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Piero di Pentima presenta il suo primo romanzo

PIANELLA Una voce nuova nel panorama della narrativa abruzzese

Remo di Leonardo

Giovedì 28 agosto alle ore 21:00, a Largo Teatro, nel chiostro del Comune di Pianella ex Convento di S. Domenico, si terrà la presentazione del primo romanzo di Piero di Pentima “Tre giorni. Storia d’amore e di santi”, pubblicato presso Rotomail Italia S.p.A per GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. IL MIO LIBRO. Interverranno: il sindaco di Pianella avv. Taddeo Manella, Remo di Leonardo, scrittore, giornalista e poeta dialettale, Roberto Sergiacomo Presidente del Premio Nazionale “Città di Pianella” di Lettere, Arte, Scienze e Poesia “Giuseppe Porto”. Accompagnamento musicale del Maestro Vincenzo di Nicolantonio Direttore Accademia Musicale Città di Pianella e Rita di Pentima cantante, corista. Piero di Pentima non è la prima volta che si cimenta nell’arte dello scrivere, già poeta al Premio G. Porto, ha dato prova di sapersi confrontare con altri poeti di fama regionale e nazionale:

Piana Grande (Maiella)

Lenti i passi impastano/ fango e foglie/ tracciano il solco. E il vento semina, / Il bosco è in attesa, / nel suo grembo di neve, la vita riposa. / E incrocio le tracce/ di volpi danzanti, / di fughe di lepri, di passi sospesi, / di agguati letali. / Si compie il destino / per molti animali. Matura la svolta, / si varca il confine, / trafiggono gli occhi / I tuoi monti in corona, / le tue gole di giada. / I tuoi boschi in picchiata. / Sul viso una lacrima / Forse è rugiada.

Oppure da squisito narratore, quando, attraverso la sua pagina social, con un linguaggio diretto, descrittivo, degno di un pittore impressionista, elegantemente, pieno di pathos ci racconta le lunghe passeggiate, tra i sentieri montani con gli amici più cari.

[…] Il sette gennaio 2017 passai a prendere Riccardo verso le 14.00. Ci eravamo messi d'accordo la mattina, incontrandoci per caso mentre entrambi vagavamo nel paese straordinariamente innevato[…] Arrivammo planando su un panorama che aveva l'aspetto di un sogno […] Come coltelli affondammo teneramente nelle colline ricoperte di neve incontaminata che il vento sollevava a solleticare il viso e gli occhi; un sole pallido e innocuo illuminava la scena, con la sapienza di un regista esperto cuciva i profili dei monti e proiettava le nostre ombre sul tappeto bianco […]

Il romanzo “Tre giorni. Storia d’amore e di santi” è ascrivibile tra i “romanzi di costume”, con alcune sfaccettature a sfondo antropologico,  scritto da narratore esterno, quindi in terza persona, è formato da ventotto episodi in cui si racconta la storia d’amore di due adolescenti Gigi e Lisa attraverso trame che ruotano intorno ad amici, eventi quotidiani e situazioni familiari, feste religiose o incontri sociali quasi tutti ispirati ad eventi realmente accaduti nel luogo natio durante i tre giorni di festa Patronali di Plenina: Santa Leonina, sabato 26 luglio; San Peltino, 27 luglio;  San Silvino, 28 luglio.

I personaggi come i luoghi (Plenina) sono riconducibili a nomi e toponimi veri, così come l’ambientazione, accuratamente descritta e il contesto storico e sociale del tempo (inizi anni ’80) vengono descritti con un linguaggio freschissimo e diretto, accompagnato da alcune cadenze dialettali in vernacolo pianellese, che trasmettono vivezza, calore e colore al racconto.

Così come non mancano pagine dove l’autore ci rivela inaspettatamente un avvenimento di profonda drammaticità e violenza, punto di svolta principale di tutto il racconto, che ci porterà meglio a comprendere anche la ragione stessa del titolo e dell’intero romanzo: “Tre giorni. Storia d’amore e di santi”. I contenuti nel romanzo, finiti di leggere, saranno un po’ anche le nostre. E io giudico un libro proprio da questo: da quanto consente di immedesimarsi nelle storie che racconta.

Scrive l’autore nel congedare il lettore:

“Questo racconto nasce dall’esigenza di varcare la soglia del tempo per ritornare per soli tre giorni in quello che era, oggi è di moda dirlo, un mondo a parte, evitando toni nostalgici, per quanto possibile. Non so se ci sono riuscito. E’ stato un umile tentativo, mi sono avvicinato alla scrittura consapevole dei miei limiti espressivi. Chiedo venia.

Piero di Pentima è riuscito in questo compito dalle prime righe alla fine. Da oggi una voce nuova si è aggiunta nel panorama della narrativa abruzzese e di questa consapevolezza ne è sicuramente fiera anche la sua “Plenina”.

Remo di Leonardo , Lacerba, 2 agosto 2025.

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