AIELLI E I SUOI MURALES

ANTONIO MEZZANOTTE / DOM 19 GIU, 2022 / CULTURA /

Quando ho sentito dire "i murales di Aielli", "i murales di Aielli", bene, ho detto, andiamo a visitare Aielli (AQ).

Che poi non è solo il paesello che si vede dall'autostrada A25 in prossimità del casello Aielli-Celano ovvero dalla ferrovia.

Nossignore.

Quel grumo di case con la grande chiesa del 1937 dedicata a San Giuseppe, infatti, è Aielli Stazione, sorto dopo il terremoto del 1915.

Invece, il paese sta più in alto, verso la montagna, a 1021 mt s.l.m.

Dopo un'erta salita si giunge nella piazza principale intitolata a Filippo Angelitti (1856-1931), che non era un politico né un eroe di guerra, bensì un astronomo, originario di qui.

Capito l'antifona? Un paese dedica la propria piazza principale a uno scienziato.

La faccenda si fa interessante.

Comincio a guardarmi intorno e le stelle spuntano come funghi, benché sia giorno fatto: stelle nel monumento a Filippo Angelitti, stelle nella torre cilindrica in capo allo sperone roccioso (detta proprio "Torre delle stelle"), che risale al 1356 ma oggi ospita un museo della scienza e un osservatorio astronomico, stelle nell'orologio solare, stelle nei versi finali delle tre cantiche della Divina Commedia, riprodotte per intero su un costone del vecchio castello.

Già, perché oltre alla trentina di murales di famosi artisti di strada disegnati sulle case del paese, vi sono riprodotti anche tre capolavori imperituri dello spirito umano: Fontamara, il romanzo di Ignazio Silone in 3km di scrittura, 80 mq di parete (dal vivo è impressionante), eppoi la Divina Commedia, appunto, e ancora la nostra Costituzione, nella piazza intitolata ad Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, leggendo la quale e abbracciandola con lo sguardo per l'intero mi commuovo ripensando (per tutta una associazione di idee che sarebbe lungo spiegare) al mio giuramento da avvocato, vestendo quel "cencio nero" (ossia la toga, come la definì affettuosamente Calamandrei), che ti rimane addosso sempre e comunque per tutta la vita.

Ci pensa mio figlio a riportarmi al presente, dicendo di aver letto nel murale di Fontamara addirittura "Carlo Magno".

Gli spiego che no, non si tratta dell'imperatore ma di "don Carlo Magna", un signorotto che mangiava sull'ignoranza dei fontamaresi. Ride, lo vedo interessato, potrei suggerirgli la lettura del libro...

Aielli si visita volentieri e si scoprono scorci impensabili, come il portico con i libri che pendono dalla volta del soffitto, ma anche la chiesa della SS. Trinità al centro del paese, del 1362 ma ricostruita dopo il terremoto del '15 e che conserva il ricco portale del 1479; e ancora la galleria dell'Universitas Agellanorum (antico nome del paese) nell'Illuminary Palace di Okuda San Miguel, un murale pieno di luce e schegge di colori accessi, simbolo di energia cosmica, e la Porta Nuova del 1583 con la Torre civica.

Un museo all'aperto. Probabilmente, però, la vera attrazione del paese, a parte i tanti profili che ho colpevolente trascurato su questo post domenicale, è sempre lui, il Fucino, che ci sta anche se prosciugato nell'immensa piana sottostante, e verso il quale si protende lo sguardo in cerca di panorami unici e irripetibili, come quelli che offre Aielli, un "universo" di colori, storia e saperi nella Marsica fucense.

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