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Patente di don Juan de Zuniga, vicerè di Napoli al tempo di Filippo II, re di Spagna, ai Barrigelli, ai Commissari, ai Capitani di Campagna, agli Algozzini, Ufficiali e Ministri di Giustizia e al Comune di Pianella anno 1582

VITTORIO MORELLI

Era il tempo post Carlo V, l'imperatore nel cui impero non tramontava mai il sole e post Margarita d'Austria, periodo in cui gli Spagnoli scorrazzavano in lungo e in largo in Italia e in Europa. Periodo di profondi cambiamenti nella moda, nel costume, nella religione, nell'economia e nell'arte. Periodo di moltissime guerre nel cuore dell'Europa e nel Mediterraneo, in cui i Protestanti, i Calvinisti, i Grigioni, i Fiamminghi, i Musulmani e i Turchi diedero il filo da torcere agli Europei filo Spagnoli.

La politica a doppio filo degli Aragonesi, del Papa, di Genova, di Venezia, di Milano, di Firenze e dei vari signorotti locali non assicuravano un periodo di stabilità, ma contribuivano ad accrescere l'instabilità politica.

La dominazione spagnola va anche ricordata per la peste, che ha mietuto migliaia e migliaia di vittime, per il barocco, per la moda, per l'introduzione del bulbo di zafferano in Abruzzo; Navelli, Calascio, Carapelle Calvisio, Tocco da Casauria, etc., per la pecora merinos, introdotta negli allevamenti transumanti, per le influenze ispaniche sui dialetti abruzzesi (abbuscà lu panela jurnate, jornadaslu sesombrepéchéne, pequeńo, mantéle, capozze, maneje, terreparse, cucchjarolle, suolde, giarrotte ciavarre, huadagne, guadana, falce fienaia, reje, carrire) e per gli aspetti meno nobili esercitati dai soldati e dalle autorità spagnole verso la popolazione.

Era il tempo di Filippo II, re di Spagna, figlio dell'imperatore Carlo V e fratellastro di Margarita d'Austria, re di Castiglia, Aragona, Sicilia, Gerusalemme, Portogallo, Ungheria, Dalmazia, Croazia, Cile, Signore delle Filippine, duca di Milano, Arciduca d'Austria, duca delle Fiandre, periodo delle incursioni sulla costa adriatica da parte dei Turchi, delle guerre contro i Turchi e gli Ottomani, della battaglia di Lepanto del 1571, di un'epoca di piena emergenza politica e militare in Europa, anche Pianella visse questo lungo periodo di incertezza.

Giovanni de Zuniga, Juan de Requenses y Zuniga, principe di Pietraperzia (prov. Enna), vicerè di Napoli, Luogotenente della milizia di S. Giacomo in Castello Maggiore, Commendatario, invia una Patente ai subalterni, Barrigelli, Commissari di Campo e al Sindaco ed Eletti dell'Università di Pianella, fornendo alcune regole di condotta per i soldati spagnoli e per le autorità cittadine.

Nella Patente, del 12 gennaio 1582, si dice che i cittadini di Pianella non vogliono alloggiare i soldati spagnoli dei diversi Barrigelli e Commissarii.

I soldati spagnoli, che arrivano in Pianella, devono alloggiare nelle case loro assegnate, pagare lo scomodo, acquistare generi di qualsivoglia natura al prezzo della Piazza, esclusi i dazi; i soldati possono alloggiare solo per la notte e ripartire la mattina dopo.

I soldati di scorta, che trasportano denaro regio, possono alloggiare nelle case dei Pianellesi:

et p.nti regno Neap. et Catt.ce Maiestati Vicerex, Locutenens et Capitaneus generalis. A tutti et singulis Comissariis, Capitaniis de campagna, Barrigelli, Alguzzini et altri qualsivogliano Officialis et Ministri de Justitia de qualunq.Tribunale tanto regij como de baronis p.nti et futuris et signanter soldati del m.co Giulio Cesari Monforte, ò di qualsivoglia altri Comissarij contra forusciti ali quali la p.nte spetterà, pervenirà et sarà q.nomio dolibet p.ntata regij fideli diletti, la gratia regia et bona voluntà.

A noi è stato presentato mem.le del tenor seguente: Ill.mo et Ecc.mo Sig.re la Università et hominj de la t.ra de Pianella dela Prov.a d'Apruzzo ultra fanno intendere p. come in detta t.ra al spesso ne vengono ad allogiare soldati de diversi Barigelli et Commissarij, et voleno le spese senza pagam.to ne si contentano di allogiare in le case che li sono assignate con ogni comodità, ma voleno allogiare dove à lloro piace et come non se li dà quel che loro voleno, dimandano bagaglio, et gente per guardare et accompagnare pregioni con fare ancora altre sorte di maltrattamentj con ...per tanto supp.no ve se degne provvedere all'indegnità lloro, con ordinare se li spedisca salvaguardia in forma con le clausole necessarie, et solite ut deg/ et inteso per noi il tenore del pr. inserto memoriale volendomo provveder come se conviene,dicemo, ordinamo et comandamo a' tutti li sup.ti et ciascuno di essi " in solidum" che occorrendo passare per detta terra de pianella, non ci debbiano in modo alcuno allogiare, eccetto seu vi capitassero de notte, ò ad hora che non potessero arrivare di giorno in altro loco, nel qual caso volemo che ci possano allogiare per quella notte solam.te et come sarà facto giorno, debbiano subbito partire, et andarsene via senza dimandare cosa alcuna a la d.ta uni.tà et hominj di detta terra de pianella, poiche deveno andare per lacampagna perseguitando foresciti, et non andaallogiando et commorando per le Città t.re et Casalis et debiano allogiare per quella notte nelle case... che li saranno assignate per lo sindico et eletti di detta t.ra pur che vi sia comodità di allogiare et debiano comprarsi ogni cosa a la piazza come vale fra' cittadinj franca però de datij et gabelle, atteso per la presente ordinamo et comandamo all'unj.tà et hominj de d.ta t.ra di pianella che non debiano allogiare in essa tra li predetti, se non nel caso p.to ne debiano darli cosa alcuna sotto qualsivoglia colore, et li sudetti non li debiano dare molestia, né ricercar ala unj.tà et soi Cittadinj cosa alcuna, ne gente per guardia de carcerati ò persegutione de foruscitj, ne bagaglie per extraerlj fora del territorio de detta t.ra, aciò che o per alcuna causa non venghino ad essere maltrattatj et detratiatj li homini de quella, osservandosi in tutto (omnia) immobiliter le seg.e pragmatice; et lo predetto si assegna non abitante non ostante che si pretendesse per li p.ti m.co Giulio Cesari monforte barigello de campagna, soldati et altre persone che attendando et attenderanno la perseguitione di detti forusciti detenere in q.trario, cioè non obstante qualsivoglia salvaguardia, del quale ordine se de.no se ne prenderà, ce ne debiano mandare copia autentica per posserse ordinare quello... da eseguire, però interim insino ad l'ordine nostro se debiano osservar quanto di sop.a stà ordinato et declarato: et il predetto ordinamo et comandamo che si osservi ancora inviolabilmente per li pagatori della reg.a generale thesoreria, et per li officialj de la reg.a scrivania de ratione, et dal venditor, se riservato però quando li offitialj del s.g.te th.ro q.te portarai pecunia regia, che in tal caso et non d'altra manera volemo che siano et debiano essere proviste che no sia taverna ne..., attalche la detta pecunia regia stia secura, et non succedirà quello...

Comandamo con questo al m.co Cap.o p.nte et successive futuro che d.ta t.ra de Pianella, che ad ogni instantia de detta unj et hominj de quella ne debia pigliare informatione, et cela debia inviare, et così anco de tutti altri eccessj et agranis che si facessero per li supradetti et ciascuno de loro in "solidum" in d.ta t.ra, al condeguo castigo de chi lo merita, et così si esequia che tal et n.ra voluntà. La p.nte singulis...at (de) p.ntante...

Datus Neap. Die duodecimo mensis Januarij Milles. quinquegentesimo ottuagesimo secundo.

Patente per lo allogiare in case hereme per la t.ra di Pianella informa..., a. 1582

Sotto Filippo II furono riconfermati nella loro giurisdizione gli Stati Medicei Farnesiani in Abruzzo: il principato di Capestrano, la baronia di Carapelle, le Terre di Bussi; lo Stato Farnesiano si divideva in Abruzzo Citra, Ultra I, Ultra II, uno Stato nello Stato, che si accavallava col Viceregno di Napoli e con la Casa di Parma.

La situazione economica era condizionata dagli eventi bellici, dalla insicurezza generale, dall'importazione di materie prime e di metalli preziosi in Europa, che favorirono l'inflazione, la svalutazione della moneta, l'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, la crisi economica, dovuta alla diminuzione produttiva delle materie prime e dei manufatti europei.

Le ricchezze si concentrarono nelle mani della borghesia commerciale e nobiliare, creando un distacco sociale con il popolo.

Tutto ciò si rifletté in modo negativo anche sui monasteri e sui cenobi di Pianella, che non attinsero più in modo sufficiente dai beni agricoli, terrieri e agropastorali. C'era stato un impoverimento generale.

Bisognava ripianare il deficit di cassa delle spese militari per le guarnigioni spagnole, contratto dopo Lepanto, per le opere di fortificazione e vigilanza del territorio.

Il deficit andava a gravare sui Comuni, sulla nobiltà terriera, sui contadini che lavoravano terreni improduttivi, sul popolo in generale.

Foto: don Juan de Zuniga, vicerè di Napoli

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