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STORIA E TOPONOMASTICA CITTADINA: Giuseppe Verdi e Luigi Marchetti. Un percorso artistico tra le vie e le piazze della Città

Dal volume miscellaneo per il Premio Nazionale Lettere, Arte e Scienze - XXVedizione Selezione di Poesia "G. Porto" dicembre 2024.

 di Alessandro MORELLI.

I toponimi ereditati sono un prezioso “patrimonio immateriale”.

L’Italia appena formata generò una forte spinta per una revisione dell’odonomastica. Le cause principali di questa spinta possono essere così riassunte: da una parte la volontà di ricordare nei nomi delle vie i personaggi illustri che contribuirono all’Unità d’Italia e dall’altra, con il secondo censimento della popolazione del 1871, si puntò ad una maggiore precisione, nella nominazione di vie e piazze e nella numerazione delle case e fabbricati. Il primo censimento (1861) incontrò difficoltà proprio per la disomogeneità dell’odonomastica e delle numerazioni, che riflettevano ancora le divisioni esistenti prima del 1861.

Luigi Marchetti

Il Maestro Luigi Marchetti nacque a Gessopalena il 17 febbraio 1840 da Paolo, pittore maceratese, e Vittoria Mariani Pucci, possidente; morì il 17 aprile 1902 a Pianella nella casa posta in Piazza delle Erbe n.16 (l’odierna Piazza Marchetti), salutato da tutta la cittadinanza e rappresentanti delle istituzioni e da diverse delegazioni dei paesi vicini. Sposò nell’ottobre del 1879 Maria de Deo di Pianella (1849-1915), figlia del Regio Notaro D. Giuseppe de Deo e di Maria Maddalena Sericoli.

Allievo di Crisante del Cioppo, dalla banda di Gessopalena dei Diavoli Neri come trombettista, arrivò nel 1865, per insegnare musica ai giovani e dirigere la banda a Pianella, costituita in forma di società, che poi nel 1872 diventò Banda Municipale.

In base a recenti studi il Direttore Marchetti non fu il primo Maestro della banda di Pianella. Dopo le prime esibizioni per le feste civili e religiose, intraprese un grande percorso artistico con la Banda dei Diavoli Rossi in giro per l’Italia con tanti successi a Roma, Firenze, Napoli, Milano. La sua fama lo portò negli Stati Uniti nel 1892 e, successivamente, tornò in Italia nel 1897 per dirigere una banda musicale pugliese. Ha creato diverse composizioni musicali e trascritto opere famose per adeguarle all’organico bandistico.

Il legame con Pianella era talmente profondo e legato da profonde amicizie a tal punto da essere attivo e ben integrato nella Comunità pianellese; viene ricordato come socio della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pianella. Morì a Pianella nel 1902 nella sua abitazione.

Negli anni Venti gli fu intitolata una piazza in suo ricordo. La piazza nei secoli scorsi rappresentò uno spazio importante per il commercio di ortaggi e verdure, probabilmente legato alla centralità del luogo e alla facilità del carico e scarico all’interno delle mura urbane.

Proseguendo il nostro viaggio nel centro storico possiamo notare la presenza di una via dedicata ad uno dei più famosi compositori d’opera di tutti i tempi, “Via Verdi”, quasi a suggellare un incontro artistico tra la grande musica e il ruolo importante della banda per l’attività divulgativa in tante città italiane.

Giuseppe Verdi nacque a Roncole di Busseto, in provincia di Parma, il 10 ottobre 1813 da una famiglia umile; Giuseppe Verdi apprese le prime nozioni sulla musica dall'organista della chiesa locale e proseguì gli studi a Milano. Verdi fu esperto soprattutto della musica di genere operistica, ma compose anche brani di musica sacra. Trasferitosi a Milano, Verdi scelse la strada del teatro in musica e presentò la sua prima opera Oberto, conte di San Bonifacio al pubblico scaligero nel 1839, con un discreto successo.

Verdi scrisse il Nabucco, su libretto di Temistocle Solera, con cui trionfò alla Scala nel 1842. Nabucco è la terza opera di Giuseppe Verdi e narra della condizione degli Ebrei soggiogati da Nabucodonosor di Babilonia.

Il talento verdiano fu confermato dalla successiva opera I lombardi alla prima crociata, rappresentata nel 1843. Una novità giunse con Ernani, l'opera, presentata a La Fenice di Venezia, ben si adattava al clima dello slancio patriottico destinato a culminare nei moti del 1848.

 L' attività prolifica di Verdi lo impose sulle scene delle principali città italiane e ne costruì la fama internazionale.

Giuseppe Verdi

La capacità di Verdi di padroneggiare le possibilità del melodramma, di raccontare con la musica gli snodi della vicenda e le sfumature dei personaggi, si sviluppò nei tre capolavori: Rigoletto, rappresentato a Venezia nel 1851, su libretto di Francesco Maria Piave; Il trovatore, in scena a Roma nel 1853, su libretto di Salvadore Cammarano; La traviata, presentata lo stesso anno a Venezia, ancora su libretto di Piave, scandita dall'intensità del ritmo.

L’Aida andò in scena in una sera di Gala al teatro dell’Opera del Cairo il 24 dicembre 1871 e parla della guerra tra Egitto al tempo dei faraoni ed Etiopia: Aida figlia del re etiope viene fatta schiava e condotta in Egitto, rappresenta il sacrificio per l’amore eterno in un binomio tra la grandiosità e l’intimità dei due amanti.

Nominato senatore del Regno d’Italia nel 1874, inaugurò a Milano la Casa di Riposo per musicisti da lui fondata.

Giuseppe Verdi morì a Milano il 27 gennaio del 1901.

Il percorso artistico dell’artista si innesta tra Risorgimento e Unità, il personaggio appartiene alla coscienza nazionale. “Pianse ed amò per tutti” come disse d'Annunzio; cantò la vita e la morte, l'amore e il dolore, parlò di libertà. Interprete di tanti sentimenti umani per l'amore di ogni popolo per la propria patria.

La sua musica è universale, viene ricordato in tutto il mondo nei più grandi palcoscenici.

Curiosità:

•        La Forza del Destino è un'opera o melodramma in quattro atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave fu presentata in prima battuta all’estero e poi a Roma al teatro Apollo il 7 febbraio 1863. La seconda versione, alla quale Verdi aggiunse la celebre sinfonia, fu presentata alla Scala di Milano il 27 febbraio 1869. Da lì a pochi decenni divenne anche uno dei cavalli di battaglia del repertorio eseguito dalla Banda dei Diavoli Rossi di Pianella. Poche bande musicali ancor oggi riescono ad eseguire brani di Giuseppe Verdi viste le difficoltà che si presentano ai musicisti. Il problema sta nel trovare un intero ensemble abbastanza talentuoso per i concerti.  Il 7 dicembre 2024 è stata portata in scena alla Prima della Scala di Milano, dopo alcuni anni.

•        Il Maestro Marchetti fu citato in giudizio dall’editore Ricordi, sul finire dell’Ottocento, per aver eseguito a Firenze l’Otello di Giuseppe Verdi senza l’autorizzazione (diritti d’autore). L’esibizione fu molto apprezzata dalle folle presenti nelle piazze fiorentine. L’antica Banda di Pianella ha contribuito alla diffusione ed alla conoscenza dell’opera di Verdi in Italia e rappresenta un’ulteriore nota di merito dei famosi Diavoli Rossi.

Note bibliografiche

Le notizie biografiche del Maestro Marchetti e la foto del personaggio (fig.3) sono riportate nel Volume La Banda Musicale di Pianella origini successi prospettive future (2013) di A. Morelli.

Foto di copertina : Piazza L. Marchetti "Ama Pianella"

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