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VISITA A NEVIO POMPULEIO

Il mese scorso sono andato a far visita a Nevio Pompuleio, detto anche "lu mammocce" per gli amici, insomma lui, meglio noto come il Guerriero di Capestrano, una vecchia conoscenza, ospitato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj, a Chieti.

Una comitiva di visitatori aveva occupato la sala del Guerriero al piano terra, ma probabilmente essi avevano altro di più urgente a cui dedicarsi; infatti, dopo qualche foto tutti uscirono, tranne un uomo, poteva avere una settantina d'anni, occhiali spessi, maglioncino a quadri rossi e verdi.

Osservava silenzioso la statua, poi ci girò attorno un paio di volte, lo sguardo sempre rivolto verso la scultura.

D'un tratto fece per parlare, ci ripensò, infine si rivolse verso di me e disse: "Scuse giuvanò, ma mo vulesse sapè chi è che ha fatte su lavore" e accennava proprio al Guerriero.

Risposi che forse l'autore era un certo Aninis, come sta scolpito sulla statua stessa, e che, se avesse voluto saperne di più, avrebbe potuto chiedere maggiori informazioni al personale del museo, invero molto cortese, preparato e disponibile.

"Nen me se capite. Ma le se viste le pite? N'hanne rette lu pese, lu materiale è scadente, lu mastre ha pijate na fregature!"

Allora gli feci notare che la statua era rimasta interrata per più di duemila anni; era normale, pertanto, che qualche pezzo fosse deteriorato o mancante.

E qui l'uomo rivelò una rara sensibilità: "Uhm...giuvanò, io le cose le guardo bene e a cussu gli so pijate le misure. È n'opera d'arte sopraffina, sicuramente rappresende n'ommene importante, chissà, forse l'avè urdenate pe lu campesante. Ma lu materiale de le pite ere scadente!"

Detto questo, gettò un ultimo sguardo al Guerriero, mi fece un cenno di saluto e se ne andò.

Rimasi davvero meravigliato. Nella sua semplicità, basandosi sull'osservazione diretta e di certo senza aver letto alcunché su di esso, quell'uomo aveva compreso l'essenziale del Guerriero di Capestrano, ossia che rappresenta un re ("n'ommene importande"), che si tratta di un monumento funerario ("l'avè urdenate pe lu campesante"), che è una scultura di pregio ("n'opera d'arte sopraffina").

Sui manuali di diritto studiati all'Università si prendeva a paradigma il buon senso dell'uomo della strada. Ecco, a me pare che questo incontro al Museo sia stato davvero straordinario per aver conosciuto uno di questi (rari) uomini saggi.

In ogni caso è vero, non ci avevo mai fatto caso, la statua ha la porzione inferiore delle gambe rotta, mancante, forse l'usura del tempo, forse... forse il materiale era scadente! 😅

Visitiamo di più i musei, fa bene alla salute!

(E ricordo che oggi, prima domenica del mese, i musei statali sono ad accesso gratuito)

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