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PERSONAGGI DI CASTELLI: IL SACERDOTE VINCENZO CELLI (Castelli 1831?-1906) "UN MAESTRO ELEMENTARE DA RICORDARE"

ALESSANDRO MORELLI.

Dalle pagine del Corriere Abruzzese si riportano alcune notizie biografiche desunte dall’articolo che gli fu dedicato dal periodico teramano il 4 giugno 1906:

«Il primo giugno, alle ore 17.30 si spegneva in Castelli, dove nacque e visse in un'instancabile operosità, il sacerdote D. Vincenzo Celli, fratello del valente clinico Bonaventura Celli, morto immaturamente a Napoli quando già fulgido risplendeva il suo valore in quella università. Il sacerdote Celli ebbe da natura ingegno vivace che egli seppe ornare di buona coltura. Fu maestro elementare per oltre trentanni, direttore di tirocinio per gli aspiranti maestri e molte benemerenze ebbe per il suo ottimo insegnamento. Nel 1866 ebbe un attestato di lode dal Consiglio Scolastico, nel 1869 la menzione onorevole dal Ministero dell'Istruzione P., alcuni anni dopo la medaglia di bronzo ed in data 23-1-87 una grande medaglia d'argento destinata ai benemeriti dell'educazione popolare con Decreto R. in cui si legge: Visti i titoli di benemerenza del Sig. Sac. Vincenzo Celli dai quali risulta essere egli uno dei più valenti maestri elementari della ricordata provincia ecc... Fu prete di illibatissimi costumi, liberale, caritatevole, scrupoloso adempitore dei suoi doveri, sagace conoscitore degli uomini e di una modestia senza pari. Ricusò quando gli venne offerta l'abazia, e solo da economo curato resse per moltissimi anni la parrocchia con zelo, fino a che un male inesorabile lo relegò per oltre un anno a casa, dove trovavasi a disagio, abituato com'era alla vita attiva, e poi gli schiuse la tomba a 75 anni. I funerali furono modesti e rispettosi, pari all'uomo che si onorava, e così pure l'accompagno all'ultima dimora. Oltre alle compagnie religiose vi erano le scuole, la Società Operaia con bandiera e molti cittadini, quasi tutti suoi alunni, che spontaneamente, senza inviti, vollero onorare l'uomo che per antonomasia chiamavano Il Maestro. Diverse le corone, bellissima quella della Congregazione dell'Assunta della quale il defunto era padre spirituale, e quella della famiglia Scarpelli, legata all'estinto da vincoli di vecchia amicizia. Pronunziarono sentite e belle parole i sacerdoti Davide Pardi, Fileno Possenti ed il sig. Arbace Rosa, tutti ricordando le virtù ed i meriti dell'estinto come uomo, sacerdote ed educatore. Il suo ricordo resterà perenne in quanti ne ammirarono le doti di mente e di cuore e nell'animo grato di quanti ebbero, per merito suo, una istruzione sufficiente ai bisogni della vita».

Il giovane studente castellano Beniamino Olivieri (1847-1923) gli dedicò un sonetto. Il fratello Bonaventura (1837-1877) fu autore di diverse pubblicazioni a carattere scientifico; si ricordano gli studi tradotti in riviste specializzate francesi sull’acido salicilico e le sue proprietà antinfiammatorie. Nel paese di Castelli,  dove era ubicata la casa paterna, è presente una Via a ricordo del medico, probabilmente intitolata allo scienziato subito dopo la sua morte.

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Bibliografia

Beniamino Olivieri, Al novello sacerdote don Vincenzo Celli, Beniamino Olivieri, il seguente canto offre, Teramo, tipografia di Quintino Scalpelli, 1855.

Quirino Celli, Bonaventura Celli, estr. da «Abruzzo medico», anno 1932 n. 4, Teramo, 1932.

Cantani Arnaldo, Formolario terapeutico ragionato ricavato dalla clinica del prof. Arnaldo Cantani  pel dottor coadiutore Bonaventura Celli, Napoli, 1871.

Sitografia

http://www.ceramicheabruzzo.it/dettaglio_doc.php?q=dettaglio&id_documento=1564&scroll=0

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