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"...E nel nome di Santo Nicola, avvocato e protettore di questa terra di Rosciano"

ANTONIO MEZZANOTTE

Si, è vero, Santa Eurosia è l'odierna patrona di Rosciano (PE), il mio paesello. Un culto recente, moderno, legato allo sviluppo della viticoltura in questo territorio, all'abbondanza del raccolto, alla rinascita di una vita nuova dopo la grande crisi di metà Seicento. Tuttavia, le origini, la storia e l'anima delle mie patrie colline sono nel nome del santo vescovo Nicola, che resta pur sempre "avvocato e protettore della Terra di Rosciano", come un tempo veniva evocato nei documenti ufficiali del Comune, ossia colui che nel giorno ultimo del Giudizio verrà nominato difensore di fiducia di noi roscianesi dinnanzi al Tribunale del Padreterno (un incarico piuttosto gravoso).

Sarà per tale motivo che i nostri antenati lo hanno magnificato negli affreschi rinascimentali dell'omonima chiesetta del centro storico e nella bella tela di Nicola Ranieri, realizzata intorno al 1770 e collocata nel presbiterio della parrocchiale, della quale posto una foto. Nicola, nato da ricca famiglia intorno all'anno 260, rimasto orfano in giovane età, era un uomo umile di cuore, libero dalla cupidigia, dalla bramosia dei beni, dalla ricerca del potere e del successo. Nondimeno, era anche uno che non le mandava a dire. Si dice e si racconta, infatti, che al Concilio di Nicea mollò un sonoro ceffone al prete Ario, quello che negava la divinità di Gesù Cristo.

Fu sempre dalla parte del popolo, degli oppressi e dei bisognosi contro i potenti e prepotenti, come quando si adoperò di persona presso l'imperatore Costantino per la riduzione delle eccessive tasse che gravavano su Myra, la città della quale era vescovo, oppure quando durante una carestia chiese ad un mercante di scaricare parte del grano stipato su una nave e destinato proprio all'imperatore per donarlo ai suoi concittadini. Quello cedette alle insistenze del vescovo (che, se ci si metteva, era testardo come un mulo, incrollabile nella fede in Dio) e come ricompensa ottenne il miracolo di mantenere lo stesso peso di carico della nave una volta giunto a destinazione. Da qui nacque la tradizione del pane di San Nicola, cibo per il corpo e per l'anima.

Protettore speciale dell'infanzia, in ricordo del miracolo della risurrezione di tre bambini che un oste malvagio aveva fatto a pezzi e messi sotto sale per venderne la carne; Nicola non solo li salvò, ma fece loro anche dei doni (all'episodio si ricollega la tradizione dei regali di Santa Claus, diffusa dapprima nell'Europa settentrionale e quindi in tutto il mondo). Ed ancora si dice e si racconta che riscattò tre ragazze nubili che il padre voleva avviare alla prostituzione poiché non aveva denaro per la dote matrimoniale, donando nottetempo e non visto tre sacchetti di monete d'oro (i tre globi dorati raffigurati nelle statue o nei dipinti, particolare che distingue nettamente la figura iconografica di Nicola da quella degli altri Santi).

Si può dire altro? Certo, ma si farebbe notte!!! Patrono dei pastori, perché il loro ritorno in Abruzzo dalle Puglie coincideva con la festività del Santo a maggio, patrono dei prigionieri, per essere stato egli stesso recluso in carcere al tempo di Diocleziano per non aver rinnegato la propria fede in Cristo, patrono dei marinai, che portarono in Italia, a Bari ed a Venezia, le sue reliquie, e che tante volte furono salvati dalle tempeste ricovolgendosi supplici a lui, ed ancora patrono delle vittime degli errori giudiziari (per via dei tre generali imperiali condannati alla decapitazione pur essendo innocenti e che furono liberati dopo il suo intervento), dei farmacisti, profumieri, bottai, scolari, arcieri, avvocati, mercanti e commercianti ed altre categorie che gli vengono assegnate: è il Santo con più patronati! Pontiere tra Oriente ed Occidente e non a caso è pure patrono dell'Eparchia di Lungro, la diocesi degli Italo-albanesi di rito bizantino (alla quale qui in Abruzzo fa riferimento la comunità arbëreshe di Villa Badessa di Rosciano).

Le oltre 1200 chiese a lui dedicate, sparse per tutta Italia, dimostrano, ove ce ne fosse ancora bisogno, la popolarità di San Nicola ed il rispondere del suo culto ai bisogni dei singoli e delle comunità in ogni tempo. Insomma, un Santo antico ma dalla modernità sempre attuale. Oggi 6 dicembre, è la sua festa liturgica. Auguri a chi ne porta il nome!

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