
di Antonio MEZZANOTTE

Vorrei sintetizzare in poche righe quell’uomo straordinario che fu Alfonso Maria de’ Liguori, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita al cielo nel 1787, ma non è semplice farlo per la poliedricità del personaggio. Anzitutto fu avvocato, un abilissimo professionista e profondo conoscitore della norma giuridica e del processo. Aveva una qualità che oggi noi avvocati, tra udienze cartolari ed economia del processo, almeno nel civile e nell’amministrativo, non abbiamo più: l’abilità nell’arte oratoria, che ammaliava i giudici e ammutoliva gli avversari. Vinse tutte le cause patrocinate, così risulta negli archivi di Castel Capuano (il vecchio Tribunale di Napoli), tranne una, e fu sempre di una umiltà e semplicità disarmanti (insomma, pur potendoselo permettere, non se la ricredeva...)
Al contrario del noto principio di diritto secondo cui l’ignoranza della legge non scusa, egli sosteneva che l’ignoranza scusa e la legge dubbia non obbliga (per dire che equità e giustizia possono trovare un equilibrio al di là del formalismo giuridico). È il santo patrono degli avvocati, per i quali formulò il primo “regolamento deontologico”!
Si dice e si racconta che perse una sola causa (sulla proprietà del feudo di Amatrice - ecco un motivo di interesse per l'Abruzzo, seppur per una terra abruzzese fino al 1927), a ragione di un documento prodotto dalla controparte che egli, però, riteneva, seppur corretto nella forma, viziato nel contenuto, ingiusto e iniquo. Il grado successivo riformò la sentenza, dandogli ragione, ma egli ormai aveva già detto: “Mondo ti ho conosciuto! Addio Tribunali!” Intrasigente? No, soltanto appassionato sostenitore della Verità.
Ricordate il cinismo di Pilato? Che cos’è la Verità? Ecco, per il nostro Avvocato, al contrario di Pilato, la Verità è ben identificabile nella giustizia e nell’equità, per la difesa delle quali, da avvocato e poi da sacerdote e da vescovo, egli parlava con chiunque, si adoperava con zelo verso tutti i ceti sociali, dal ricco al povero. Vuoi farti capire da tutti? Parla come il tuo interlocutore. Infatti, spesso si esprimeva in dialetto e scrisse un catechismo in dialetto per i bambini napoletani.
Nelle prediche del Vangelo adoperava lo stesso stile oratorio che aveva quando era un principe del Foro e aveva un sacro rispetto per le persone: aveva fatto voto, infatti, di non perdere mai tempo! Un programma di vita: non sopportava le lungaggini, le procedure ampollose, le vacue e ipocrite cortesie per gli ospiti e i venditori di fumo (pragmatico fino alla fine).
Avvocato, prete, protettore degli ultimi degli ultimi (tante volte lo si vedeva tra gli ammalati e i derelitti della società) e, da vescovo, si adoperò infinite volte con l’autorità civile per il rilancio dell’economia della propria diocesi a favore soprattutto dei poveri.
Disegnava e dipingeva anche parecchie delle immaginette sacre alle quali si ispirano quelle che ancora oggi troviamo nelle chiese.
Se ne andò in tarda età, a 91 anni, ormai curvo, mezzo cieco e sordo, ma sempre con la battuta pronta, presente di mente e di spirito, e con una buona parola o un buon consiglio verso il prossimo
Ma v’è di più.
Quando a Natale cantiamo “Tu scendi dalle stelle”, beh, ricordiamoci che l’ha scritta lui, Alfonso Maria de’ Liguori, un santo avvocato!
È consentito, tra le tante notizie di oggi, ricordare Alfonso Maria de' Liguori e augurare buon onomastico a chi ne porta il nome?
















