Corrado Acquaviva e Pianella

REMO DI LEONARDO

Nel 1315 Corrado d'Acquaviva comperava la seconda metà di Pianella divenendo unico feudatario e quindi con il possesso unico di tutte le terre costituire un comune e darsi regolamenti, amministratori, massari, e uomini di Reggimento.

Secondo il Castagna, Corrado d'Acquaviva avrebbe costituito un "comune, un ospedale, un torrione, e la chiesa di S. Rocco (contrada San Rocco) per ringraziare il Santo di essere scampato alla peste.

La chiesa, dedicata a San Rocco per la prima volta viene registrata nel 1326, (V. Morelli Pianella Tra Storia e iconografia).

In merito all'osservazione sulla eventuale inesattezza della registrazione, 1326 rispetto alla data di nascita del Santo, 1345/1350, bisogna tener conto che, data per buona la data di nascita di San Rocco da parte degli agiografi, le decime sacramentali, devolute alla chiesa di S. Rocco, riportate nel 1326 dalle Rerum Decimarum, sono probabilmente quelle devolute in precedenza ad enti religiosi e poi incorporate, intorno al 1376, tra i benefici di S. Rocco.

L'estensore delle Decime, Pietro Sella, nel (Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV, Aprutium-Molisium, Biblioteca Apostolica Vaticana, Roma, 1936, non ha distinto queste, ma le ha registrate nell'anno 1326 e sotto il titolo di S. Rocco.

Conte di S. Valentino, figlio di Corrado (o, secondo il Litta, di Gentile), fu uomo politico e capitano di genti d'arme. Il 1 maggio 1417 acquistò da Giovanna II, che lo vendeva per pagare le sue truppe, il feudo di Bacucco in Abruzzo. 

Nel maggio 1419 pagava 100 ducati di sovvenzione a Giovanna II, per la colletta della sua incoronazione. Nel 1423 i soldati di Braccio di Montone saccheggiarono ed incendiarono il suo feudo di Paterno; Giovanna II dovette concedergli per dieci anni l'esonero dalle imposte, ma poco dopo l'A. venne a patti con lo stesso Braccio, che lo assoldò con i suoi uomini. 

Nell'aprile del 1424 era invece con Iacopo Caldora passato a far parte delle truppe della regina, e nell'esercito del Caldora fu a capo di una delle sedici squadre in cui fu diviso l'esercito che partecipò alla battaglia dell'Aquila (2 giugno 1424) contro Braccio, in cui morì lo stesso Braccio e fu catturato Niccolò Fortebraccio. 

Dopo questa battaglia cercò di entrare al soldo di Martino V e poi a quello di Firenze, ma tre anni dopo, ad un invito del papa di recarsi a Roma per trovare il modo di opporsi a Sergianni Caracciolo, si rifiutò dichiarando di riconoscere come proprio legittimo signore Luigi III d'Angiò. E però nel luglio 1442, quando Alfonso d'Aragona ebbe occupata Pescara, andò a rendergli omaggio e nel 1443 intervenne al Parlamento convocato dall'Aragonese. Il 3 febbr. 1454 fu da questo nominato capitano di giustizia e guerra della città di Aquila e del contado aquilano. 

In occasione delle guerre contro Ferrante d'Aragona, parteggiò per Giovanni d'Angiò e per tale motivo gli furono confiscati i feudi di Pianella, Roccaforca di Penne e Castiglione, che furono concessi alla città di Chieti in data 17 apr. 1461. Nel 1396 aveva sposato Messina di Niccolò Acciaiuoli. Mori dopo il 1461.

BIBLIOGRAFIA:

ELISEO MARRONE, Il Granaio d'Abruzzo dal Comune all'età Farnesiana, Ed. Tracce, Pescara, maggio 2012.

VITTORIO MORELLI, Pianella Tra Storia e Iconografia, Ed. Consorzio Artigiana -L.V.G. Azzate - Varese.

SITOGRAFIA: https://it.wikipedia.org/wiki/San_Rocco

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