BLACK FRIDAY. L’emozione è tanta, davvero

ANTONIO MEZZANOTTE.

Da una settimana circa ricevo almeno una ventina di e-mail al giorno (senza contare le spam, quelle non le vedo nemmeno) sui consigli per gli acquisti (come diceva la buonanima di Mike) nel famigerato Black Friday, il venerdì nero del consumo: dal cacciavite multiuso elettronico con torcia militare incorporata (non puoi farne a meno), allo sturalavandino capace di emettere onde sonore per sgretolare le incrostazioni di calcare lungo il tubo di scarico (essenziale), al cuscino per auto per un comodo viaggio per le vacanze (grazie, in macchina proprio quello mi manca e quanto alle vacanze... lasciamo stare!), al faretto a led per il viottolo di casa (quale viottolo?), fino a cose che, veramente, l’uomo contemporaneo e professionista pimpante deve necessariamente collocare sulla propria scrivania (se solo riuscissi a trovarvi uno spazio libero), ossia l’agenda elettronica con stazione meteorologica incorporata, rosa dei venti e barometro (mi piacerebbe scherzare, ma sono terribilmente serio).

E non finisce qui: siccome loro, essi, i poteri occulti e forti, sanno che faccio l’avvocato, le offerte continuano con sconti da capogiro sul compendio del diritto delle separazioni italiano ed europeo, sostanziale e processuale (grazie, ma non mi occupo della materia), sull’almanacco del diritto tributario (sarà uno scadenziario fiscale… ed io pago!), sul manuale del diritto pratico (una nuova disciplina generalista?) e con il mega sconto sulla polizza per la responsabilità professionale.

Ed infine, ma proprio alla fine della zuppa, del minestrone, quindi alla frutta sciroppata con tanta grappa, ecco la telefonata della società di recupero crediti che insiste affinché quel povero cristo del mio assistito paghi una somma che proprio non gli può essere addebitata, per mille motivi. Una voce transilvanica dice: «siccome siamo in prossimità del Black Friday, qualora il debitore accetta di pagare spontaneamente, la società offre un rientro di 24 rate mensili in luogo delle ordinarie 12 che in genere propone!».

E lì ci sarebbe stata bene una risposta alla Rocco Schiavone (interpretato dal bravissimo Marco Giallini), che ora non posso ripetere perché, come ammoniva zi Supine de lu Sbozze (grande protagonista della vita rurale roscianese) “la prima cose è l'educazione!".

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