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ITINERARI BANDISTICI - A Rosciano Festa patronale in onore di "Santa Eurosia Vergine e Martire"

REMO DI LEONARDO.

Ieri venerdì 24 maggio 2024 mi sono recato a suonare, con la “Banda di Chieti” del M° Marco Vignali, a Rosciano in provincia di Pescara, Festa patronale in onore di Santa Eurosia Vergine e Martire.

"Santa Eurosia è documentato tra queste colline, perlomeno da quando alla piccola Eurosia Di Marco nel 1782 venne dato il nome della giovanissima principessa martire, alla quale è stato concesso il potere sulla grandine, sui fulmini, sulle tempeste, di proteggere i frutti della terra e le vigne in particolare. L'introduzione della moderna vitivinicoltura ha segnato la rinascita di Rosciano dopo la grande crisi del 1600 (quando il paese stava per essere del tutto abbandonato tra morti, rovine, miserie e desolazioni) e quel fervido momento di risorgenza sociale, economica, culturale e spirituale è stato suggellato dal patto con Santa Eurosia, alla quale i nostri antenati nella seconda metà del 1700 hanno affidato il patronato su questo territorio. Evviva Santa Eurosia, allora, che ci protegge dalla grandine, dai fulmini e dalle tempeste, anche e soprattutto da quelle della vita, le quali, come violente ed improvvise grandinate, si abbattono sul nostro quotidiano tribolare". (1)

Cenni storici su Rosciano

Abitato sin dal neolitico il territorio vide l'insediamento di una fara longobarda posta ai confini meridionali del Ducato di Spoleto lungo la riva sinistra del fiume Pescara. Del periodo longobardo restano vari reperti nonchè diversi toponimi come Piano Faram Colle della Guardia e S. Giovanni alla Pescara, in riferimento alla chiesa edificata dai longobardi ai piedi del colle sul quale, nella seconda metà del secolo Xi, Achille Valignani, duca di Vacri, fece costruire una torre che fungesse da testa di ponte per le schiere normanne verso il comitato pinnense. Intorno a questo elemento fortificato, poi ampliatosi nell'attuale Castello, le popolazioni della fara e quelle circonvicine crearono il primitivo nucleo abitato di Rosciano. Aggregati inizialmente alla contea normanna di Manoppello, il feudo e, soprattutto, il castello di Rosciano diedero ricovero ai più temibili e famosi capitani di ventura del tempo (Roscio da Montechiaro, tradizionalmente considerato l'epònimo del paese, Minuccio dell'Aquila, Giovanni Caldora, Muzio Attendolo Sforza e suo figlio Francesco, poi duca di Milano) che guadagnarono al luogo l'epiteto di "Rocca dei Capitani".
Piccolo borgo dalle radici medioevali. In esso sono situate costruzioni molto antiche quali ad esempio il castello medioevale con la torre detta "dei Paladini", in ricordo di una leggenda che vuole essere stati i Giganti Paladini a costruire l'edificio all'epoca della prima crociata. In realtà ad edificare la torre di Rosciano sono stati i normanni ed il primo comandante militare della rocca, Roscio da Montechiaro, ha dato il nome al paese.

Testimonianze della storia del territorio possono essere rintracciate anche negli antichi libri catastali del XVII e del XVIII secolo, ancora ben conservati presso la sede comunale e studiati quali importanti fonti per la storia del paese. Nel centro storico si possono ammirare anche la chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (detta anche di sant'Eurosia, patrona del paese), con tele del seicento e del settecento, fra le quali tre tele di Nicola Ranieri da Guardiagrele datate 1774 ed una "Madonna del Rosario col papa Pio V" di fattrice manieristica datata 1581. Nel centro storico si trova, inoltre, la graziosa chiesetta di San Nicola, che conserva una preziosa serie di affreschi rinascimentali della scuola di Andrea De Litio, il principale artista abruzzese del quattrocento.
Di spicco inoltre c'è la frazione Villa Badessa, isola linguistica Arbereshe, sebbene questa lingua sia ormai scomparsa nel parlato quotidiano, mentre permane nella ritualità liturgica: vi è situata, infatti, una chiesa di rito greco-bizantino che fa capo all'Eparchia di Lungro, in Calabria. Fu costruita intorno alla seconda metà del XVIII secolo e rappresenta il simbolo della più settentrionale comunità Arbereshe in Italia. In realtà, le genti badessane provenivano dalle Isole Ionie intorno a Corfu' e dai villaggi dell'Epiro meridionale. Arrivati in Abruzzo, furono stanziati nelle terre di Rosciano nel 1743, grazie al beneplacito del re Carlo III di Borbone. La chiesa di Villa Badessa conserva una ricca collezione di icone bizantine e post bizantine, tanto da essere considerata la principale raccolta di icone dell'Europa Occidentale.

Note:

  1. Antonio MEZZANOTTE, Parolmente.it 24 maggio 2022

Sitografia:

https://www.comunedirosciano.it/zf/index.php/storia-comune

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