
REMO DI LEONARDO
Sedici custodie cautelari in carcere e tre ai domiciliari. Arrestati i capi ultrà delle curve di Milan e Inter, tra i nomi compare anche il bodyguard e amico del rapper Fedez, non indagato
Dalle prime ore di lunedì mattina è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Milano. Il blitz ha portato all'arresto di 19 capi ultras.
Gli indagati sono quasi tutti riconducibili alle tifoserie ultras di Inter e Milan e i reati connessi al giro d'affari legato al contesto calcistico. Le persone sono indagate a vario titolo per associazione per delinquere, con l'aggravante del metodo mafioso, estorsione, lesioni ed altri gravi reati.
Con arresti e perquisizioni sarebbero stati azzerati i "direttivi" delle tifoserie ultras: gli agenti del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, della Squadra Mobile e della S.I.SCO di Milano hanno eseguito decine di misure cautelari e decreti di perquisizione. Nello stesso contesto ulteriori misure sono state eseguite da militari del Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e del Nucleo Polizia Economico Finanziario della Guardia di Finanza di Milano - G.I.C.O.
Le società calcistiche, non solo quelle professionistiche, si dice, sono piuttosto indulgenti verso gli «ultrà» in un rapporto ambiguo con chi gestisce le curve e acquista abbonamenti in uno scenario di progressiva diminuzione degli spettatori sui campi di gioco a favore delle pay-tv. Sarebbe un bene se questi scalmanati non frequentassero più gli stadi: eviteremmo enorme spreco di denaro pubblico per riparare le devastazioni, per l'impiego della Forza Pubblica che potrebbe invece garantire una sicurezza maggiore alla società civile.
Eviteremmo un avvilente coprifuoco nelle aree attorno allo stadio e tutta la militaresca liturgia del trasporto e confinamento dei tifosi ospiti. Sarebbe anche un bene per chi (la grande maggioranza, credo) va in curva per goderne il folklore ed esprimere una sana goliardia nel rispetto delle cose e delle persone.
Aldo Grasso, giornalista e critico televisivo italiano, nella rubrica «La parola della settimana» su «Io donna» del 5 maggio 2012 scrive: «Il tifo italiano ormai è in mano agli ultrà. Nel linguaggio del calcio e degli stadi si definisce ultrà il tifoso fanatico, quello delle curve, spesso appartenente a gruppi organizzati, spesso autore di atti di vandalismo e di violenza (negli anni non sono mancati i morti) contro appartenenti e sostenitori della squadra avversaria. Il nome viene dalla Francia della Rivoluzione come abbreviativo di "ultrarévolutionnaire", "ultrapatriote". "Ultra" invece in latino significa "oltre" e con il tifo siamo davvero oltre: il buonsenso, la ragione, la tolleranza. Non più ultrà: basta con i teppisti del calcio!».















