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Zingari e banditi a Pianella tra '500 e '600

VITTORIO MORELLI.

Recuperando fotocopie sparse di vari documenti provenienti da diversi archivi degli anni 70-80, si può tracciare un quadro della fiera di S. Michele del 28-29-30 Settembre del 1667 e della vita paesana di quel periodo.

Anche Pianella venne colpita dalla peste negli anni 1656-1658; il Parlamento cittadino fece sbarrare le porte d'ingresso, impedendo l'accesso ai forestieri. Le porte sbarrate venivano vigilate notte e giorno dalle guardie attraverso le guardiole e dall'altana del Palazzo Comunale.

Gli effetti del contagio della peste del 1656-1659.

Addirittura i cadaveri venivano seppelliti davanti casa.

Angeluccia Panella etatis sue...duodecima migravit in alia vita die 6 8bris 1656 sepulta fuit huic ante sua domo ... ab contagio.

Molti erano i casi di omicidio o di atti di violenza alle persone, molti erano quelli armati di un lungo coltello, di una pistola o di un fucile.

Le controversie si risolvevano con le armi bianche e quelle da fuoco.

Martino Anselmo di Buscho fu trovato occiso nella contrada di S. Martino, vicino il fiumo della Nora (o Rio?), et nell'istesso loco fu seppellito dì 8 di 7bre 1659.

Un morte in diretta (tv) del 1666.

Maria moglie di Giovanni Andrea Fabiano, trovandosi tanto addolorata della morte del sopradetto Bartolomeo suo figlio, non si poteva consolare, avendo che la matina del primo giorno di xbre, 1666, vista la missa dell'Alba nella chiesa di S. Antonio, tornò in sua casa, trovandosi sola, essendo andato fuora il suo marito, et sua sorella, gli "soccunde" sincopa e cadde di faccia nel fuoco con un figliuolo in braccia che lattava, quale figliuolo fu Tommaso...cotto non poco nella faccia, et essa Maria fu Tommaso, abragiata tutta la faccia et corse subito, et lo trovai che appena rifiatava, "alla" qle feci la raccomandazione delle Anime e morì delle sue età di anni 3... fu sepolto nella chiesa di S. Antonio.

Il brigantaggio

Il brigantaggio, fenomeno molto diffuso in Abruzzo; brigantaggio scaturito dalle condizioni di povertà delle popolazioni che vivevano alle falde della Maiella e del Gran Sasso, nel Teramano e nell'Aquilano.

In una delle fiere di S. Michele, sono comparsi i briganti che hanno razziato tutte le bancarelle poste tra Borgo Carmine e la Salita di S. Angelo, ammazzando Leonzio Pignataro.

Il 29 settembre 1667, cento briganti, tra cui un certo Cicconetto di Montesilvano, si presentarono all'improvviso alla fiera, facendosi consegnare tutto il denaro, rovesciando le bancarelle piene di zagarelle, cretaglie, ceramiche, ferraglie e strumenti di legno, vetraglie e panni.

Alla fine dell'incursione, i briganti si ritirarono sulle montagne.

A nulla poté servire il compito del "Mastrogiurato" e degli Uomini armati dal Comune per assicurare la vigilanza e la copertura agli allevatori, ai compratori e ai mercanti.

Nel 1667, Leonzio, figlio di Giovanni Battista Pignataro, di anni undeci, morisse disgraziatamente, nell'assalto che fece li banditi nella fiera di S. Angelo, uno di detti banditi, fino alla volta di uno de fratelli Giurati, che andava armato p. la fiera, et p. disgrazia colse una palla al braccio lo Can.co d. Amico, colse nella testa detto figliolo, et subito morse (morì), quale fu sepolto nella chiesa di S. Antonio, 29 7bre 1667.

Il Parlamento comunale il 27 marzo 1672 deliberò il riattamento delle mura di cinta per impedire ai briganti di entrare nel borgo fortificato, facendo sbarrare le porte e ripristinando il servizio di guardia notturna nelle guardiola sotto l'Arco e nell'altana superiore.

Gli Zingari

Nel 1500-1600 è attestata la presenza degli Zingari (Zengari) a Pianella che arrivavano nei giorni precedenti i tre giorni della Fiera di S. Michele, il 28-29-30 settembre, soprattutto per la compravendita dei cavalli.

Venivano a Pianella a fine Luglio con i loro carri coperti di pelli e feltro, l'anteprima dei vardo, e le carrozze; si accampavano nell'area dell'ex campo sportivo, area demaniale del Comune e sotto le Arcate del Mercato Coperto, dove stendevano le loro tele sulle stanghe dei carri, sotto le quali ricavano un bivacco.

Spesso rimanevano fino alla primavera dell'anno successivo, incettando dalle campagne paglia, fieno e compiendo furti.

Nei secoli successivi, alcune famiglie rom hanno acquistato dei vani nei pressi del Trappeto Grande e del Recinto delle Rose in S. Salvatore, diventando semistanziali.

Per quanto riguarda gli Zingari, sappiamo che si sono occupati di loro sia l'Università di Pianella con il suo Decurionato sia i parroci pro tempore per i riti dovuti in occasione della morte di qualche Zingaro e del battesimo di qualche neonato.

Antonia filia Cesaris Dominici Zincari, et Victoria eius legitima uxoris Baptizzata fuit a d. Carolo Todisco, mihi licentia, quam tenuit Catharina Calanova Civitatis Pinne, et Dominica obstetrix. Anno 1658.

Don Giovanni Verrotti, parroco di S. Leonardo, il 17 ottobre 1657 battezza Catharina figlia di Bellantini e di Blasia sua legittima moglie (Zingari).

9 8bre 1694

Cianè Chaleus, seu Zincaris, ac sanctis. mo viatico repertus, obit in etate anni septuaginta, eius corpus sepultum fuit in Ecclesia Sancti Antonii.

La Bibliografia viene parzialmente omessa per motivi di ricerca in corso.

Vittoro Morelli, Pianella un Comune, dal Medioevo all'età moderna, menabò, 2021.

Giuseppe Iezzi, Cronaca teramana dei banditi 1661-1683, a c. di Giorgio Morelli, Dasp, L'Aquila, 1983.

Foto : WIKIPEDIA.ORG

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