco!).

Sempre e comunque viva il Beato Angelo!

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