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Tradizioni  e religiosità popolare a Pianella

REMO DI LEONARDO.

Il focolare, lu fuculare,  lu foche, è comunemente sinonimo di casa;  la madre di famiglia, specialmente se aveva bambini, ogni sera nel coprire arebbelà di cenere il fuoco, vi si faceva sopra una croce, dicendo nel fare il segno longitudinale: je t’arebbele foche, nel fare trasversale: je te ‘ngatone foche,  e colpendo nel centro con la paletta la palolle : scambe la casa mì' nghe sette vicinate.

     Sempre con gli attrezzi del focolare si faceva una croce, con la catena la catone, lo spiedo lu spote e la paletta la palolle quando era in arrivo un temporale per paura di grandi fulmini, in più si buttava anche del sale fuori dalla finestra.

Quando si implorava grazia ad un Santo, si offriva dell'olio in chiesa per alimentare la lampada, ovvero si accendeva una candela, quasi che la fiamma fosse messaggera di Grazia e intermediaria tra il cielo e la terra.

 Il fuoco è cosa sacra, come tale vi si giurava su: ci mettesse li mine allu foche!   N-ge crode manghe se cette li mine allu foche!

Prima che ad altri, il neonato veniva presentato al padre il quale però non lo baciava, perché non ha ancora battezzato.

 Quando un bambino sorrideva nel sonno si diceva che: “rede nghe l'agnele”.

 E’ ancora tradizione che nel nostro paese suonino le 21 ore (ora in cui è morto Gesù Cristo). La giornata ebraica partiva dalle ore 6:00 pomeridiane.

 Il fuoco è puro e purificatore. Non bisogna mai sputarci dentro “che spute a llu foche fa la morte de lu cane”.

Accendere il sigaro o la pipa lume che arde innanzi ad un’immagine sacra, sarebbe profanazione. Nel fuoco non bisogna mettere il sambuco lu sammuche perche’ legno maledetto, con il sambuco si impiccò Giuda.

Grazie di Dio “la grazie di Ddi’, sinonimo di “alimento” tutto ciò che è  atto a dar nutrimento a qualcosa di sacro.

Quando si spezza il pane si badano che non cadano briciole per terra perché a calpestarle sarebbe peccato.

Cadendo del pane di mano o dalla tavola subito deve essere raccolto, e in segno di rispetto baciato. Inoltre, in ogni pane si distingue una superficie superiore e un'altra inferiore, esso non doveva stare mai capovolto nella madia “la mose”.

Una volta più spesso di ora, molti usavano di segnarsi e baciare la tavola prima di mangiare e dopo; recitare qualche formula di ringraziamento, che riaffermava la religiosità all'atto che si compiva. “Pure le hallene arengrazie Ddi!” Infatti nel bere, la gallina ogni tanto leva il becco in aria e ciò interpretato come segno di ringraziamento a Dio.

 Imbandita la tavola bisogna andare subito a mangiare, e finito il pasto sparecchiare immediatamente, perché gli angeli custodi, assistono inginocchi alla mensa, pregano e ci guardano durante il pasto, e non possono levarsi fino a che la tavola non sia sparecchiata. Se non si potesse sparecchiare subito, basta, per segno, ripiegare sulla tavola un lembo della tovaglia.

Bestemmiare blastemà mentre si mangia sarebbe empietà doppia.

Battute le 21 ore, non si può spazzare più la casa. 

Ancora oggi il 3 febbraio si fanno le tarallucce de San Bbiasce 

Nel giorno di tutti i morti non si raccolgono le olive.

Ai bambini si usava mettere lo scapolare della Madonna del Carmine.

Ai bambini contro il malocchio si usava mettere una amuleto lu “Brehe”.

Durante il parto, la levatrice la mammene e le donne che assistevano, invocando frequentemente la Madonna premevano sul ventre della partoriente e facendo tre croci, dicevano: je te sogne e je te sane,  Nome de  Ddi’ e de Sanda Marije.

 Al defunto si va a dire il Rosario, e si veglia la notte senza piangere.

 Terminato il rito funebre si usava mangiare insieme ai parenti più stretti lu conzele. Il mangiare veniva preparato dai vicini di casa. 

Durante il mese di novembre si usa mettere ed accendere un lume davanti alla propria casa e davanti alla finestra.

Nel mese di maggio continua la tradizione delle benedizioni delle case.

Le festività patronali veniva festeggiate la terza domenica di luglio, e non l'ultima come si fa oggi.

Il 2 luglio si festeggia la Madonna delle Grazie.

L'8 Maggio si festeggia presso la chiesa di Santa Maria Maggiore San Michele.

In contrada Santa Lucia si festeggiano nel mese di giugno le anime Sante e del Corpus Domini.

 Il 21 novembre si festeggiava la festa di San Falco a Piazza Piave lu Casarene.

 L’11 di novembre si festeggiava la festa di San Martino presso la contrada omonima.

 Il mese di maggio per la casa delle contra per le case delle contrade si dice il Rosario.

 Il 17 di gennaio Sant'Antonio vengono benedetti di animali e le macchine agricole.

Nel passato nel periodo di Natale era consuetudine fari presepi nelle contrade.

Il giorno del Ringraziamento i bambini vestiti da contadinelli e da contadinelle portavano in chiesa i prodotti della campagna.

Ancora molto e’ sentita la benedizione delle case che rappresenta l'annunciazione della Risurrezione di Gesù Cristo.

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