Pianella, Città di tessitrici, di ricamatrici, di intagliatrici, di lavoratrici al tombolo

di VITTORIO MORELLI.

Si può affermare che in ogni cassetto di comò, di comodino, di armadio, di cassone c’è un pezzo di storia delle donne di Pianella, che avevano appreso l’arte dalle nonne.

Dette attività rappresentavano un antidoto alla depressione, alla noia, un momento di relax produttivo, un periodo di riposo che ricaricava il cervello.

Pianella possiede un ricco patrimonio che rischia di andare perso per l’incuria del tempo e per la nonchalance di chi e di coloro che governano la Città.

Tovaglie intagliate, asciugamani lavorati, camiciotti, scuffie per neonati, coperte lavorate e tanti altri pezzi meritano di essere raccolti ed esposti in un museo prima che sia troppo tardi.

L’Abruzzo sfiora il primato per l’abbandono dei musei, biblioteche, archivi, dimostrando ancora una volta il provincialismo al ribasso.

Dove andrà a finire il turismo mordi e fuggi, il turismo della prima volta e mai più; gli albergatori, i ristoratori, i commercianti, tutti si devono dare una mossa per sollevare le leve del potere decisionale. Altrimenti finirà il turismo periodale della prima volta.

La politica, da POLIS, ha fallito ancora una volta su tanti aspetti della società abruzzese.

Ricordiamo tra le donne che si sono dedicate a questa attività: oltre alle suore dell’Asilo A. Sabucchi, Vanda di Martile, Erminia di Leonardo, Lea Panaccio, Maria de lu Ciuppitte ed altre.

Foto : ARCHIVIO RICCARDO PIETROLUNGO

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