
di ELSO SIMONE SERPENTINI.

Dello straordinario successo della Notte dei Serpenti (quello della seconda edizione ancora più grande di quello della prima edizione, dell’anno passato) non sono prova testimoniale tanto le numerosissime presenze allo Stadio del Mare di Pescara la sera del 20 luglio (che avrebbero potuto essere ancor più numerose se ragioni di sicurezza non avessero precluso un ulteriore afflusso di pubblico), né i dati auditel della trasmissione andata in onda su Rai 2 nella prima serata del 24 agosto, quanto le centinaia, anzi le migliaia di messaggi di apprezzamento e di ringraziamento pervenute al Maestro Enrico Melozzi, inventore e organizzatore dell’evento, un po’ con tutti i mezzi di comunicazione, messaggi su Messenger e su Istagram, post su Facebook ed email. Uno sterminato coro ha magnificato il concerto e ha parlato delle emozioni profonde che esso ha prodotto su ognuno di quanti hanno voluto testimoniare la piena comprensione del principale obiettivo che si proponeva il Maestro Melozzi: rimuovere la polvere e la ruggine che si erano con il tempo depositati sugli antichi tradizionali canti abruzzesi, lucidarli a specchio, dare loro una nuova veste e proporli alle nuove generazioni per le quali, per l’abitudine consolidata ad ascoltare nuovi sound, il pop, il rock, il trap, essi correvano il rischio di apparire poco meno di noiose nenie. E’ come se Melozzi avesse ringiovanito quei canti, di così antica tradizione, come avrebbe potuto fare con delle vecchie attempate e grinzose riportandole, a colpi di bacchetta magica, alla loro antica giovinezza, alla loro pelle liscia, con le gonne svolazzanti nel loro primo ballo. La tradizione musicale e la cultura dell’Abruzzo hanno valicato i confini regionali, raggiungendo appassionati di tutta l’Italia, riportando agli emigranti italiani all’estero il ricordo della loro regione di provenienza e facendo dono agli stranieri di tutto il mondo della conoscenza dell’Abruzzo e di quanto ha saputo sempre esprimere con la musica e con il canto. In tutti i messaggi inviati al Maestro Melozzi questi temi sono presenti.
“Egregio Maestro” gli ha scritto un ex corista e fisarmonicista di uno dei più moti cori regionali abruzzesi, “la ringrazio per averci regalato La Notte dei Serpenti, uno spettacolo degno delle migliori trasmissioni della RAI e non esito a paragonarlo ai mitici "Studio Uno" per i tempi e ritmi delle varie performances, bellezza delle coreografie, qualità degli artisti noti e meno noti nonché la bravura del coro e dei musicisti (una batterista ‘spaziale’ mai vista così una ragazza alla batteria). Mi complimento per la creazione, la conduzione e direzione dello spettacolo e persino come cantante (la sua interpretazione di ‘Mare Maje’ con Caccamo è stata sublime e si vede che la canzone popolare, una delle più belle al mondo per la struggente melodia sia della strofa che del ritornello, Le è entrata nell'anima. Mi congratulo per gli arrangiamenti sia dei brani pop che di quelli del nostro folklore sia a livello ritmico, ma soprattutto a livello armonico”.
“Gentilissimo Maestro” gli scrive una sua “compaesana” abruzzese, nipote di uno dei primi grandi cantautori abruzzesi, “sentendo i tanti brani abruzzesi che lei e la sua orchestra avete presentato, in una serata totalmente dedicata alla nostra terra e alla nostra storia musicale, non ho potuto fare a meno di pensare all’apporto importante che mio nonno ha dato con il suo lavoro per far conoscere l’Abruzzo”.
“Carissimo Enrico!” gli scrive un emigrato abruzzese nato a Piancarani di Campli e residente in Australia a Melbourne, “Recentemente abbiamo guardato il fantastico concerto La Notte dei Serpenti su YouTube e siamo rimasti assolutamente incantati. Sei grande per il lavoro che hai svolto. Congratulazioni!!!
È stata una coincidenza vedere questo concerto spettacolare perche stiamo mettendo insieme una piccola band e concentrandoci sulla musica tradizionale Abruzzese con la quale sono cresciuto ascoltando i miei nonni e genitori. Se un giorno pensate di venire in Australia e magari replicare alcuni spettacoli qui, sarei felice di aiutarvi dove posso ,anche con i contatti musicisti, clubs ecc.. Abbiamo un numero significativo di Abruzzesi a Melbourne con diversi club sociali e c’e ristorante che offre specificamente solo cucina Abruzzese tradizionale. Sono super orgoglioso di essere Abruzzese e vedere la rinascita e promozione della musica con alta energia!”
“Buongiorno” scrive Giovanni, abruzzese, “per il secondo anno,ho seguito la Notte dei Serpenti, forse l’unico programma in cui noi abruzzesi possiamo finalmente essere orgogliosi delle nostre tradizioni e del nostro folklore. Mio padre è stato un grande attore e autore teatrale e l’unico film che ha interpretato è stato un successo perché ha vinto premi importanti. Ha scritto canzoni in dialetto abruzzese…”
“Buonasera Enrico” si legge in un altro messaggio, “ti faccio i migliori complimenti per ciò che hai realizzato un meraviglioso spettacolo sia visto dal vivo e sia visto in Rai veramente spettacolare. Dalla sera dello spettacolo molte volte in casa canticchiamo le canzoni la più gettonata e ripetitiva è ‘Marrocche e frusce’, senza nulla togliere alle altre veramente bellissime tutte. Nel rivedere lo spettacolo in Rai molto spesso è partita la lacrima, perché mi hanno riportato a pensare ai miei genitori classe 1921 che spesso canticchiavano canzoni popolari imparate durante lo sfollamento della guerra, nelle case dei contadini che li hanno ospitati. Bello, bello, bello ciò che hai realizzato e spero che la politica non blocchi questa meraviglia, e spero che tutti i negazionisti non ti facciano passare la voglia di andare avanti.”
In un altro messaggio si legge: “Ho seguito con affetto e ammirazione la Notte dei Serpenti e poi ho cercato informazioni su di lei in rete. La sua formazione da musicologo risulta evidente ed anche una certa affinità con il mitico Prof. Leydi. Mi permetto di scriverle per segnalarle che qualora volesse, in un prossimo futuro evento, inserire brevi immagini o brani del film ‘La Figlia Di Iorio’, regia di Mario A. Di Iorio (mio fratello) tutto girato nei luoghi d'Abruzzo di cui parla D'Annunzio”.
“Ma lei ha idea di cosa ha fatto? Ha idea di cosa ha mandato in onda ? Di cosa l‘essere vivente è capace ? Di che potenza ha costruito?” chiede una signora al Maestro Melozzi in un’email. “Sul palco ho visto l’essenza dell’umanità là dove l’uomo si confonde col divino ! O forse il contrario ?! L’essenza di cui è per cui diamo stati creati. Ho visto… Una creatura umana che porta in grembo un’altra creatura, che danza e danza sulla musica (la magia che non si vede). La Vita.”
In un altro messaggio si legge: “Non sapevo come raggiungerti ma sentivo il bisogno di farti i miei complimenti!!! Ci hai fatto sognare ed emozionare incollati alla TV! Non oso immaginare dal vivo! Emozione fortissima, mai provata!!! Grazie! Sei un grande! Complimentissimi!!!!! W l'Abruzzo!!!”. In un altro ancora si legge: “ Ho acceso la TV e, per caso su Rai 2, mi sono ritrovata a non poter cambiare canale. Le dico che amo la musica heavy metal, speed metal, elettronica e industriale.... tutto il più lontano dalla musica italiana e non sono una (o almeno non sapevo di esserlo) da musica tradizionale. Tantomeno abruzzese (sono fiorentina dalla nascita e inglese di adozione, mai stata in Abruzzo). Stasera però mi sono innamorata delle vostre meravigliose canzoni tradizionali, Cicirinella ha fatto impazzire anche la mia bimba di 10 anni! Ci siamo messe a ballare!!! Le scrivo per un motivo, le volevo fare i complimenti per lo spettacolo meraviglioso che ha organizzato! Complimenti, quanto vorrei ci fosse una serata del genere a Firenze!!! Grazie mille e complimenti grandissimi! Una meraviglia tutta da ascoltare e ballare! Le chiedo, per cortesia, un'informazione se possibile. Questa serata si ripeterà anche il prossimo anno? Mi piacerebbe tanto venire a Pescara a godermela dal vivo!!! La ringrazio e le auguro di continuare sempre così!!!”
Un altro scrive: “Sono un musicista umbro (modesto strimpellatore di chitarra), non le nego che sto riascoltando le sue canzoni popolari riarrangiate da lei e sono rimasto entusiasta da tanta bellezza. Amo l’Abruzzo, i suoi paesi di montagna e il suo fascino e la ringrazio con il cuore… perché mi ha fatto provare un’emozione unica”. In un messaggio da Olbia si legge: “Grazie Maestro, era da tanto tempo che non provavo così belle emozioni nel sentire una musica e melodie così coinvolgenti. Sono 15 giorni che ascolto continuamente le musiche del concerto. Mi sono innamorato dell’Abruzzo e non sapevo che potesse stupirmi così. Grazie.” In un messaggio da Palermo si legge: “Desidero complimentarmi con lei per la straordinaria perla che ci avete regalato… Ho trovato la vostra manifestazione superiore alla Notte della Taranta…. Ho trovato la ragazza che canta ‘Vola vola’ strepitosa e straordinariamente brava. Principalmente nel controllo della voce”.
Come si può vedere in questi e nelle altre centinaia di messaggi inviati al Maestro Melozzi, il gradimento e l’emozione degli ascoltatori, anche non abruzzesi, sono grandissimi, così come eccezionale è stata la promozione della canzone popolare abruzzese, rispolverata, fornita di nuovo vigore e lanciata con entusiasmo su un palcoscenico più ampio di quello di cui finora aveva potuto avere, costretta nei limiti angusti nei quali era finita con il permanere, a stento e solo grazie all’operosità dei tanti cori abruzzesi, meritevoli per averla fatta almeno sopravvivere, ma purtroppo privi di mezzi e di risorse per farla tornare ad essere regina, non seconda a nessuna altra tradizione folclorica di altre regioni.
Se continuerà ad avere i fin qui garantiti sostegni, anche di natura economica, grazie all’entusiasmo suscitato negli spettatori sia locali che televisivi, la Notte dei Serpenti grazie al Maestro Enrico Melozzi potrà migliorare sempre di più ed essere a lungo il punto di forza della rinascita culturale e morale della Regione Abruzzo.

















