Si è spento Camillo Coccione, il poeta di Poggiofiorito

Remo di Leonardo / Sab 30 aprile, 2022 /

Si è spento ieri, 29 aprile 2022, CAMILLO COCCIONE nato a Roma nel 1940. Residente a Poggiofiorito (CH), figlio di Tommaso Coccione, uno dei più grandi fisarmonicisti degli anni '30, sin da giovanissimo ha dimostrato dimestichezza e passione per la musica e la poesia.

Concertatore, arrangiatore è stato direttore della Corale "T. Coccione" di Poggiofiorito.

Scrive di lui Luciano Flamminio suo grande amico “La sua quasi patologica sensibilità lo porta a simpatizzare con la storia di ieri e di oggi della gente fra la quale si muove e dalla quale trae spinta, ispirazione, il dovere morale di celebrare il dolore, le ansie, le disillusioni, i drammi materiali e psicologici, le distruzioni delle speranze quasi realtà della comunità circostante, della famiglia, di sé”. (1)

Camillo Coccione ha conseguito allori di gran prestigio nella vita poetico-culturale abruzzese e nazionale.

Abbandonato ben presto la produzione in lingua si dedica esclusivamente a quella in vernacolo, per l’amore profondo che nutre verso la propria terra e verso l’ambiente contadino.

Sue poesie sono state pubblicate su riviste nazionali specializzate, su Antologie e testi di critica letteraria.

Iscritto alla SIAE in qualità di compositore, è stato autore di numerosi brani per fisarmonica e di canzoni popolari, prediligendo scrivere testi, (circa 200) per le musiche del fratello Vincenzo Coccione.

Avendo conosciuto personalmente Camillo, durante la mia lunga attività di poeta dialettale lo ricordo non solo come un grande artista della cultura popolare abruzzese ma un signore sensibile e umile, un gentiluomo di altri tempi.

Amico del Premio di Poesia Giuseppe Porto Città di Pianella lo ricordiamo premiato in diverse edizioni.

Alla sua famiglia le condoglianze della Pro Loco di Pianella e della Giuria del Premio G. Porto.

LU TEMPE

Li frunnitelle rìdene a lu sole,

pazzìjene gne cìtele cuntinte

a li carezze di nu vinticelle.

Z’à fatte vicchie orma’ li ggiuvinette

(mille pinzîre sott’la fazzole),

che huàrdene, ucchie di nustalgije,

lu tempe ch’à sgrugnate ugne mimorie,

li facce sulicate da li storie

di pene tra pantane di sudore.

Z’à fatte vicchie pure li huagliune

(mille pinzîre sott’a lu cappelle),

la pippe ‘m mocche, l’ucchie a corre appresse

a li ricurde bjìnche gne fantàseme

ch’arsàjene a lu core fine’all’usse

da li uragne aspre di lu tempe.

N’ zi sazie ma’ (lu tempe è sfama mostre),

a tesse tele: e jurne e mise e anne

e ci l’ammucchie anninze a prete e spine

a farce simbrà bbelle lu distine.

Sott’a nu ciele bbianche d’autunne

l’ùteme sole pette lacampagne.

Li frunnitelle, stracche, mo z’arpòsene

e ggià zi sonne d’arinasce fiure.

Camillo COCCIONE - Poggiofiorito(Chieti)

Premiata al Premio di Poesia G. Porto Città di Pianella Edizione 2015.

Foto Archivio Privato R. d. L.

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