Per lo studio della figura e dell'opera di Vincenzo Tribuzi, letterato, insegnante, divulgatore culturale

ALESSANDRO MORELLI

Vincenzo Tribuzi nacque a Pianella il 1° dicembre del 1862 da Luigi, commerciante di macchine da cucire Singer, e decurione (consigliere comunale) per alcune annate, e da Erminia Pulcinella1, figlia di Ignazio e Margherita Volpe. Al compimento degli studi magistrali, venne nominato dall'amministrazione comunale del tempo docente nelle scuole primarie nel 1885; prevalentemente svolse l'attività didattica nelle III e IV classi elementari; tenne anche un corso di agraria per giovani, figli di agricoltori. In una comunicazione del Provveditorato agli Studi di Teramo si dice che “non avendo potuto trovare un esaminatore nella scuola di agraria, lo esorta a dare egli stesso gli esami”.

Da un articolo del periodico Corriere Abruzzese, agosto 1888, sono riportate alcune notizie che consentono di delineare l'opera ed il lavoro del maestro Tribuzi.

«Il 25 e 26 dello scorso luglio ebbero luogo in Pianella gli esami di licenza elementare. La commissione era composta dei professori Loreti e Cerulli, del direttore delle scuole comunale di Penne sig. Bissoni, e del maestro di quarta di Pianella sig. Tribuzi. Presiedeva la commissione l'ispettore scolastico pel secondo circondario sig. Niccolini.
Il risultato di codesti esami non poteva essere più lusinghiero, ché di otto candidati sei ottenevano la licenza con splendide votazioni, e gli altri due venivano solo rimandati alla prova d'italiano. Dalla cultura generale di quei giovanetti estesa ed ordinata, gli esaminatori poterono giustamente apprezzare il valore didattico del sig. Tribuzi e le tante ed amorose cure da lui spese per dirozzare le giovinette menti dei suoi discepoli.

Al valoroso insegnante non mancherà perciò la lode di chi presiede alla pubblica istruzione della provincia.

Sappiamo pure che gli esaminatori furono fatti segno alle più espansive cortesie; che in onore di essi alcuni egregi cittadini, capitanati da quel pro-sindaco avvocato Alfonso Sabucchi, diedero un banchetto, e l'allegria in tutti fu spontanea e viva. Parlarono il sindaco, l'ispettore scolastico, il prof. Cerulli applauditi: e però la mattina seguente il distacco da tante care persone fu amaro.


Pianella non ha smentito anche questa volta la proverbiale sua ospitalità, la sua gentilezza; ché dove con tanto amore si coltiva l'arte meravigliosa dei suoni, e cuori debbono palpitare sensibilissimi, ed animi voglion essere forti, generosi ad un tempo
».

  Per diversi anni svolse la funzione di insegnante, ricoprendo anche l'incarico di direttore didattico. Nel 1928 gli incarichi di direttore didattico governativo erano assegnati secondo il Regio Decreto, 26 aprile 1928, n. 1297, mediante concorso per titoli ed esami “sono ammessi gli insegnanti elementari che, forniti del titolo di abilitazione all'ufficio direttivo, abbiano almeno tre anni di insegnamento come ordinario nelle scuole elementari pubbliche con qualifica di buono”.

 Portò avanti a Pianella la lotta contro l'analfabetismo e mirò con la sua opera alla crescita sociale e culturale del paese. Ideò dei progetti per la diffusione della cultura per mezzo dei libri, tenne numerose conferenze2; il suo lavoro di instancabile divulgatore guardò in prevalenza alle classi subalterne.

Il 15 febbraio 1918 sposò Elisabetta Corvacchioli a Pianella.

  Dal Corriere Abruzzese, brano estratto dal periodico, nel mese di novembre del 1918, riportiamo un articolo che testimonia il clima patriottico che si respirava anche a Pianella sul finire della Prima guerra mondiale.

«Pianella l'entusiasmo della cittadinanza è al colmo per le notizie che giornalmente giungono delle vittorie delle nostre armi, dell'armistizio concluso con l'Austria-Ungheria e di quello che si sta concludendo con la Germania. Il paese è tutto imbandierato, le campane suonano a festa, tuonano spesso i mortaretti e la popolazione acclama i nostri soldati di terra e di mare, la vittoria completa degli alleati!

Per la occupazione di Trento e di Trieste, vi fu un imponente corteo a cui parteciparono le autorità, il sodalizio operaio con bandiere, il concerto cittadino ed una grande calca di popolo, che al suono di inni nazionali, mosse dalla Piazza del mercato, percorse le principali vie della cittadina e sostò in Piazza Garibaldi ove, dal balcone del Circolo di Conversazione, parlarono con grande commozione e spesso applauditi il maestro sig. Antonio di Basilio presidente della Società operaia ed il Sig. Vincenzo Tribuzi Direttore didattico, esaltando l'eroico ardire dei nostri soldati e dei nostri marinai che hanno ridonato all'Italia i termini sacri segnati dalla natura e dalla storia, sogno dei nostri padri avveratosi dopo lunghe e aspre lotte ».

  Fu, inoltre, uno dei promotori della istituzione della Biblioteca popolare nel 1927, sulla scia della Biblioteca circolante del 1882, promossa allora dal maestro Emilio Bissoni e da Enrico Sappia de Simone (Nizza 1833-1906), scrittore, giornalista, agente segreto di Mazzini ed ospite della famiglia de Felici, e di quella ricostituita nel 1895 e poi nel 1909.

Ha collaborato anche con alcune riviste e giornali del tempo.

La figura di Tribuzi va ricordata soprattutto perché fu uno dei primi, dopo Alterisio Lizza, Alfonso e Camillo de Felici, don Vincenzo Verrotti, don Everino Conti e

don Salvatore di Silverio, ad occuparsi di storia locale, scrivendo una “Monografia di Pianella3”, il cui manoscritto è conservato nell'archivio parrocchiale dei padri carmelitani4; il voluminoso manoscritto5 rappresenta un grosso tentativo di collazionare tutte le informazioni disponibili, assunte da Lizza, da Vincenzo Bindi, da Nicola Castagna ed altri.

 Vincenzo Tribuzi rappresenta un buon punto di partenza per analizzare e ricostruire la storia di Pianella, anche se con molti limiti storici, rappresentati dalla storia antica e alto-medievale. Per un approfondimento sulla metodologia della ricerca storica, molto interessanti sono la parte riguardante i personaggi storici di Pianella e le tradizioni popolari. La situazione scolastica6   e la necessità della istituzione di una scuola secondaria pubblica, erano temi cari al maestro Tribuzi, «una scuola che insegnasse le umane lettere: perocchè tanti che hanno talento e mancano di mezzi non sarebbero costretti a dover seppellire miseramente nell'ignoranza quelle doti che hanno ricevuto dalla natura. Il progetto sarebbe bello che attuato se si potesse ripigliare la prestazione dei ducati cinquanta annui, legati a tal uopo in favore di Pianella dalla munificenza della duchessa Margherita d'Austria [per il maestro di scuola] (…)».

  L'aneddotica - tra l'Ottocento e la prima metà del Novecento - ed i cenni sul dialetto locale sono inseriti a fianco agli usi e costumi ed i proverbi.

  La ricerca delle fonti archivistiche negli ultimi cinquant’anni ha fatto passi da gigante, grazie agli studiosi della scuola storica francese e di quella italiana.

Tribuzi possedeva un piccolo podere in contrada Salmacine che curava personalmente.

  Il 14 giugno del 1943 arrivarono a Pianella da Genova alcune bambine sfollate che furono accolte nelle case delle famiglie benestanti e Vincenzo Tribuzi si distinse per un contributo solidale della somma di lire 50 a favore delle giovani liguri; tra gli altri, si distinsero per le donazioni fino al 28 giugno 1943 - Massimiliano Stern (lire 20) e Rosa Streimer (lire 15), ebrei internati a Pianella.

   Vincenzo Tribuzi morì a Pianella il 7 aprile 1948 nella sua casa7, sita in Via Mons. d'Addario, già Via Vittorio Emanuele II, all'altezza di Vico Limoncello.

  Nella Raccolta permanente di Pagine di Storie Pianellesi della curatrice ed ideatrice, prof.ssa Mira Cancelli, presso il Palazzo della Cultura di Pianella, sono conservati alcuni documenti e cimeli di particolare interesse per la storia della comunità ed è presente una sezione che ricorda, tra gli altri, il maestro Tribuzi.

ALESSANDRO MORELLI, Catalogo, Premio Nazionale Lettere, Arte e Scienze, , Selezione di Poesia " Giuseppe porto", 17 dicembre 2016 .

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