San Cesidio a Trasacco (AQ)

ANTONIO MEZZANOTTE

Si dice e si racconta che nella città di Amasya (nell'Anatolia settentrionale), durante l’impero di Massimino il Trace, tra il 235 ed il 237 d.C., scoppiò una persecuzione contro i cristiani; Rufino e Cesidio suo figlio furono scoperti e imprigionati, il proconsole Andrea li sottopose a vari tormenti, ma essi superarono le prove e convertirono molti pagani, compreso lo stesso governatore Andrea.

Una volta liberati, Rufino e Cesidio si trasferirono in Italia, nella regione dei Marsi, facendo apostolato; dopo un certo tempo Rufino si spostò ad Assisi, mentre il figlio scelse di restare nella zona di Transaquas (da cui Trasacco, ossia "al di là delle acque" del lago Fucino rispetto alla consolare Via Valeria), lì dove si dice che l'imperatore Claudio fece costruire un palazzo al tempo del primo tentativo di prosciugamento del lago.

Rufino divenne primo vescovo di Assisi e come tale morì martire. Cesidio trafugò il corpo del padre, portandolo a Trasacco, ma a causa di questo gesto venne condannato a morte e fu ucciso mentre celebrava la Messa insieme a Placido ed Eutichio, dopo che gli fu amputato il braccio destro. Il 31 agosto si festeggiano i Santi Patroni di Trasacco, paese posto al limite meridionale della piana del Fucino e che si stende tra la Torre Febonio e la Basilica dei Santi Cesidio e Rufino, con l'originale, tozzo campanile a base piramidale.

Questa chiesa rappresenta un notevole esempio di stratificazione di stili architettonici ed artistici. La struttura paleocristiana sembra che fu realizzata intorno al 237 d.C. e devastata durante una scorreria di Ungari nel 936. Venne ricostruita nell'aspetto odierno nel Tredicesimo secolo e di rilievo vi sono il Portale degli Uomini (con figurine di draghi incatenati, tralci, colonnine tortili ed altri elementi decorativi), la Porta delle Donne (coeva all'altro ingresso, ma con stipi ed architrave, tra le cui decorazioni in pietra si nota un frammento di sfinge alata ed il Re Davide che suona il salterio), l'ambone (decorato con motivi scultorei che richiamano l'arte bizantina e la stella a sei punte, secondo alcuni simbolo dei Conti dei Marsi), gli affreschi del XV e del XVII sec.

La medesima devozione a San Cesidio unisce Trasacco a San Donato Val Comino, nel frusinate, i cui pellegrini raggiungono il centro marsicano per venerare il Santo e per impetrarne la grazia della guarigione dai mali del corpo, in particolare dal mal di gola e dalle cecità, dalle tempeste e dalle inondazioni. A tal proposito, è da ricordare l'antica usanza del laccio di seta benedetto e consacrato dal tocco del Braccio del Santo, dal forte potere taumaturgico, anche se mi pare che il rito si sia perso nel tempo. Un culto molto sentito ed una monumentale basilica scrigno di opere d'arte fanno di Trasacco uno straordinario luogo dello spirito nell'Abruzzo fucense e marsicano. (Nelle foto: la statua processionale di San Cesidio - l'originale conservato in chiesa è del 1425 -, il campanile della Basilica di Trasacco, la Porta delle Donne, l'ambone).

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