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Bozza di una lettera del barone Gesualdo De Felici di Pianella a difesa della rielezione di Pietro Mapei a Sindaco di Nocciano 5 marzo 1882

REMO DI LEONARDO.

Una delle famiglie nobili più importanti di Pianella è certamente quella dei De Felici a cui membri molti furono i titoli, onorificenze e privilegi concessi.

Tra questi, nell'Ottocento, si distinsero in barone Gesualdo De Felici, membro del Consiglio del Distretto di Teramo e Capitano della Guardia Civica, Camillo sindaco di Pianella e fondatore del Credito Fondiario (1829) e Luigi e Nicola anch'essi sindaci.

Nel 1816 Tommaso De Felice sposò la figlia di Concezio del Giudice, Marchese di Casaleincontrada, membro di un'antica e nobile famiglia campana. Gesualdo De Felici fu uomo illustre generoso e sensibile allo sviluppo culturale e sociale del paese [...]

Gesualdo De Felici fu anche grande diplomatico ed influente personaggio politico come risulta da una bozza di lettera data a 5 marzo 1882 inviata ad un certo Commendatore, molto probabilmente trattasi sicuramente di un personaggio governativo, a difesa della rielezione di Pietro Mapei a Sindaco di Nocciano.

La famiglia Mapei, nel territorio di Nocciano, è di antica tradizione, nella seconda metà del '600, presso l'Archivio di Stato di Teramo, sui Registri Onciari di quell'epoca, figura iscritto un GIORGIO MAPEI di Nocciano. Nell'800 la famiglia Mapei è stata rappresentata da autorevoli uomini: il Notaio Domenico Mapei che sotto il Regno di Ferdinando I di Borbone ricoprì cariche pubbliche nel Circondario di Penne. Il figlio Vincenzo, avvocato padre di Pietro Mapei (Nocciano 1835-1899), fu eccellente agronomo; mentre il Canonico Camillo Mapei, patriota ed esule politico del periodo risorgimentale conobbe in Inghilterra Gabriele Rossetti e Mazzini, insegnando nelle scuole per italiani. In un passato più recente si annoverano il Gen. le di Brigata Nicola Mapei e il fratello, Avv.to Camillo Mapei allievo dell'insigne giurista Vittorio Scialoia e poi collaboratore forense dell'On. Salandra.

Nel 1957 muore l'avvocato Camillo e cessa la discendenza maschile de Mapei, a marzo del 1993 muore anche la figlia signora Sofia Mapei vedova Tonini. La famiglia Tonini e tutti gli eredi Generale Mapei hanno donato il suo Archivio Fotografico (133 lastre), prezioso per le immagini del mondo rurale dei primi del Novecento, al Museo Gente d'Abruzzo di Pescara.

La Lettera in oggetto è scritta su un foglio di protocollo, che si trattasse di una bozza è chiaramente scritto in fondo sull'estrema destra dell'ultima facciata del foglio, mentre nella seconda facciata troviamo sulla destra, fuori le righe, un piccolo conto matematico, probabilmente frutto di una immediata ed imprevista operazioni di contabilità. [...]

Gentilissimo Sig. Commendatore

Perdonate se torno a parlarvi del Sindaco di Nocciano; sento però che questo è un dovere di onesto cittadino, molto più che si tratti di accertare alcuni fatti, e alcune calunnie le quali vengono sparse a bella posta per denigrare la fama di un bravo uomo qual è il signor Pietro Mapei. Per non farlo rinominare Sindaco, i pochi suoi nemici hanno ricorso contro di lui. Quantunque però essi non abbiano detto la verità, nullameno potendoci essere qualche cosa di vero in quel che asseriscono, così che per non far nascere nel vostro animo dei dubbi sopra il Signor Mapei mi mi credo in debito dare le seguenti spiegazioni.

Ecco di che si tratta. Uno delle accuse è certo quella, che cioè il Mapei tenga occupati i terreni Comunali. Quest'accusa però non è nuova che anzi due anni o sono era comune col Barone Aliprandi, il quale dicevasi tenesse occupato per lo meno mezzo territorio Municipale. Furono in tale circostanze chiamati tutti i ricorrenti a presentarsi al Municipio affinché avessero dato qualche schiarimento, e qualche documento che corrobasse la loro asserzione; non seppero dir nulla, tranne che taluni vecchissimi ricordavano di essere stati nella loro fanciullezza a tagliare legna su delle querce comunali esistenti sopra terreni che ora si posseggono dal Barone Aliprandi ed altri. Osservati i catasti, e specialmente l'Onciario del 1752, si osservano e si può osservare anche adesso che non esistono più da gran tempo, perché il Comune visto che non si aveva che non ci aveva vendita, e che deperivano giornalmente, se le vendè in dettaglio.

Il Consiglio Comunale, che pure fece le più minuti osservazioni con deliberazioni unanime del 28 novembre 1880, e della quale vi rimetto copia, deliberava a trovare completamente insussistente il ricorso; anzi siccome considerava che gli agitatori principali con questa falsa voce potevano perturbare l'ordine pubblico incaricò la Giunta di segnalare gli individui pericolosi al S. Prefetto.

Così stando le cose stanno. Voi però potresti invitare i ricorrenti a presentarvi qualche documento, che se non provasse chiaramente, almeno accennasse ad un principio di prova; potreste mandare anche un Commissario di vostra fiducia, che accertasse le cose, potreste informarvi della pubblica opinione, interpellando i migliori cittadini del Comune, del Mandamento, e fuori, tanto sul conto del signor Mapei, dei ricorrenti, e vedere che stima si ha del primo quale dei secondi. Ho detto principali ricorrenti, perché naturalmente costoro per dare una certa importanza alla loro denuncia si saranno fatte apporre la firma da qualche ignorante e penoso contadino colla lusinga, che non essendo più Sindaco il Mapei, e riacquistando perciò il Comune i terreni da lui posseduti, essi, sarebbero preferite nella quotizzazione che andrebbe a farsi dei detti terreni. I nemici del Mapei si conoscono ed i medesimi sono mossi da ruggine e rancore per non essere stati favoriti da lui quando era Sindaco nell'ottenere alcuni impieghi Comunali.

Ecco, egregio Commendatore come stanno le cose. Ignoro se ci sono ci siano altri addebiti contro Mapei, qualunque cosa però abbiano i suoi nemici detto, hanno sempre mentito.

Concludendo adunque ritengo che sarebbe un errore imperdonabile se la nomina da Sindaco non andrebbe a ricadere sopra il Mapei, errore che potrebbe arrecare danno non lieve al Comune di Nocciano la cui amministrazione venne tanto conveniente retta da lui, Uomo prudente, energico, e colto.

Non vi dissimulo, che tengo molto alla sua rielezione a Sindaco, essendo egli mio amico politico e per conseguenza fautore sempre della buona causa del progresso, ed amico sincero degli amici nostri.

Non aggiungo altra parola, sicuro, che voi, da cui dipende la nomina, nella proposta che farete, avrete la compiacenza di ( il Mapei del posto competente, in quello cioè, che richiedesi per essere fatto Sindaco.

In tale lusinga, per non dire certezze vi saluto affettuosamente e con tutta stima mi raffermo.

Firma

BIBLIOGRAFIA:

Remo DI LEONARDO, Bozza di una lettera del barone Gesualdo De Felici di Pianella a difesa della rielezione di Pietro Mapei a Sindaco di Nocciano 5 marzo 1882. Estratto, Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Incontri Culturali dei Soci XI Tagliacozzo 2 maggio 2004.

Vittorio MORELLI, Pianella tra storia e iconografia, Azzate (VA) , Cons. Artigianato, 1994; Appunti per un ntracciato storico di Nocciano, Penne (PE), Tipografia Cantagallo, 1989.

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