Recovery plan e preoccupazioni

Giulio De Collibus

Non vorrei essere male interpretato e, quindi, premetto che sono uno fra quelli che considera gli intoppi burocratici la peggiore gravissima causa di tutti i nostri problemi. Questo detto e sottolineato, non mi solleva però da una forte preoccupazione derivante dalla conoscenza di questo nostro paese nel quale valgono solo gli eccessi in un senso o nell'altro, e mai il giusto equilibrio ed il buon senso. 

Non vorrei, quindi, che la necessità di accelerare comunque l'attuazione del programma andasse anche ad elidere pesantemente, se non eliminare, ogni forma di controllo in difesa dell'ambiente e del paesaggio poichè di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno. 

Non vorrei, quindi, che la valutazione di impatto ambientale fosse abolita o ridotta a nulla, che con la scusa dell'incentivazione dell'energia verde si possa saccheggiare il nostro paesaggio con tarnte selve di pale eoliche o con enormi distese di pannelli solari, che la costruzione di importanti e necessarie infrastrutture avvenisse senza nessun rispetto per il paesaggio, che le soprintendenze venissero messe all'angolo ecc, ecc. 

Penso che le associazioni nazionali di tutela debbano cominciare ad attrezzarsi per rispondere a questa nuova ed importante sfida.

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