Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroCultura e spettacoliSportSegnalazioni

San Biagio, leggende e tradizioni in Abruzzo

REMO DI LEONARDO - Il 3 febbraio è una data caratteristica in molti paesi abruzzesi per la ricorrenza della festività di San Biagio. Biagio, vissuto nel IV secolo, era un medico di origine armena. Divenne vescovo della città di Sebaste dove operò numerosi miracoli. Arrestato dal preside (giudice) Agricola durante la persecuzione ordinata da Licinio, fu imprigionato, lungamente picchiato e sospeso ad un legno, dove con pettini di ferro gli fu scorticata la pelle e quindi lacerate le carni. Dopo un nuovo periodo di prigionia, fu gettato in un lago, dal quale uscì salvo, quindi per ordine dello stesso giudice, subì il martirio decapitato insieme con due fanciulli e dopo l’uccisione di sette donne arrestate perché raccoglievano le gocce di sangue che scorrevano dal corpo dello stesso martire, durante il suo supplizio. E’ stato innalzato alla dignità di santo ed è invocato contro i mali di gola, perché durante la sua prigionia, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva una lisca di pesce conficcata nella trachea.  Tale miracolo valse al santo la nomina di “Protettore della gola” tutt’oggi rievocata in diverse regioni d’Italia.

L’Abruzzo, oltre alla tradizione religiosa legata a tale giorno, segue la tradizione culinaria che prevede la preparazione dei famosi taralli e tarallucci. Questi, dopo essere stati benedetti durante la messa del giorno, vengono regalati ad amici e parenti di qualsiasi età, come un auspicio a proteggere la gola dai mali che potrebbero interessarla. Anticamente, ad esempio, i taralli erano considerati fonte di guarigione di una diffusa malattia che era il gozzo, ossia l’ingrossamento della tiroide. Anche a livello temporale il giorno di San Biagio rappresenta una data importante: dopo il giorno della Candelora, esso segnerebbe il passaggio dall’inverno alla primavera, con conseguente aumento delle temperature e di giornate soleggiate.

Tarallo prodotto da un forno di Pianella.

A Pianella, la tradizione legata a questo giorno è molto sentita. Tutte le panetterie abbondano di taralli di qualsiasi misura e il sapore tipico di anice li rende così riconoscibili da trasportarti indietro nel tempo. In Abruzzo San Biagio viene festeggiato in alcuni importanti città e paesi come a Lanciano (Ch) Taranta Peligna, Bussi sul Tirino, Lecce dei Marsi (Aq), Magliano dei Marsi. Le reliquie di San Biagio sono custodite nella Basilica di Maratea, città di cui è santo protettore: vi arrivarono nel 723 all’interno di un’urna marmorea con un carico che da Sebaste doveva giungere a Roma, viaggio poi interrotto a Maratea, unica città della Basilicata che si affaccia sul Mar Tirreno, a causa di una bufera. Si racconta che la le pareti della Basilica, e più avanti anche la statua a lui eretta nel 1963 in cima alla Basilica, stillarono una specie di liquido giallastro che i fedeli raccolsero e usarono per curare i malati. Papa Pio IV nel 1563, allora vescovo, riconobbe tale liquido come “manna celeste”. Non a caso a Maratea il Santo assume una valenza particolare e viene festeggiato per ben due volte l’anno; il 3 febbraio, come di consueto, e il giorno dell’anniversario della traslazione delle reliquie, dove i festeggiamenti durano 8 giorni, dal primo sabato di maggio fino alla seconda domenica del mese.

“Curre curre Cannelore

cà mò arrohue Biasciòle,

se ce nongue e se ce piove

stome ‘mmézze a lu huérne ‘bbone,

se ce sta lu soletille

stome ‘mmézze a vernarille,

se ce sta lu sole ‘bbone

da li ‘mmérne stome fore”.

Antica cantilena abruzzese in vernacolo pianellese.

Foto di copertina: San Biagio, Maratea - Internet.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
info@parolmente.it
Donazioni
Copyright © 2024 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu