Crescenzo Pignatari, Musicista- Maestro di Cappella (1710 – 1799)

REMO DI LEONARDO - Estratto dal Catalogo del Premio Nazionale Lettere, Arte e Scienze - Selezione di Poesia "G. Porto" XVII Edizione 2014.

Nel mese di luglio del 2008 Loris Di Giovanni  diede alle stampe un agile volumetto contenente le ristampe anastatiche di due drammi sacri  di Stefano Ferrante  (Serrario, e in arcadia Terisbo Cratideo) (1) dedicate entrambe a San Silvestro Papa, Protettore di Pianella. 

Il primo dal titolo Eliseo nel Vaticano, il secondo Il Salomone nel Tempio: entrambi con musica di Crescenzo (o Crescenzio) Pignatari. (2) 

Oltre a questi due drammi sacri il Pignatari musicò altri  componimenti del  Ferrante. Tra questi il  melodramma  La Betsabea, sotto il titolo della Madonna del Buon Consiglio e dedicato  al Signor Don Ferdinando Barone Todesco, (3) ad oggi non ancora rinvenuto; Il Giosafat, Il Giosuè, Il Mosè nel Sina, Le Vergini Prudenti, La colomba diletta allo sposo de sacri cantici. Le prime tre opere sono scritti poetici che Stefano Serrano dedicò a Emanuele de Leon,  tenente del re nella piazza di Pescara. (4)

La sua prima opera è un melodramma dal titolo Ester, del 1744, musicato da Saverio Selecchy , musicista teatino con cui Ferrante collaborò per parecchi anni.

Durante le mie ricerche ho trovato, sempre del Ferrante,  un’opera non presente spesso sull’OPAC e in diverse biografie trattasi del melodramma  Il Trionfo della Croce  musica di D. Nicola Muzi Vignola. (5)

Diremo subito che se delle opere musicate dal Pignatari abbiamo una sufficiente documentazione testuale, poche sono le notizie che riguardano quella bibliografica musicale. 

In questa  umile ricerca, riguardante il nostro, ho provato solo a riordinare  quelle notizie ritrovate sparse tra i vari archivi nella speranza di aver fatto cosa utile  per studiosi  ed appassionati di storia della musica abruzzese . 

Nota 1 - Accademia letteraria fondata a Roma nel 1690 i cui membri si chiamavano vicendevolmente Pastori. Scelse come protettore Gesù Bambino.

Nota 2 - ELISEO NEL VATICANO – IL SALOMONE NEL TEMPIO, Drammi per musica di Stefano Ferrante In Onore di S. Silvestro Papa Protettore di Pianella ; Ristampe anastatiche dell’edizione teatina del 1748 per Giuseppe Francesco Ferri e dell’edizione ascolana del 1759 per Nicola Ricci a cura di Loris Di Giovanni. Stampato nel mese di luglio 2008 dalla Litografia Botolini Di Rocca San Giovanni (Ch). Pag. 11

Nota 3 - Di questa antica famiglia si hanno notizie a Pianella sin dalla fine del ‘500. Il Magnifico Barone don Ferdinando Todesco fu Sindaco di Pianella nel 1834 e nel 1840.  I Todesco possedevano una casa “palaziata” di più membri nel Rione San Leonardo a Pianella.” VITTORIO MORELLI- Pianella tra Storia e Iconografia, pag. 94 – Catalogo Premio di Poesia G. Porto Ed. 2013 Le case palaziate a Pianella.

Nota 4 - Storia ecclesiastica e civile della regione più settentrionale del Regno di Napoli  Detta dagli antichi Praetutium, ne’ bassi tempi Aprutium, Oggi Città di Teramo e Diocesi Aprutina – scritto dal dottore di Leggi Nicola Palma , Canonico della cattedrale Aprutina, Socio dell’Istituto della Corrispondenza Archeologica di Roma, Volume III che contiene gli avvenimenti dal 1530 al 1830.

Nota 5 - MINERVA AUCTIOONS, Arcadia Miscellanea ( Minerva è una casa d’aste).

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CENNI DEL PERIODO STORICO IN CUI OPERÒ

Durante tutto il Settecento europeo la figura del maestro di cappella, traduzione italiana del termine tedesco Kapellmeister, assunse grande rilievo nel panorama artistico e culturale legato alle corti dei regnanti.

Paragonabile ad un odierno direttore di un coro o di un’orchestra, egli aveva il compito di dirigere la musica per un monarca o un nobile, coinvolgendo altri musicisti, selezionando il repertorio e pianificando i concerti.

Arrivare ad essere ingaggiati come maestri di cappella era un segno di successo per i musicisti dell’epoca e, talvolta, coincideva con la conclusione di un percorso di carriera che poteva durare molti anni, cominciando dagli studi presso le scuole di musica sino all’affermazione di compositori.

Per un musicista far parte di un circolo culturale legato alla nobiltà era un riconoscimento prestigioso.

Le famiglie nobili, tuttavia, non furono le uniche realtà che poterono avere a propria disposizione personalità di questo tipo, in quanto tale figura si affermò anche presso quegli ambienti religiosi attenti alla valorizzazione della musica che, ingaggiando maestri di tale importanza, di fatto assicuravano un apporto di assoluto rilievo alle funzioni che si svolgevano  nelle chiese.

Con l’evolversi della società, caratterizzata verso la fine del Settecento dal declino della nobiltà, la figura del Maestro di cappella divenne col tempo meno prestigiosa.

I compositori, non avendo più la necessità di instaurare un legame esclusivo con una famiglia o con la Chiesa, iniziarono a considerare maggiormente la loro libertà espressiva.

La musica religiosa era vietata al sesso femminile, le cappelle musicali facevano affidamento sempre sui bambini e adolescenti che cantavano.

Completavano il coro un numero a volte variabile di uomini adulti che cantavano le parti di tenore e di basso nelle cappelle vincolate alle cattedrali le voci gravi erano di solito a carico di persone facenti parte dello stato ecclesiastico, nei conventi e monasteri, questa era la norma. In alcuni casi vi erano uomini adulti che cantavano come falsettisti o come castrati.

La composizione dei gruppi strumentali delle cappelle variava da una quasi incentrata sugli strumenti a fiato nel Rinascimento ad un’altra più diversificata verso il XVII secolo nel periodo barocco, fino a prendere forza con l'organico orchestrale alla fine del XVIII secolo durante il Classicismo. 

L’attività delle cappelle musicali avviata nel Seicento in Abruzzo tocca il suo momento più alto nella seconda metà del Settecento. Operano nelle chiese più importanti,  in particolare nelle cattedrali  diChieti, Vasto, Ortona, Lanciano, (la cappella musicale  Santa Casa del Ponte era ritenuta secondo gli storici una scuola di musica la seconda per importanza in tutto il Regno di Napolidove fiorì anche l’attività di maestri organari), (1) L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Celano, Pescina, Tagliacozzo,Teramo, Atri, Citta S. Angelo,  Penne;  ma anche in piccoli e importanti centri  come ad esempio Campli e Pianella. (2)

Per alcune di queste cappelle abbiamo una maggiore documentazione per altre meno,in virtù del fatto che la composizione di brani sacri per ogni occasione importante dell'anno liturgico erano una normale attività di routine del maestro di cappella e  il più delle volte era superfluo segnalare con nome, cognome e data.

Nota 1- L’Abruzzo nel Settecento, Umberto Russo, Edoardo Tiboni, pag. 188, Ediars 2000. 

Nota 2- IBIDEM  pag. 192.

BIOGRAFIA, FONTI STORICHE E BIBLIOGRAFICHE MUSICALI

Rare e comunque sparse risultano essere le notizie sulla vita di Crescenzo Pignatari;  i motivi sono dovuti, in parte,  alla mancanza nell’archivio parrocchiale di Pianella dei libri dei battezzati, dei matrimoni e dei defunti relativi a tutto il 700.

Nel  Catasto Onciario di Pianella, conservato in copia presso l’Archivio di Stato di Pescara, sappiamo  che  nell’anno 1746 risulta registrato un Crescenzio” di anni 36, Maestro di Cappella nella città dell’Aquila, fratello del Magnifico Michele Pignatari, Regio Giudice a Contratti (1) del quale si deduce che Crescenzio  (Crescenzo)   Pignatari  sia nato nell’anno 1710.

Sappiamo per certo che  morì  a Moscufo il 18 giugno del 1799, come risulta  dall’Archivio Parrocchiale di S. Andrea Apostolo di Collecorvino nel Liber Defunctorum  1785-1851

Alcune fonti d’archivio ci dicono che i Pignatari erano una famiglia di notai (ma qui stiamo parlando già dell'800).

In uno strumento notarile del 16 febbraio 1856 del notaio Pignatari venne stipulato tra l’ordine dei domenicani, rappresentato da padre Antonio Maria Todesco e il Comune di Pianella , con cui si stabiliva la permuta dei locali domenicani con una casa dei Sabucchi, acquistatata dal barone Ferdinando Todesco. (2)  

Il 15 Marzo 1834 vennero donati dalla Santità di Papa Gregorio XVI a F. Giuseppangelo di Fazio Cappuccino da Pianella, missionario Prefetto e Visitatore Apostolico i resti del Corpo di S. Ciriaca Vergine e Martire. L'Ill.mo Vescovo de Fazio poi ne fece dono a “questa diletta patria” (Pianella) con istrumento rogato a firma del “Notar Filippo Pignatari nel dì 3 Aprile 1834.” (3)

Dalla Collezione delle leggi e decreti reali del Regno delle Due Sicilie 1839 “Decreto con cui si autorizza il Capitolo di Pianella nel primo Abruzzo ulteriore ad accettare la disposizione fatta in suo vantaggio da Francesco Paolo, D. Anna e D. Maria Carmela di Rocco con atto di donazione de’ 17 luglio 1857 per lo notajo Filippo Pignatari”. Nell’Archivio di Stato di Pescara, scorrendo nell’Inventario dei Protocolli notarili, troviamo Giovanni Antonio Pignatari, 1780-1831.

La famiglia Pignatari abitava e aveva diverse case in Pianella. Don Michele Pignatari e Crescenzo, fratelli, possedevano una casa di otto membri con loggia nel Rione di San Domenico, il  Magnifico don Michele Pignatari possedeva  una casa nel Rione dell’Albania (Alvaneie) o della Neve, il Magnifico don Crescenzo Pignatari possedeva una casa di undici membri nel Rione della Madonna della Neve. (4)

Lo storico e  letterato Pasquale Castagna, nel tracciare un profilo storico su Pianella, riprendendo, per sua stessa ammissione,  le notizie  da un manoscritto  dello studioso Alterisio Lizza,  include  “Crescenzo Pignatari buon maestro di cappellainsieme al buon soprano Giovanni Sebastiani (5) ”tra i personaggi illustri pianellesi. (6)

Crescenzo Pignatari conobbe e collaborò con importanti  musicisti del suo tempo, come Saverio Selecchy , (celebre il suo Miserere che si suona durante la processione del Venerdì Santo a Chieti), Giuseppe Ventura, Geremia Gizzi, Gabriele Ventura, entrambi di Napoli, Antonio Petrini, Brunone Angletti, Antonio de Romanis e Geremia Pastore (7) ma anche con affermati poeti di testi sacri e drammaturgie,  oltre Stefano Ferrante si ricordano Antonio Antinori, ecclesiastico e storico, battezzato Antonio Nicola Ludovico Maria Giuseppe, nacque il 26 agosto 1704  si spense nel marzo del 1778; Orazio Landini, letterato nato a Firenze 1718 e morto forse a Venezia dopo il 1770 e Felix Carolus Musca  (1702-1748).

Il 22 novembre 1731 nella Chiesa di San Filippo Neri della Citta dell'Aquila venne rappresentata dai “Signori Musici della Cattedrale”  La vera sposa oratorio in onore di S. Cecilia V. e M. da cantarsi in occasione della celebrazione della Festività della Santa loro protettrice, poesia dell'Abate Antonio Antinori aquilano fra gli Accademici Assorditi d'Urbino detto l'Innominato e musica di Crescenzo Pignataro Maestro di Cappella di detta Cattedrale, pubblicata in Chieti per Ottavio e Giustino Terzani, 1731.

Nel 1746 il Canonico Giovanni Battista Frasca di Lanciano (8) chiamò Crescenzo Pignatari come musicista per il componimento drammatico “San Silvestro nel battesimo di Costantino” da cantarsi Collegiata di S. Antonio Abbate di Pianella, dedicato allo stesso suo protettore, per i torchi del teatino Ottaviano Terzani.  Quindi, appena due anni prima della stampa di  Eliseo nel Vaticano del Ferrante, altri avevano già raccontato l’episodio della conversione dell’imperatore Costantino legandola al santo protettore dei pianellesi. (9)

Nel 1748 viene stampato in Chieti, per Giuseppe Francesco Ferri, Stampatore Arcivescovile, Eliseo Nel Vaticano, dramma per musica di Stefano Ferrante (Serrario) da cantarsi nella solennità di San Silvestro Papa protettore di Pianella con musica di Crescenzo Pignatari. (10)

Nel 1750  Crescenzo Pignatari musica  La morte de' giusti, si tratta di un Oratorio da cantarsi nella solennità del terzo anno secolare  dalla morte gloriosa di S. Bernardino da Siena protettore della Citta dell'Aquila, nella chiesa del suo ordine,dove posa ilsuo venerato corpo. Testodi Orazio Landini , Felix Carolus Musca.  (11)

Nel 1752  nella illustrissima e nobilissima città di Ascoli fu eseguito il melodramma di Stefano Serrario , Il Giosafat,  per la solenne festività del glorioso S. Emidio primo vescovo, e dedicato all'illustrissimo e reverendissimo signore monsignor Benedetto Barone de lo Presti governatore vigilantissimo di detta città, musica del virtuosissimo signore Crescenzio Pignatari maestro di cappella della cattedrale aprutina, personaggi : Eliade, Giahaziele, Giosafat, Tobia. Editore Ricci Nicola  di Ascoli Piceno. Una monografia  del libretto si trova nella Biblioteca comunale G. Gabrielli ad Ascoli Piceno e nella Biblioteca della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

Nell’anno 1754 dai Padri Minori Conventuali di Pesaro fu celebrato, nel solenne triduo  in onore del novello B. Giuseppe da Copertino, Il Mosè nel Sina di Stefano Serraro,  sacro dramma musicato da Crescenzio Pignatari  dedicato a monsignor Umberto Luigi Radicati dei conti di Cocconato e di Robella, vescovo della suddetta città.

Il testo di questo dramma sacro si trova presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro. Il 10 novembre del 1754 viene eseguita nel Teatro Comunale di Recanati, in occasione della festa di S. Andrea Avellino, il dramma sacro Il Mosè nel Sina, di   Crescenzo Pignatari quando era Maestro della cappella di Teramo. (12)

Nel 1759 viene stampato in Ascoli per Niccola Ricci, Il Salomone del Tempio, Dramma per musica di Stefano Ferrante (Serrario)  in onore di S. Silvestro Principale Protettore di Pianella, musica di Crescenzo Pignatari, maestro di Cappella di Pianella. (13)

Presso laBiblioteca del Centro di documentazione francescana (ex Sacro Convento) di Assisi (PG),  si trova di Crescenzo Pignatari , La Messa a tre voci  In Re maggiore. Sole parti mss. n.6 : Sopr., Ten.,  vl. I, vl: II, vlc. , org. (violino I, Violino II, Violoncello, Organo; il Miserere  Salmo a quattro voci senza V.V. – In Do min. e Va ritorna a Dio sul Monte. Aria a voce sola di contralto con Basso Continuo.

Risultano essere variegate le notizie sulla bibliografia musicale del Pignatari, mentre la reperibilità di partiture anche nei più importanti archivi italiani è risultata spesso infruttuosa. Questa “mancanza” molto probabilmente è dovuta anche al fatto che [… i nomi dei musicisti rimangono spesso sconosciuti dal momento che generalmente il musicista seicentesco era considerato alla stessa stregua di un tecnico, più che un artista vero e proprio. Inoltre ciò che ci è pervenuto non è la musica, ma esclusivamente i testi letterari, i libretti, strumenti indispensabili al pubblico per la comprensione delle trame teatrali […]  (14)

Ad oggi, delle partiture di Crescenzo Pignatari, grazie ad una attenta ricerca, sono riuscito a recuperare solo due: La Messa a tre voci  In Re maggiore, Sole parti mss. n.6; Il Miserere  Salmo a quattro voci senza V.V. – In Do min.

Speriamo presto di potere colmare questa “ mancanza”, intanto, speriamo  prossimo,  di creare  proprio a Pianella un evento riascoltando una delle di queste opere e rendere così omaggio a uno dei primi e  più importanti musicisti pianellesi.

NOTE:

Nota 1- CATASTO  ONCIARIO DI PIANELLA, Archivio di Stato di Napoli, Archivio della Regia camera della Sommaria-Pianella, Prov. Di Abruzzo Ultra I, Distretto di Penne, 1746/7, anche in A.S. Pe in copia fotostatica realizzata su impulso del Prof. Vittorio Morelli.

Nota 2-  VITTORIO MORELLI -  Il Convento di S. Domenico ovvero la seconda soppressione. Periodico Pia.ce Numero speciale, pag. 8 , Pianella Aprile 2010.

Nota 3-  Lacerba periodico politico - culturale - sportivo dell’area vestina 8 Febbraio 2009 Anno XIV n.1. Frà Bontà La vita di Monsignor De Fazio ricordata a Pianella.

“Il fine è quello di far provare le stesse sensazioni destate negli autori dalla prima lettura dell’atto rogato dal notaio Filippo Pignatari di Pianella il tre di aprile dell’anno 1834.

Nota 4 - VITTORIO MORELLI - Catalogo, Premio di Poesia G. Porto 2013 - Le case palaziate 1745 .

Nota 5 -  Giovanni Sebastiani forse si tratta di un avo del conosciutissimo personaggio pianellese Giovanni Sebastiani il ciabattino detto “Lu Crezje”?

Nota 6 - ROBERTO LIBERATOSCIOLI- Pianella dolce Pianella Tipografia Hatria Edizioni, 2004, pag.20

Nota 7 – LORIS DI GIOVANNI - ELISEO NEL VATICANO – IL SALOMONE NEL TEMPIO, Drammi per musica di Stefano Ferrante In Onore di S. Silvestro Papa Protettore di Pianella ; Ristampe anastatiche dell’edizione teatina del 1748 per Giuseppe Francesco Ferri e dell’edizione ascolana del 1759 per Nicola Ricci. Stampato nel mese di luglio 2008 dalla Litografia Botolini Di Rocca San Giovanni (CH). Pag. 11 nota 4.

Nota 8 – GIUSEPPE RADICIOTTI – Teatro Musica e Musicisti in Recanati, Tipografia Rinaldo 1904, pag. 42.

Nota 9 – LORIS DI GIOVANNI - Ibidem, pag.6

Nota 10 – LORIS DI GIOVANNI-  Ibidem, Pag. 6

Nota 11 - OTTONE TRAGEDIA Per Musifica Da Rapprefcntarfi nel Famofo Teatro Grimani di S. Gio: Grisostomo • L' ANNO MDCCXVI. Seconda Impressione • IN VENEZIA) M.DCCXV - Appresso Marino Rossetti • In Merzeria all'Insegna della Pace Con con Licenza de’ Superiori e Privelegio. Pag. 119 - www.worldcat.org/. Crescenzo Pignatari

Nota 12 – GIUSEPPE RADICIOTTI – Teatro Musica e Musicisti in Recanati, Tipografia Rinaldo 1904, pag. 42.

Nota 13- LORIS DI GIOVANNI – Ibidem, pag.4.Nota 14MARCOSCIUCCA, Abruzzo Musica Antica- Antologia di musiche abruzzesi tra '400 e primo '600 “ Musica in Abruzzo tra Ars nova e Barocco” presente nella pagina internet: http://www.abruzzomusicaantica.org/musicainabruzzo.php

MUSICISTI  E MAESTRI  DI CAPPELLE  MUSICALI  IN ABRUZZO TRA XVII - XVIII SECOLO.

I secoli XVII- XVIII presentano in Abruzzo diversi problemi per la ricerca storico-musicologica. Si tratta, infatti, di lacune determinate soprattutto dalla mancanza di studi specifici, di studi musicologici di carattere locale.

Probabilmente non è estraneo ad esse il calo improvviso di pubblicazioni musicali di autori abruzzesi o operanti in Abruzzo a partire dall’inizio del secolo XVI.

A Teramo operano: Crescenzio Pignatari, Camillo Bruschelli, noto compositore, clavicembalista e organista, nato ad Assisi nel 1794 - 1863;  Luigi Ceccoli, di origini teramane,  che ricoprì ruoli di spicco nella vita musicale cittadina a partire dall´incarico di maestro di cappella della Cattedrale aprutina, morì nei primi giorni di gennaio del 1830. (1)

Ad Atri il primo a ricevere l’appellativo di Maestro di Cappella fu Adriano della Rota presente nella cattedrale nel 1593 nato a Ortona, il titolo passò nel 1598 a Feliciano Caporicci. Sono testimonianze che ci attestano soprattutto l’impulso che gli Acquaviva d’Atri diedero alla vita musicale partenopea, ma non è detto che quella stessa dinamica culturale non si ripetesse – o anticipasse – proprio nella patria degli Acquaviva, in Atri, dove comunque la famiglia risiedeva con buona frequenza e dove aveva il suo teatro palatino.

E a proposito del mecenatismo in terra d’Abruzzo degli Acquaviva, abbiamo testimonianza di Ambrosio Cremonese, un compositore nativo probabilmente di Cremona, ma

maestro di cappella a Ortona, almeno nel 1636 dedicò il suo Primo libro di madrigali, op. 1 all’abate Ottavio Acquaviva.

La  cappella musicale della cattedrale di Atri fu molto attiva durante il Seicento.

Nel 1627, dovendosi nominare il nuovo maestro, si pensò al nome altisonante di Romano Micheli (già alla cappella di S. Luigi dei Francesi in Roma), ma non sappiamo con quali esiti. Nel 1629 l’ex-maestro di cappella Adriano della Rota, pieno di riconoscenza per

gli antichi servigi, indirizzava per ben due volte, da Ortona, al capitolo atriano proprie opere musicali accompagnate da accoratissime dediche manoscritte.

Ad Atri  nel 1630 opera il maestro di cappella Ambrogio Mares. Da una lettera del luglio del 1643 veniamo a sapere che Mares è in quel periodo maestro di cappella e organista della cattedrale di Lanciano. (2)

[…] Nella sera di Giovedì 29 del caduto [dicembre 1695] dal Sig. D. Cesare d’Avalos Marchese di Pescara nel Palazzo de’ Principi della Roccella, ov’egli soggiorna, venuto qui con nobil Corte de’ suoi Stati, fecesi cantare da sceltissime voci, e strumenti, un’Oratorio sagro, intitolato il martirio di S. Cesareo, composto dal suo Segretario Sig. Francesco Milliati, e dal di lui Maestro di Cappella Sig. Nicolò Filomena posto in musica[…]. (3)

Molti nomi di musicisti nell’arco del Settecento sono sconosciuti. Dal fondo dei manoscritti musicali dell’Archivio capitolare di Atri comunque troviamo brani religiosi di maestri quali: Nicola MuziVignola,Luigi e Paolo Sagaria, Domenico Quercetti Consacra, Benedetto Visocchi, Giustino Lambra, Giacomo Zucchi, D. Achilli, F. Baroni, Cellini, Dati, Ambrogio Lombardi, Carlo Rovere, Vecchiotti, Aristotele Pacini, E. Bertini, Baviera, Capocci, G. Rossi e G. Pardi.

A Penne, città storicamente importante,  troviamo Pietro Paolo Sabatini, che fu ingaggiato dai cittadini di Penne per provvedere all’organizzazione musicale della processione a S. Pietro nell’anno santo 1650, oltre alla presenza  durante il Seicento, di ben due soprani (forse dei castrati) della Cappella Pontificia provenienti da Penne: Francesco Lancioni, assunto il 29 giugno 1627 e morto il primo ottobre 1675, e Giuseppe Vecchi, assunto il 19 settembre 1663 e morto l’undici settembre 1707. (4)

Negli anni successivi  Francesco Antonio Fenaroli , nel 1730 scrive la musica per “ Le glorie di S. Chiara nella sconfitta dei saraceni, rappresentata a Penne” di cui era  maestro di cappella. (5) 

Nicola Monti, autore del miserere di Penne nato a Pistoia e morto ad Ortona 1864.

A Città San Angelo vi è Antonio Petrini che musica la “Donna Forte del carmelo”.

A Campli Nicola Muzj Vignola è autore della musica del melodramma di Stefano Serrario Il Fiore dei Martiri dedicato al Sig. procuratore Filippo Crisanti in occasione delle festività di S. Pancrazio.

A Pianella Crescenzo Pignatari;a Villa SantaMaria, Michele Mascitti1664-1760 e  Pietro Marchitelli1643-1729; nasce a Villa Santa Maria il musicista Carlo Cotumucci 1709-1783.

A Spoltore nasce Alessandro Aglione, compositore appartenente all’ordine dei Predicatori e attivo con certezza tra il 1599 e il 1621, la cui musica, a parte otto mottetti, risulta perduta o ci è pervenuta incompleta. Ci sono poi altri due musicisti che per buona parte saranno attivi nel XVIII secolo: Pietro Marchitelli e GennaroUrsino. Marchitelli, detto anche Petrillo, fu violinista e compositore nato a Villa S. Maria forse intorno al 1643 e morto a Napoli il 6 febbraio 1729; Gennaro Ursino nacque invece nel 1650 a Roio del Sangro.

A L’Aquila il 27 febbraio del 1658, per festeggiare la nascita di Filippo Prospero di Spagna da Filippo IV e Anna d’Austria, viene allestito nella badia di Collemaggio un melodramma di Giuseppe Ardinghelli ignoto è l’autore della musica.  A poco più di una decina d’anni dopo, al 1669, risale un’altra testimonianza fondamentale, la raccolta Melpomene sacra: Drammi musicali di Don Teodoro Vangelista, dedicati alla Ill.ma Sig. D. Aurelia Carafa Caraccioli Marchesa di Barisciano, della cui musica si è persa ogni traccia. Vi erano raccolti otto libretti di melodrammi del canonico e accademico dei Velati aquilano Teodoro Vangelista, musicati dal sacerdote Giovannantonio Capece, di cui, nell’avviso dell’opera si riconosce la grande maestria nel contrappunto e al contempo la delicatezza manierata. Giovannantonio era figlio del più famoso Alessandro, che troviamo in varie città, a Ferrara, Rieti, Napoli, Tivoli e, per qualche tempo, dopo il 1617, in servizio anche nella cattedrale di Sulmona. Prima di farsi prete, Giovannantonio aveva avuto un figlio, anch’egli di nome Alessandro, destinato a diventare maestro di cappella nella cattedrale dell’Aquila.

Nel settecento a L’Aquilavi operava Crescenzo Pignataro Maestro di Cappella della cattedrale di San Filippo Neri; ilpianista e compositore Giuseppe Vallaperti nato a  Melzo (Milano) nel 1756, famoso per le sue opere tastieristiche, il quale giunse in Abruzzo a reggere la cappella musicale della cattedrale dell’Aquila  da almeno 1792 fino al 1797;  Francesco Masciangelo (1823-1906);  Geremia GizziDon Francesco Pastore.

A Sulmona l’attività musicale dovette essere di grande importanza, almeno a giudicare dal maestoso organo costruito nel 1602 nella chiesa dell’Annunziata dal famoso organaro perugino Luca Blasi (o Biagi), parzialmente distrutto dal terremoto del 1706.

Operarono i maestri: Guglielmo De Ludovicis , maestro di cappella del Duomo; il canonico Angelo Maria de Amicis (1709-1713); Domenico Torrecchia, che era anche un tenore (1751-1758); Gennaro Errichelli, napoletano (1761-1767) . Nel settecento vi prestarono servizio i cantori don Martino Genoino e don TommasoGuglielmi. Una riforma dell’Istituzione delle cappelle musicali a Sulmona avvenne con risoluzione del parlamento cittadino, nel 1787; i suoi musicisti, se non erano abruzzesi, provenivano spesso dalle Marche.

Ad Avezzanoe nellamarsica (Pescina, Tagliacozzo, Celano) vi furono Giuseppe Corsi da Celano (1630 ) morto presumibilmente a Modena; Francesco SaverioSipari, nato a Pescasseroli 1828-187, zio di Benedetto Croce da parte materna.

Nulla si sa dei suoi studi musicali espletati probabilmente in ambienti napoletani dove sono state pubblicate le tre romanze per voce e pianoforte che ho rintracciato: Elegia d’aprile (versi di Clara Barra e dedicata alla sorella Lucrezia), Prece profana (versi di Augusto Cerri?). (6)

Orazio Mattei; Gaetano Resta , nato a Tagliacozzo morì ad Avezzano 1876; Bonifacio Giovanni e Graziano; BartolomeoAgricola, Muzio De Carolis; Pasquale Tristabocca .

A Chieti il Seicento fu un secolo di intensa attività musicale; purtroppo mancano studi di carattere locale che ci diano almeno qualche indicazione, seppure approssimativa, sulle istituzioni.

Tuttavia veniamo a conoscere per altre vie della presenza in città di un buon numero di compositori italiani anche piuttosto importanti: il primo è il pavese Ludovico Torti (o Torto) che, nato ben dentro il XVI secolo, nel 1547, spese tuttavia gli anni della sua vita matura, dal 1607, come maestro del coro nella chiesa metropolitana di Chieti, dove ebbe anche diversi allievi.

Ortensio Polidori, compositore marchigiano, nato a Camerino, fu anch’egli a Chieti dal 1639 al 1646, per poi trasferirsi probabilmente a Palermo. Votato soprattutto alla produzione sacra,   dedicò a Stefano Sauli, arcivescovo e conte di Chieti, il suo libro di salmi a otto voci op. 16 del 1646. A Chieti ebbero inoltre i natali due compositori di certo rilievo: il primo è Giacomo Fornaci, monaco benedettino di cui si hanno solo scarne notizie tra gli anni ’10 e gli anni ’20, conosciuto almeno come autore del volume Amorosi respiri musicali, a 1-3 voci e continuo, stampato a Venezia nel 1617; il secondo, più tardo, è Gaetano de Stefanis, di cui si hanno informazioni biografiche esclusivamente dai frontespizi delle sue opere. Fu attivo, tra fine Seicento e inizio Settecento, a Spalato, Bologna, Ferrara e nella cattedrale di Forlì.

Nel settecento Saverio Selecchi, (Salecchia),(1708-1788). Celebre il suo Miserere che ancora oggi riascoltiamo durante il Venerdì Santo a Chieti); Crescenzo Pignataro;Geremia Gizzi e Gabriele Venturaentrambi di origine napoletaneCamillo Bruschelli; Antonio Petrini; Brunone Angletti, Antonio de Romanis e Geremia Pastore, Camillo Bruschelli, Tarquino Mazzini.  Ci sono poi altri due musicisti che per buona parte saranno attivi nel XVIII secolo: Pietro Marchitelli e Gennaro Ursino. Marchitelli, detto anche Petrillo, fu violinista e compositore nato a Villa S. Maria forse intorno al 1643 e morto a Napoli il 6 febbraio 1729. Proveniente dal conservatorio di S. Maria di Loreto in Napoli, la sua arte violinistica fu paragonata da Burney a quella del celebre Arcangelo Corelli. Per oltre cinquant’anni violinista principale della cappella reale a Napoli, divenne ricco e potente. Tra i suoi allievi i due nipoti, anch’essi abruzzesi, Michele Mascitti, di Villa S. Maria, e Giovanni Sebastiano Sabatino, nato a Chieti nel 1667 e violinista nella cappella reale di Napoli, padre a sua volta del più noto Nicola; anche Antonio (II) Brunetti, nato a Pisa circa il 1760, il quale svolse attività di operista e di maestro di cappella,  dal 1790 al 1800 fu maestro di cappella del duomo di Chieti. (7)

A Lanciano il primo maestro e organista della Santa Casa del Ponte è stato Maestro Gianni, successivamente  Francesco Antonio FenaroliFedele Fenaroli, cui è oggi intitolato il teatro comunale a Lanciano (1730-1818); Camillo Bruschelli, Nicola Zingarelli 1752-1837; Francesco Masciangelo 1823-1906, Mario Aspa, 1795; Vincenzo Fioravanti;  alla metà dell’800  troviamo Ferdinando Taglione1810-1874?; cugino della celebre  Maria Taglioni, una delle più grandi ballerine romantiche nella storia del balletto.  

A Ortona negli anni si sono succeduti alla direzione della cappella ortonese : Adriano delle Rota attivo ad Ortona dal 1584 al 1593 e dal 1606 fino almeno al 1616, e Munzio Bruno di Fano, attivo dal 1593 al 1606, anno della sua morte, ed infine Ambrosio Cremonese, maestro di cappella di S. Tommaso nel 1636. Dal primo documento conservato sembrerebbe che Adriano della Rota, di origine fiamminga che prese in seguito la cittadinanza ortonese, sia stato eletto proprio in quella data per la prima volta maestro di cappella di S. Tommaso Apostolo, l’anno dopo in cui Margherita D’Austria fece il suo ingresso nella città di Ortona (24 ottobre 1583). Oltre ai suddetti meritano di essere ricordati: il padre Ludovico Preti, minore conventuale (1641); il napoletano p. Domenico Ricciardi, ministro del Conventuali (1643); il sac. Don Angelo Iannarilli, di Pescocostanzo (1647); il romano sac. Don Felice Secondo (1653); il sac. Don Pasquale Pellicciotta, di Lanciano (1656); il padre Borri (1702); l’ortonese Petronio (1703); il canonico Angelo Maria de Amicis (1709-1713); Domenico Antonio Rotellini, autore del dramma sacro "Ortona ristabilita dopo l’invasione dei Turchi", composto in onore del Crocifisso miracoloso delle monache benedettine di S. Caterina (1735); Domenico Torrecchia, che era anche tenore (1751-1758); don Nicola Muzi Vignola, canonico e già maestro di cappella di Campli, autore di pregevoli composizioni (1757-1758); Gennaro Errichelli, napoletano (1761-1767), che da Ortona passò a dirigere la cappella della reale chiesa dell’Annunziata a Sulmona (1775); il M° Vincenzo Bellini (1769), di Torricella Peligna (Chieti), omonimo ed avo del glorioso musicista di Catania. Nel 1806 era già maestro di cappella Giuseppe Liberali, di Fermo, che nel 1815 venne nominato a vita.

AVasto anche se non appartiene all’epoca di cui trattiamo parlando di maestri di cappella in Abruzzo non si può non citare il vastese Bernardino Lupacchino, detto Carnefresca; “Si distinse Pietro Sacerdote, Maestro di Cappella e Poeta , il quale compose un Dramma intitolato il Glorioso risorgimento di Pietro, per cantarsi nella Collegiata Chiesa di S. Pietro di Vasto il di 29 Giugno 1722 ; dedicato al Marchese di Vasto il volumetto manoscritto , che dal Conte Ricci si conserva. L' essersi segnato con la qualità di Maestro di Cappella fa comprendere che pur desso ne avesse composta la musica, la quale oggi non si ritrova”. (8)                                                                                                    

A conclusione voglia il lettore considerare quali lo precedano come un brogliaccio di appunti  di una  più ampia e approfondita storiografia sui maestri di cappelle musicali in Abruzzo  nel periodo che va tra il XVII e XVIII secolo un periodo che  musicalmente aspetta ancora di essere studiato.

Va detto, tuttavia, che qualcosa si preannuncia già per l’immediato futuro e forse, tra qualche anno, questa

“ carenza” potrà cominciare a mostrare almeno le tracce essenziali di disegni che si riveleranno certamente complessi, ricchi e degni di adeguata attenzione.

OPERE

Il Giosafat

Le Vergini prudenti

Il Salomone del tempio

Il Giosuè

Il Mosè nel Sina

La Betsabea

La colomba diletta allo sposo dei sacri cantici

Eliseo nel Vaticano

La vera sposa oratoria in onore di Santa Cecilia

San Silvestro nel battesimo di Costantino

La morte de’ giusti

La messa a tre voci in Re maggiore

Il Miserere

Va ritorna a Dio sul Monte

Nota 1  –  LA CITTA’ DEI RICORDI - Dopo la "prima" l'arresto in teatro di Elso Simone Serpentini.

[…] La sera di domenica 2 settembre 1792 al Teatro Corradi fece il suo esordio la nuova compagnia teatrale dell’impresario Giuseppe Pozzi. Desideroso di spostarsi a Teramo dall’Aquila, dopo essersi liberato di alcuni elementi della sua compagnia, il Pozzi aveva invano tentato di ingaggiare la celebre e rinomata Dorotea Monti. Aveva ritardato troppo il suo arrivo a Teramo, così la Monti, che non aveva potuto né voluto attenderlo ancora, era partita.  Aveva faticato a trovare una nuova prima donna, ma alla fine ci era riuscito e così, finalmente, potè proporre la sua prima rappresentazione agli spettatori teramani. Toccò a Violante Dorelli tentare di far dimenticare la Monti. All’inizio il pubblico, nostalgico della Monti, non dimenticata, fu piuttosto freddo, ma alla fine si lasciò trascinare. Il marito di Violante, Luigi Ceccoli, maestro di cappella e suonatore di cembalo, ingaggiato anche lui dal Pozzi, si fece ugualmente apprezzare. Tutto bene, dunque. Ma… subito dopo la fine della rappresentazione teatrale si presentò nei camerini la polizia e i due coniugi Ceccoli, Luigi e Donna Violante, furono arrestati. Che cosa era avvenuto? I due furono avvisati che un impresario di Chieti, Francesco Nicastro, li aveva denunciati al Preside della Provincia di Chieti, accusandoli di aver ricevuto da lui del denaro, dopo aver firmato un regolare contratto, e poi erano fuggiti, nottetempo, mentre la compagnia si stava spostando da Penne a Lanciano, passando nella compagnia del Pozzi.   Il contratto, che aveva esibito all’atto della presentazione della denuncia, risultava stipulato il 22 luglio di quello stesso anno davanti al Notaio Ignazio De Berardinis di Chieti. Esso imponeva ai due coniugi Ceccoli l’obbligo, fino al Carnevale del 1793, di seguire la compagnia del Nicastro in qualunque piazza d’Abruzzo ove essa avrebbe dovuto tenere recite. Il denaro anticipato dal Nicastro era stato di ben 20 ducati e gli altri 60 previsti dal contratto sarebbero stati versati ratealmente entro il termine di sette

Nota 2 - MARCO DELLA SCIUCCA Musica in Abruzzo tra Ars nova e Barocco. http://www.abruzzomusicaantica.org/musica in abruzzo.php.

Nota 3 – Ibidem

Nota 4- L’Abruzzo nel settecento, Umberto Russo, Edoardo Tiboni, pag. 215, Ediars 2000.

“ […] nella stessa città opera il maestro di cappella Francesco Antonio Fenaroli che scrive la musica per “ Le glorie di S. Chiara nella sconfitta dei saraceni, rappresentata a Penne nel 1730” […]

Nota 5 - ANTONIO DI VINCENZO - Musiche e Sacre Armonie della Settimana Santa di Penne: Vicende e personaggi, Penne, 15 Maggio 2010, Estratto dalla Mostra La Confraternita del Monte della Pietà e la Processione del Cristo morto di Penne, Storia del Venerdì Santo pennese. A cura di Antonio Di Vincenzo, Penne, Palazzo Gaudiosi, 23 marzo – 1 aprile 2002. Nel testo si parla per la prima volta del Maestro di Cappella Nicola Monti, quale autore del Miserere Pennese.

Nota 6 - GIANLUCA TARQUINO - www.terremarsicane

Nota 7 - Treccani.it - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 14 (1972).

Nota - 8 LUIGI MARCHESANI- Storia di Vasto. Città in Apruzzo Citeriore, Da Torchi dell’Osservatore Medico, pagine 364 1838; pag. 331.

BIBLIOGRAFIA GENERALE

LORIS DI GIOVANNI -  ELISEO NEL VATICANO – IL SALOMONE NEL TEMPIO, Drammi per musica di Stefano Ferrante In Onore di S. Silvestro Papa Protettore di Pianella ; Ristampe anastatiche dell’edizione teatina del 1748 per Giuseppe Francesco Ferri e dell’edizione ascolana del 1759 per Nicola Ricci. Stampato nel mese di luglio 2008, Litografia Botolini.

Di Rocca San Giovanni (CH).

MARCO SCIUCCA Abruzzo Musica Antica- Antologia di musiche abruzzesi tra '400 e primo '600 “ Musica in Abruzzo tra Ars nova e Barocco”.

http://www.abruzzomusicaantica.org/musicainabruzzo.php

GIUSEPPE RADICIOTTI - Teatro Musica e Musicisti in Recanati , Tipografia Rinaldo. 1904

MARIO QUINTO LUPINETTI “ Stefano Ferrante” in L’Abruzzo nel Settecento” a cura di Umberto Russo e Edoardo Tiboni, Pescara, Ediars, 2000.

ARCHIVIO STORICO - Il Centro di Documentazione e Ricerche Musicali “Francesco Masciangelo”Lanciano.

UMBERTO RUSSO - L’Abruzzo nel Settecento, di Umberto Russo e Edoardo Tiboni, Ediars 2000.

ROBERTO LIBERATOSCIOLI- Pianella dolce Pianella Tipografia Hatria Edizioni, 2004.

VITTORIO MORELLI - Pianella tra Storia e Iconografia. Consorzio Artigiano “L.V.G. Azzate - Varese.

IL DUOMO DI TERAMO, Alla scoperta di un patrimonio.

http://duomoteramo.comunite.it/index.htm

PERSONAGGI ILLUSTRI IN TERRA D’ABRUZZO-  Catalogo guida alle biblioteche e agli archivi musicali italiani.

GIANLUCA TARQUINO - www.terremarsicane ,

BIBLIOTECA Fondazione Giorgio Cini Venezia

IL DIZIONARIO – Istituto Abruzzese di Storia della Musica.

CAPPELLA MUSICALE, San Tommaso Apostolo; www cappellasantommaso.it/Storia

BIBLIOTECA NAZIONALE  BRAIDESE Ufficio Ricerca Fondi Musicali

CATALOGO BIBLIOTECA COMUNALE  ASSISI  - Sacro Convento di S. Francesco Assisi.

BIBLIOTECA E MUSEO  ARCHEOLOGICO Oliveriana  Pesaro.

Nel 2017 a cura di Marco Giacintucci esce per le Edizioni Rivista Abruzzese, Crescenzo Pignatari. Compositore aprutino del sec. XVIII .

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