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Notizie storiche e tradizione popolare nella Settimana dell’Ottava di Pasqua a Pianella e Castellana

REMO DI LEONARDO

A Pianella la Settimana dell’Ottava di Pasqua, che prende l’avvio con la stessa Domenica di Pasqua, inizia, ancora oggi, con una manifestazione tramandata dalla tradizione popolare dal carattere fortemente satirico “Lu Bbongiorne”. Questa si svolge tra la notte di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo o in albis) quando, due o più canterini, accompagnati da un’orchestrina, si reca per le vie del paese salutando, con strofe in rima dal contenuto provocatorio ed ironico, tutte le famiglie, quasi a voler ufficializzare le dicerie ricorrenti. Antico, risulta l’uso di andare a Pianella nell’antichità, “burlando e cantando et o vero sonando” come appunto ci viene testimoniato da alcuni capitoli dello Statuto di Pianella 1549.

La Settimana in albis, questo il nome assegnatole dalla liturgia, a motivo della consuetudine dei neofiti di indossare la veste bianca ricevuta nel Battesimo negli otto giorni successivi alla Pasqua. Nei primi secoli della chiesa, infatti, il battesimo era amministrato (normalmente ad adulti che si convertivano) durante la veglia della notte di Pasqua e i nuovi battezzati ricevevano una veste bianca, segno della vita nuova appena ricevuta. Questi battezzati la portavano poi per tutta la settimana dell’ottava di Pasqua, fino alla domenica successiva, denominata tradizionalmente domenica in albis “domenica in cui si depongono le vesti bianche”, secondo la locuzione latina “albis vestibus depositis”, ossia la domenica in cui “le vesti bianche vengono deposte”, poiché legata al rito del battesimo in questo giorno, i neofiti indossavano le vesti per un’ultima volta.  Durante questi giorni i nuovi battezzati, con la loro veste bianca, partecipavano alle cosiddette “catechesi mistagogiche” (o “battesimali”) e venivano così gradualmente introdotti a fare esperienza del Signore nella comunità cristiana. Scriveva S. Giovanni Crisostomo ai neobattezzati: “È infatti un vero matrimonio spirituale ciò che si compie qui”.

A Pianella nella chiesa del Carmine si trova una statua dedicata alla Madonna, della scuola di Ortisei del XX secolo. La festa principale si svolgeva a luglio, ed in passato si celebrava anche la Domenica in Albis. Storicamente è accertato che in questo giorno si svolgesse il Palio della corsa dei cavalli o dei berberi. I cavalli sciolti si snodavano lungo il percorso, che dalla contrada di Santa Maria Allungo, portava a Borgo Carmine. Di questa tradizione se ne ha notizia fino al 1912.

A Castellana nella metàdel settecento, il martedì in albis, veniva festeggiata l'immagine miracolosa della Madonna con molto afflusso di popolo dai paesi vicini. Da Pianella veniva una processione chiamata la “Ciammarichella”, accompagnata dal Camerlengo, dall’Alfiere, Diacono, Sudiacono, Chierici e Sagrestano; il Diacono celebrava la messa solenne nella chiesa di Castellana. Dopo aver tutti mangiato a spese dell'università di Pianella se ne tornavano da dove erano venuti. Ecco alcune notizie della processione tratte dal libro di Vittorio Morelli e Diego TROIANO, Notizie storiche su Castellana Astignano e Cerratina, pp.84-85:

Per privilegio ed antica consuetudine il dopo pranzo del sabato santo di ciascun anno, una delle prime famiglie della città di Pianella in pubblico parlamento viene eletto per l'Alfiere, il quale assume la giurisdizione civile, criminale e mista e l'esercito per i tre giorni interi della festa di Pasqua di Resurrezione. Detta giurisdizione dell'Alfiere in essi tre giorni si stende non solo in Pianella e suo territorio, ma anche in quei delle ville naturali di Villa Cerratina e Villa delle Castellane. Nella sera poi del secondo giorno di Pasqua il Camerlengo, ossia l'amministratore della stessa città di Pianella fa buttare il banno per ordine di esso Alfiere, che una persona di ciascuna famiglia si porti nella mattina seguente del terzo giorno della festa processionalmente nella chiesa di Santa Maria delle Castellane per mantenere l'antico diritto; ammancando qualche d'uno di andarvi, sia stata soggetta fino anche a pagare la stabilita pena.

La mattina del suddetto terzo giorno di Pasqua il suddetto Alfiere portando l'insegna, ossia bandiera di più colori tutti figurati in seta ed in esso l'effigie della Santissima Vergine Maria con gente armata di suo seguito, e riunita con un reverendo canonico ed altri chierici e sagrestano, che si designa il Regio Reverendo Capitolo di Pianella, nonché in prima colli regi Sindaci di essa città, mandano tutti a cavallo, e li primi arrivano in essa chiesa della Castellane.

Il Morelli nel suo libro Historiae de Planella a pag. 31 scrive "L’Alfiere col gonfalone, e a capo di 30 soldati, strisciava per tre volte sulla folla festante, e poteva graziare i cittadini del Sabato santo fino alla terza festa di Pasqua". 

Questa processione fu abolita dal re una prima volta “per carte dé 28 agosto 1756... per gli sconcerti che vi accaddero si nominò la pena di galera in caso diverso” ma i pianellesi, non badando al diniego regale, continuarono processionalmente a recarsi ogni martedì di Pasqua a Castellana. Nel 1789 l'Università di Villa Castellana espose una seconda supplica al re per l'abolizione della processione per gli sconcerti arrecati dai pianellesi “nel passato anno 1788”.

Il 14 aprile 1789 il parroco D. Ottavio d'Ottavio chiede a due notai, Panfilo Maria Michelangelo de Iulijs e Domiziano de Iulijs di Spoltore, di partecipare con testimoni alla processione e registrare con atto pubblico gli sconcerti dei pianellesi.

Nel 1790 il re abolisce la processione. L'università di Pianella, vistasi abolita per la seconda volta la processione, espose al re una supplica dichiarando di avere dei diritti sul territorio di Castellana, e che l'Università di quest'ultima voleva far cessare.

Il re allora chiede chiarezza; dapprima si dette l'incarico (1789) a Michele Barba di verificare quando diceva la supplica dell'università di Castellana, successivamente un altro resoconto fu sottoscritto da Antonio Rossi.

L'Università di Castellane chiedeva l'abolizione con tre clausole:

1) nel 1788 l’Economo di Castellana fu minacciato e malmenato da persone armate per ordine dell’Alfiere di Pianella.

2) nel 1789 da alcuni pianellesi fu spogliato l'altare maggiore della Madonna di alcune fraschette di fiori selvatici, che stavano in 6 ampollette di vetro per abbellire l'altare.

3) Durante la celebrazione liturgica alcuni uomini armati pianellesi entrarono in chiesa facendo vari movimenti d'armi e alcuni civili spettano in chiesa con il cappello in testa. […]

Visti i resoconti di Michele Barba e Antonio Rossi, la processione rimase abolita definitivamente.

L'Università di Pianella continuò a mandare il giorno della festa un “tamburro”, che suonava nella processione. Questa usanza, unico retaggio della sopradescritta processione, si protrasse per tutto l'ottocento fino agli anni 1930 circa, quando si perse definitivamente l’uso.

SITOGRAFIA:

https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-della-madonna-del-carmine

BIBLIOGRAFIA:

Vittorio MORELLI – Diego TROIANO, Notizie storiche su Castellana Astignano e Cerratina, Tipografia Brandolini, Pescara, Dicembre, 1988.

Vittorio MORELLI, Historiae de Planella, Tipografia Cantagallo, Penne maggio 1979.

FOTO: DAL LIBRO DI Vittorio MORELLI – Diego TROIANO, Notizie storiche su Castellana Astignano e Cerratina, Tipografia Brandolini, Pescara, Dicembre, 1988.

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