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Piccoli scrigni di fede: l’eredità delle edicole

PIANELLA - Piccole Tesori di Fede e Storia: Censimento e Devozione Popolare tra leggende, ex voto e architetture minori

Remo di Leonardo

Le “Cappelle, Chiesette, Nicchie, Edicole Votive” con Santi e Madonne, sono la testimonianza di una tradizione religiosa che affonda le radici negli usi degli antichi romani.

Questi, infatti, erano soliti apporre le immagini dei Lari (divinità minori) alle mura degli edifici abitativi, per assicurarsi protezione. Una pratica analoga esisteva anche lungo le strade e in particolare presso gli incroci. Per proteggersi dai briganti e dai pericoli che si potevano presentare sulle strade nell’antichità, i romani erano soliti porre immagini dei Lares Compitales (protettori dei crocicchi) o della dea Artemide (detta appunto “Trivia” perché erano per lo più sue le immagini ai trivi). Già con l’imperatore Teodosio I si cominciò ad assistere alla sostituzione delle divinità pagane con simboli cristiani.

Nei secoli sono state erette ed edificate edicole non solo per invocare protezione su un luogo ma anche come ex voto, a commemorazione di vicende o semplicemente per devozione della committenza.

Il nome di “edicola” viene dal latino ædicula, quindi “tempietto”. Questo ci suggerisce non solo la funzione (contenere rappresentazioni di soggetti sacri) ma anche la sua forma: originariamente erano riproduzioni in piccolo di templi o delle loro facciate, a cornice delle immagini. Anche le forme che queste edicole hanno assunto sono delle più varie. Nelle nostre zone rurali la più diffusa è il pilastro votivo: una piccola colonna con nicchia e sommità spiovente, a volte sormontata da una croce. La tipologia più diffusa, invece, in ambito urbano è la nicchia votiva, ricavata nelle pareti degli edifici, spesso in prossimità di ingressi o sui muri che danno sulle strade.

Le diverse edicole esistenti a Pianella sono testimonianza delle iniziative private e locali, di famiglie, amici o vicini di casa, che pensavano di onorare dei Santi o delle Madonne in questo modo. Essi non sono mai stati oggetti di un censimento né in tempi recenti né in quelli passati. Visitando soprattutto edicole, nicchie, cappelle e chiesette rurali qui citate si è notato che molte versano purtroppo in uno stato di scarsa considerazione, e dunque di incuria.

Con questa ricerca speriamo di sensibilizzare i soggetti interessati, privati e pubblici, a preservare, restaurare e valorizzare questo patrimonio culturale, spesso trascurato o dimenticato e promuovere la bellezza del territorio. 

Di seguito, dunque, il nostro viaggio alla scoperta di questi piccoli tesori storici.

Cappelle e Chiesette votive

La maggior parte delle Cappelle presenti nel territorio di Pianella appartengono a nobili e antiche famiglie benestanti pianellesi. Mentre quasi tutte le chiesette rurali sono state costruite su terreni privati grazie alla presenza di Missionari venuti a Pianella nel corso degli anni a partire dal 1946, come ci ricorda una targa posta su un cippo, con sopra una croce di ferro a Borgo Carmine, nei pressi del maestoso cedro del Libano e della vecchia fontana. (nella foto)

I Missionari, dislocati in diverse contrade, dimoravano nelle abitazioni di alcune famiglie del luogo che contribuivano finanziariamente, spesso in natura, alla costruzione di queste chiesette votive in ricordo della Missione e che venivano dedicate alla Madonna. In queste chiesette venivano poi celebrate periodicamente le Sante Messe, in particolare la domenica.

  • Lungo la s.s. 81 che da Pianella porta a Penne, in Contrada Collecincero, vi sorge la Chiesetta, detta dal popolo la chijesotte de Lettrine, fatta costruire alla fine del 1950 e inizio 1951 da Eletterina Di Camillo, moglie di Giovanni d’Aloisio. Secondo alcune testimonianze si tratta di una chiesetta rurale votiva fatta costruire dopo un episodio che sa del miracoloso. Sin dall’inizio della sua costruzione, in questa chiesetta, ogni domenica si svolgeva la Santa Messa e nel mese di maggio la festa dedicata alla Madonna. Poi negli anni ‘70 e per i primi anni ‘80 la festa fu posticipata al mese di settembre perché i raccolti erano stati fatti e si aveva più spazio per mettere il palco, le giostre e tutto quello che riguardava l’aspetto ludico. All’interno della chiesetta vi è posta ancora oggi una targa a ricordo con la scritta “1959 S. Missioni”. (Foto 1)
  • A circa un chilometro dal centro del paese, sulla rotonda del bivio Cepagatti - Penne, in via S. Ciriaca, ex contrada di Santa Maria Allungo, sorge la Cappella della famiglia Sabucchi denominata dal popolo anche “Chiesa della Madonna delle Grazie” o di “Santa Maria Allungo”. Questa Cappella fu costruita, secondo alcune fonti, nel 1890 o inizi 1900. La Cappella, originariamente con mura perimetrali chiuse, durante la guerra nel 1944 è stata danneggiata, ma ricostruita con l’attuale struttura nel 1945-46 riaprendo al culto nel 1952. (Foto 2)
  • Nell’antico borgo di S. Lucia, vicino la casa di Antonio Lanterni (Lambejone) e lu spacce de Lucijette, si trova la Cappella gentilizia della nobile famiglia de Felici Del Giudice dei Marchesi di Casale Incontrada, chiamata dal popolo la chijesotte de Sanda Luceje, costruita, secondo la storiografia locale, sul suolo olivetato del Santissimo Sacramento, venduto da Giovanbattista Pignatari e Isabella Matani il 16 aprile 1659 a Giovanni Brancadoro e passato poi alla famiglia de Felice. Nella Cappella sono sepolti i corpi dei Marchesi di Pianella Luigi e Gesualdo de Felici con la moglie Elena Bova. In passato, come dimostrano alcuni documenti, la cappella aveva ospitato anche le spoglie di Gesualdo de Felici e della consorte Silvina Olivieri, successivamente trasferita nella cappella di famiglia nel cimitero di Chieti. Nella cappella vi è custodito anche l’antico quadro delle Anime Sante del XVII. Ogni anno nella Cappella viene celebrata una messa e processione in onore delle Anime Sante. (Foto 3)
  • In Via S. Ciriaca, prima della rotonda del bivio Cepagatti- Cerratina, a destra del Bar Angelini, vicino al numero civico 29, si trova una piccola Cappella votiva dedicata alla Madonna Pellegrina. (Foto 4)
  • In Via S. Giuliano, lungo la strada che da Pianella porta a Castellana e Cerratina, si trova la piccola chiesetta dedicata alla Madonna del Sacro Cuore, soprannominata la chijesotte de lu Prite.  Fu costruita nel 1946 da Chiarieri Domenico Antonio dopo aver ricevuto la grazia della guarigione del figlio Orlando di anni 33 gravemente malato. All'inizio la messa veniva celebrata solo la prima domenica di ogni mese poi successivamente tutte le domeniche. Durante il mese di maggio si recitava il rosario tutte le sere sull'altare. Nascosta dentro una piccola teca c'è una reliquia religiosa che nessuno ricorda a chi appartenesse. La festa sia religiosa che civile si svolgeva l'ultima domenica del mese di aprile fino al 1982, l'immagine del Sacro Cuore originale è stata perduta, quella attuale è stata donata da una famiglia. La chiesa è tuttora consacrata ed è stata ristrutturata di recente da Chiarieri Rosella figlia di Orlando. (Foto 5)
  • In contrada S. Martino, stretta tra due abitazioni, si trova l’omonima chiesetta costruita durante la presenza di Missionari venuti a Pianella come ricorda una targa posta sopra la porta d’ingresso. La chiesetta, oggi in disuso, è parzialmente cadente ed è stata funzionante dagli anni ’50 a metà degli anni ’60. Si racconta che in questa contrada si usava fare “la processione dei cornuti”. Il capo cornuto vestito con un mantello e con delle corna fatte di peperoncini e peperoni, si metteva davanti alla processione e passando per le case chiamava direttamente la persona presa di mira il quale doveva successivamente uscire di casa e mettersi in coda alla processione. Un certo “Capriele de Zanzele”, persona degnissima, un giorno tanto fu la vergogna che per evitare di essere chiamato e quindi riconosciuto, si fece trovare già in strada. Ma il capo cornuto volendolo maggiormente sbeffeggiare gridando ad alta voce a lui così si rivolse: Brave, brave cumbà Zanzele, huè! già te fatte truhà pe’ la strade. Se la persona chiamata non usciva e partecipava alla processione veniva minacciato con lo scoperchiamento del tetto e la rottura dei vetri delle finestre. (Foto 6)
  • Tra Loreto e Pianella, in Via Colle degli uomini morti, nei pressi del numero civico 4, vi è una chiesetta con campanile che porta l’omonimo nome. Su questa località c’è una leggenda piuttosto strana. Gli abitanti del luogo erano chiamati con disprezzo Zanniti dagli antichi Romani, forse come reminiscenza di Sanniti. Scoppiata la guerra tra Zanniti e Romani, i primi ebbero la meglio e i caduti nelle loro mani furono spogliati e rimandati a Roma nudi. I Romani per vendicarsi ritornarono a dare battaglia con un esercito triplicato ed i morti Zanniti furono innumerevoli. Questi, fatti prigionieri, passarono sotto le forche che i Romani avevano preparato nel varco dell’Appennino Pennese il quale da allora prese il nome di Forca di Penne come pure la località della battaglia prese il nome di Colle degli uomini morti. (Foto 7)
  • Lungo la Strada provinciale 17 che collega Penne a Pianella, passando per la contrada "luTaralle", a circa 1 Km.  sola, su un piccolo colle, con lo sguardo alla Maiella e al Gran Sasso, domina, fra alcuni alti fusti di pini e aria salubre, la piccola Chiesetta di Santa Caterina d'Alessandria. Pur essendo territorio di Loreto Aprutino (PE) si tratta di un luogo molto caro ai pianellesi per essere da sempre meta di scampagnate bucoliche e d’incontri romantici. (Foto 8)

Edicole e Nicchie

  • In via S. Giuliano, vicino l’abitazione della famiglia Pretara, al numero civico 17, vi è una Edicola dedicata alla madonna con la scritta “Ave Maria”. (Foto 9)
  • InVia Nora, sul crocicchio che indica la strada che porta a Catignano e Micarone, si trova, coperta da una struttura in legno a tetto spiovente, una edicola votiva con un altarino e una statuetta della Madonna. In questo luogo, negli anni ’90, in occasione del Santo Natale, veniva costruito, dagli abitanti della contrada, una capanna con all’interno la rappresentazione della Sacra famiglia. (Foto 10)
  • In Via Villa de Felici, all’inizio del vecchio borgo di S. Lucia, vicino la fontana comunale e la casa di Amelia e Raffaele Ferri, si trova una edicola detta dai pianellesi la Cruciotte. Sul frontale vi è un dipinto del pittore Luigi Novigno dedicata alla Madonna Mater Dolorosa mentre sulla facciata che guarda la strada vi è un dipinto della pittrice Mira Cancelli Falasca raffigurante le “Anime Sante del Purgatorio”. (Foto 11)
  • In via Villa de Felici, a sinistra dell’ingresso della Chiesa di S. Lucia,si trova una edicola dedicata alla Madonna con due targhe, nella prima è scritta “A Maria SS. i motociclisti pianellesi perché li protegga, 21 08. 1955”, nella seconda “Con amore filiale i motociclisti – anno 2007”. (Foto 12)
  • All’inizio di Viale Aldo Moro,si trova una edicola dedicata alla Madonna di Lourdes. Una targa reca la scritta “Ricordo SS. Missioni e centenario della Madonna di Lourdes 1958.” (Foto 13)
  • In Piazza Garibaldi, nell’antichità piazza San Domenico, nell’angolo in alto a destra dell’ingresso del Palazzo dei Marchesi de Felici, già di proprietà della famiglia De Caro, (XVII sec.) vi è una nicchia con un quadro raffigurante la Madonna. (Foto 14)
  • Scendendo da Piazza Garibaldi verso Via Vittorio Veneto, sotte a le schile de la piazze, a sinistra del Palazzo Galeota, prima del numero civico 1, si trova una nicchia, protetta da un vetro, con dentro un quadro raffigurante la Madonna con Gesù in braccio. (Foto 15)
  • Poco dopo Palazzo de Caro, in Via Cesare Battisti al numero civico 4, in un angolo in alto la facciata d’ingresso della casa della famiglia Cipriani, si trova in una nicchia con un quadro raffigurante la Madonna con Gesù in braccio simile a quella descritta precedentemente in Via Vittorio Veneto e che ci ricorda la Tredicesima Stazione della Via Crucis quando Gesù è deposto dalla Croce e consegnato alla Madre. (Foto 16)
  • In Via Monte Grappa, in un angolo in alto del palazzo del Palazzo Conti (XVIII-XIX sec.) al numero civico 24, si trova una nicchia con dentro un quadro raffigurante la Madonna. (Foto17)
  • )Al primo vicolo di via Monte Grappa, al numero civico 16, a destra dell’ingresso del Palazzo Verrotti, si trova una nicchia votiva con dentro, protetta da un vetro, una statuetta della Madonna Nera. La famiglia Verrotti è una famiglia storica di Pianella, legata in particolare a Briseide Verrotti, prima donna sindaco del comune e dell’Abruzzo, il cui ritratto è stato collocato di recente nella Camera dei Deputati e nella stanza del Sindaco del Palazzo comunale di Pianella. Un monumento dedicato alla medaglia d'oro al valor militare Francesco Verrotti si trova anch'esso a Pianella. (Foto 18)
  • In Via Roma, sulla facciata interna della parete dell’Arco di Fuori Porta (Arco di S. Maria), detta dal popolo Fore la Porte, si trova una icona in ceramica raffigurante la Madonna Pellegrina con la scritta: Alla Madonna Pellegrina nel VII centenario dello scapolare del Carmine il comune e la cittadinanza di Pianella 1951. (Foto 19)
  • Situato sopra l’ingresso di un palazzo tra Vico della Neve e Via Meridionale, al numero civico n.33, si trova un quadro votivo raffigurante l’immagine della Madonna della Neve. L’edificio, risalente al XIII-XV secolo, era una chiesa dedicata a S. Maria della Neve. Da alcune notizie, tramandate oralmente, si apprende che nel XVI secolo la chiesa divenne ricovero per alcuni gruppi slavi ed albanesi, tanto da acquisire nella nomea popolare e demica la dizione cchjése de l’Alvaneje (Albania). (Foto 20)
  • Nella facciata d’ingresso dell’ex asilo Sabucchi, in via Vico delle Dee, al numero civico 10, vi è una nicchia con un quadro della Madonna che regge in braccio un bambino. L’asilo infantile “A. Sabucchi”, fu istituito nell’anno 1928, anche se già funzionante dal 1927. È stata sede delle suore “Figlie della Divina Provvidenza”. Il palazzo fu acquistato da Giacomo Sabucchi e donato all’istituzione dell’asilo da sua moglie, marchesa Erminia Sabucchi de Felici, in memoria del figlio Antonio.
  • Lungo la strada che da Pianella porta a Pescara (Strada Statale 151 della Vestina), in Via Valle Pelillo, vicino al numero civico 23, con ai lati due cipressi, si trova l’edicola dell’omonima contrada. Questa è dedicata alla Madonna per proteggere automobilisti e motociclisti: infatti, in questo luogo sono stati molti gli incidenti stradali mortali.

Si conclude, con quest’ultima ricerca, il ciclo delle pubblicazioni dedicate ai graffiti, effigi, monumenti commemorativi (statue, lapidi, targhe e cippi) edicole, cappelle, chiesette, nicchie ed edicole votive presenti nel territorio di Pianella. Esse, oltre ad essere una documentazione storica, una sorta di inventario, rappresentanoun linguaggio visivo che testimoniano eventi, valori e persone del passato, permettendo alle generazioni presenti e future di accedere a informazioni e di connettersi con le proprie radici culturali.

Nel ringraziare per le foto l’amico Riccardo Pietrolungo dell’associazione “Ama Pianella”, chiedo venia se oltre queste ricerche non mi è stato possibile andare.

BIBLIOGRAFIA: 

Associazione Culturale Ricreativa Sportiva “Amici per la Vita” Pianella, Festeggiamenti Madonna delle Grazie,Pianella 1 e 2 Luglio 2009.

Remo DI LEONARDO, Antiche feste, riti e usanze popolari pianellesi, Ambiente e/è Vita Catalogo 3^ Festa della Campagna18-19- luglio 1998 -Tipografia Tecnograf Cepagatti (Pe).

Remo DI LEONARDO, Aree Archeologiche, Contrada Colle degli uomini morti e Garofalo, Ambiente e/è Vita Catalogo 2^ Festa della Campagna 19-20- luglio 1998 -Tipografia Tecnograf Cepagatti (Pe).

Vittorio MORELLI, Memorie storiche di Pianella, Giugno 1981 Azzate (VA).

Vittorio MORELLI, Historiae De Planella – Penne Tip. Cantagallo 1979.

SITOGRAFIA

Remo DI LEONARDO, lacerbaonline.it/attualita/pianella-edifici-storici-chiese-spazi-e-strutture-da-recuperare-un-patrimonio-culturale-ed-economico-da-valorizzare-intervista-al-sindaco-sandro-marinelli/

Remo DI LEONARDO, parolmente.it/la-cappella-votiva-di-eletterina-a-collecincero-di-pianella/

Remo DI LEONARDO, pianella-borgo-santa-lucia-tra-cenni-storici-e-documentazione-fotografica/

Diego TROIANO - parolmente.it/pianella-in-archivio-la-storia-moderna-di-pianella-attraverso-la-documentazione-archivistica/

Abruzzoforteegentile.altervista.org/il-colle-degli-uomini-morti/

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