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Grande entusiasmo per “Lu Sande Natale a la case de Lucarielle” commedia in tre atti ispirata all’opera Eduardiana "Natale in Casa Cupiello", riadattata in vernacolo pianellese da Remo di Leonardo. Lo spettacolo, è stato messo in scena sabato 3 gennaio alle 20.30 e domenica 4 gennaio alle ore 16.30 presso la chiesa di San Domenico dall’Associazione Culturale APS “Amici di Eduardo”.
Questo capolavoro del teatro italiano andato in scena per la prima volta il 25 dicembre del 1931 al Teatro Kursaal di Napoli è stato riproposto successivamente dall’Associazione “Amici di Eduardo” nel 1991 e nel 2002 a Pianella e in diversi centri della provincia di Pescara nella versione originale con protagonista nella parte di Lucarielle dell’indimenticabile Riccardo di Sante.

“Natale in casa Cupiello” è una delle opere più care a Eduardo De Filippo, e la passione per il maestro traspare in ogni dettaglio da parte di tutta la compagnia.
L’opera, portata in scena con una fedeltà all’originale che si riflette sia nella scenografia che nella rappresentazione dei vari personaggi, subisce in questa rappresentazione un mutamento sotto l’aspetto linguistico. In questo allestimento il dialetto napoletano è stato sostituito dal vernacolare pianellese, appartenente all’area linguistica vestina – pennese. Un percorso aperto che potrà dare origine, in futuro, a ulteriori e nuovi riadattamenti sempre in dialetto abruzzese ma di area chietina, pescarese e teramana.
La lingua utilizzata alterna il parlato vernacolare a un italiano locale pianellese. In alcune battute emerge, infatti, un uso non sempre pienamente controllato dell’italiano, caratterizzato da scivolamenti verso il dialetto e da forme improprie tipiche dell’italiano popolare, capaci di generare esilaranti strafalcioni.

Si tratta di deviazioni linguistiche che suscitano il riso ma risultano perfettamente credibili e diffuse in determinati contesti sociali. Questo avvicinamento all’italiano riflette anche il cambiamento dell’ambiente in cui si svolge la vicenda scenica: dalla dimensione schiettamente popolare delle origini a una realtà più propriamente piccolo-borghese, che caratterizza il presente adattamento.
La commedia si svolge nella Napoli degli anni ’30 e segue la famiglia Cupiello durante i giorni che precedono il Natale. Il protagonista, Luca Cupiello, è un uomo anziano e brontolone, ossessionato dall’allestimento del presepe. Sua moglie Concetta è pragmatica e sopporta con pazienza le lamentele del marito e le difficoltà familiari. Il figlio Tommasino, detto Nennillo, è un giovane fannullone e sfaticato, mentre la figlia Ninuccia è in crisi matrimoniale e desidera lasciare il marito Nicolino per l’amante Vittorio. In scena si trova anche Pasqualino, fratello di Luca e suo coinquilino, è uno scapolo di mezza età dai modi collerici e vittimistici; è il bersaglio preferito degli scherzi del nipote.

La trama si sviluppa tra situazioni comiche e momenti di profonda riflessione. Luca, ignaro dei problemi familiari, si dedica con passione al presepe, mentre le tensioni tra Ninuccia, Nicolino e Vittorio culminano in un drammatico confronto durante la cena della Vigilia di Natale. La commedia si conclude con Luca che, colpito da un malore, delira sul letto di morte, mentre il figlio Tommasino finalmente risponde affermativamente alla domanda del padre: “Te piace ‘o presepio?”.
L’interpretazione di Giuseppe Pretara,non nuovo ad interpretare opere di Eduardo e qui nel ruolo di Luca Cupiello Lucarielle, è stata accolta con grande entusiasmo dal pubblico. L’attore pur restando fedele in parte all’interpretazione eduardiana, grazie alla sua parlata vernacolare, è riuscito ad infondere al personaggio una propria personalità e profondità emotiva catturando l’essenza del protagonista.

Efficacissima la performance di Letizia di Nicolantonio nel ruolo di Concetta Cungette, che, nonostante una lunga assenza dal palcoscenico, è riuscita con diligenza, precisione ad impersonificare il ruolo di madre che si fa carico delle sorti familiari e si sente abbandonata in questo, accusando il marito. In scena anche Antonio di Tonto un altro veterano dell’associazione, questa volta nel ruolo di Pasqualino, fratello di Luca e suo coinquilino. La sua padronanza scenica e la sua energia non sono passati inosservati nel ruolo dello scapolo di mezza età dai modi collerici e vittimistici; è inoltre il bersaglio preferito degli scherzi del nipote.
Tra gli elementi di maggiore forza dello spettacolo spiccano senza dubbio le interpretazioni, tutte caratterizzate da una notevole presenza scenica e da un coinvolgimento autentico. Molto carismatico Kristi Rama, alla sua prima collaborazione con la compagnia Gli Amici di Eduardo, proveniente dalla Scuola di Arotrondi Franco Mannella. Il suo Tommasino risulta credibile, dinamico e ben costruito, capace di restituire con sensibilità le sfumature del personaggio.

Di grande impatto anche la dirompente Ninuccia Ninucce interpretata da Fiamma di Leonardo, che affronta il ruolo con energia e intensità. Un’interpretazione vivace e incisiva, ulteriormente valorizzata dal fatto che per l’attrice si tratta anche dell’esordio alla regia, affrontato con sicurezza e consapevolezza. Fiamma è attrice, cantante, regista ed educatrice teatrale. Ha alle spalle un solido percorso accademico in ambito umanistico e artistico. E’ laureata in Lettere Moderne (indirizzo cinema, teatro e musica) e specializzata in Cinema, televisione e media. Attualmente sta ultimando il Master in “Critica giornalistica per cinema, teatro e musica” presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma.
Ha approfondito la recitazione attraverso numerose masterclass e lo studio dei metodi Meisner e Stanislavskij, lavorando con docenti e professionisti di rilievo nazionale. In teatro ha preso parte a spettacoli classici e contemporanei. Parallelamente all’attività teatrale lavora nel cinema indipendente come attrice in cortometraggi e come assistente alla regia e alla produzione. Attiva anche nel campo musicale e radiofonico, è cantante live, speaker e presentatrice. È educatrice teatrale certificata e conduce laboratori per adulti e bambini.

Convincente il ritorno sul palcoscenico di Antonio d’Aloisio, che conferma esperienza e solidità scenica nel ruolo di Nicola Percuoco, detto Nicolino.
Particolarmente sentita l’interpretazione di Andrea di Sante nel ruolo di Luigi Pastorelli, figlio del caro Riccardo, fondatore dell’Associazione. Porta in scena non solo il personaggio ma anche un’eredità teatrale che si traduce in presenza, rispetto dei tempi e attenzione al dettaglio.
Al suo debutto teatrale, Daniele Pozzi sorprende positivamente nei panni di Vittorio Elia, amico di Tommasino, dimostrando spontaneità e una promettente disinvoltura scenica. Elegante ed ironica Roberta Dell’Oso, che interpreta Olga Pastorelli. Un altro volto nuovo per l’associazione Maurizia Luciani nel ruolo di Armida, amica di famiglia, dona al personaggio calore e autenticità, oltre ad essere stata punto di riferimento per la compagnia nella gestione dei cambi di atto.

Completano efficacemente il quadro Luigina Catenacci, nei panni di Carmela, altra figura amica di famiglia resa con immediatezza e naturalezza, e Remo Di Leonardo, convincente nel ruolo del dottore di famiglia, capace di caratterizzare il personaggio con pochi ma significativi tratti.
Nel complesso, un cast affiatato e ben diretto, in cui ogni interprete trova il proprio spazio contribuendo alla riuscita corale dello spettacolo, valorizzando personaggi e dinamiche con equilibrio e passione teatrale. La regista afferma -Eduardo è stato di gran lunga il maggiore scrittore teatrale italiano del secondo Novecento ed è così ancora vicino a noi da rendere incongrue le riscritture registiche avventate. La "scrittura scenica", teoria molto in voga negli anni '70 e '80, secondo cui il vero autore di uno spettacolo è il regista, si infrange sui capolavori eduardiani che chiedono, a mio avviso, un regista interprete e non un demiurgo, un direttore d'orchestra e non un compositore, per la semplice ragione che il compositore c'è già e la sua vitalità è ancora inalterata. Abbiamo realizzato uno spettacolo "chiaro", sia per privilegiare l'efficacia dei nostri attori, quello di Eduardo è un teatro per attori, sia per la gioia di raccontare una piccola storia, fatta di tanti accadimenti in cui tutti possiamo ritrovarci in un modo o nell'altro.




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