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BRIGANTAGGIO NEL TERAMANO . L'arresto del noto brigante Fiorangelo Cacchione

ELSO SIMONE SERPENTINI.

Nel suo rapporto al Governatore di giovedì 7 novembre 1861 il Sindaco di Valle Castellana De Laurentiis dava la notizia che una perlustrazione effettuata il giorno prima sotto il suo comando nella zona di Serra, Leofara e Settecerri aveva dato i suoi frutti e aveva portato all'arresto del noto brigante Fiorangelo Cacchione, trovato a Macchia da Sole. Nel rapporto al Governatore, il Sindaco De Laurentiis scriveva che non occorreva descrivere la biografia di Cacchione, "infame sicario", perché le sue imprese erano note alla giustizia, ma, per far conoscere meglio "gli innumerevoli atroci fatti" da lui compiuti, citava la barbara morte data il 19 novembre dell'anno passato a Radonico Lattanzi. Fucilato da Cacchione e dai briganti a lui associati Emidio e Francesco Vannicola, il suo corpo era stato dato in pasto ai cani e agli avvoltoi. Il Sindaco De Laurentiis nel suo rapporto riferiva che lo stesso giorno dell'arresto di Cacchione erano stati arrestati anche Mattia Cicconi di Collegrato, che aveva causato la fuga di Vincenzo Mignucci di San Vito, soldato sbandato fattosi brigante, e Berardino Fioravante, brigante marchigiano. Tutti e tre gli arrestati, Cacchione, Cicconi e Fioravante, scriveva il Sindaco di Valle Castellana erano stati trasferiti in prigione a Teramo in attesa di essere giudicati.

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