Notizie e appunti sui servizi di utilità pubblica, attività artigianali, commerciali e professionali a Pianella nel periodo 1890-1892

REMO DI LEONARDO.

Durante le mie ricerche sulla “nostra” storia patria, consultando diversi documenti, ho trovato alcune importanti notizie sui servizi di utilità pubblica, sulle attività artigianali, commerciali e professionali del periodo 1890-1892 del Mandamento di Pianella e dei paesi dell’area vestina. Iniziamo questa piccola ricerca storica con le notizie su Pianella.
“Pianella, piccola città edificata sopra un colle che sorge tra il Tavo ed il Pescara, nel 1890 -1892, era una cittadina dell’area vestina della provincia di Teramo con 6061 abitanti. Il suo territorio era interamente coltivato da: uve, olive, grano, granturco, civaie.
Il Collegio elettorale in quel periodo era quello di Città Sant’Angelo e apparteneva alla Diocesi di Penne la cui distanza era di 19 Km. Mentre Sede della Corte d’Appello era L’Aquila e quella del Tribunale a Teramo.
Vi era un Ufficio Postale, un Ufficio telegrafo con locali, una Stazione ferroviaria di Chieti, sulla linea Pescara- L’Aquila, distante Km. 16, Servizio omnibus (1).
Da Pianella partivano le vetture postali per Chieti, le corse erano due e impiegavano un’ora di percorso.
Si svolgevano le fiere del 2 luglio, la prima domenica d’agosto, dal 26 al 29 settembre, il 6 novembre (bestiame e pollame), mentre il mercato si teneva ogni venerdì.
Nel periodo 1890 -1892? era Sindaco di Pianella, Ettore dei baroni de Sanctis e Segretario Comunale Carusi Raffaele.
Delegato scolastico mandamentale Crognale dott. Giulio.
Ufficio del Registro, Ricevitore, De Joannes Antonio.
Pretura. Pretore, Gentili Alfonso. Cancelliere, De Flamminilis Raffaele.
Svolgevano l’attività di agenti di assicurazioni: De Vincentis Domenico, (Reale), Via Vittorio Emanuele – Cortellini Alessandro (La Venezia), Di Pentima Pantaleone (la Nuova Milano).
Albergatori furono Marzuoli Zopito, Rasetti Maria Domenica, D’Intino Maria.
Pianella fu sede della Banca Popolare Cooperativa.
Vi svolgevano l’attività di negoziatori di bestiame: Di Francesco Aniceto, Di Mascio Antonio, Di Leonardo Domenico, Di Leonardo Rocco. Toro Liborio (2)
Erano presenti nel territorio pianellese anche i caffettieri: De Berardinis Corinto, De Collibus Domenico, Ferrara Silvestro, Pulcinella Raffaele, Verna Antonio, Di Croce Filomena, Ferrante Carlo.
Così pure negoziatori di cereali come: Chiappini Domenico, De Silvestro Rosario, Manella Antonio, Di Leonardo Antonio e Silvestro.
Diversi erano i droghieri: Cancelli Vincenzo, De Filippi Maria, Di Luzio Ruggero, Ferrara Irene, Faricelli Donatina, De Deo Vincenzo, Del Biondo Antonio.
Svolgevano l’esercizio di molinari: Cerasa Giuseppe, Di Girolamo Orazio, Falcone Giovanni.
Proprietari di trappeti e produttori di olio d’oliva: De Deo Guglielmo, Cortellini Alessandro, Crognale Giulio, Sabucchi cav. Giacomo.
Aveva un forno Di Lorenzo Gemma, mentre una fabbrica di pasta alimentare, Chichiriccò Giuseppe, Di Girolamo Vincenzo e Rossi Giuseppe, Acciarini Achille e fratelli.
Un negozio di pellami Antonucci Antonio e Faricelli Giuseppe, Aniceto Di Francesco.
Troviamo inoltre tre pizzicagnoli (3): Faricelli Giuseppe, Bufarale Giovanni, Di Carlo Angiolina, Del biondo Antonio, Viola Maria Domenica.
Tra i produttori di vino Sabucchi cav. Giacomo.
Tra i professionisti spiccano i nomi dei farmacisti Dott. Mariotti Giuseppe, e Puca Giuseppei medici chirurghi Dott. Corvacchioli Francesco e il Dott. Crognale Giulio, i notai Cortellini Eugenio e Rosati Giovanni, De Fermo Nicola, Passeri Ireneo”.

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BIBLIOGRAFIA:
ANNUARIO D’ITALIA CALENDARIO GENERALE DEL REGNO - Ediz. 1892 - 1894

Note.

  1. “Omnibus” è una parola latina che significa “per tutti”: l’omnibus era infatti una vettura pubblica, sulla quale potevano salire tutti. Dall’incontro di “autovettura” e“omnibus” deriva il moderno “autobus”, abbreviato in “bus”.
  2. La tradizione di allevatori, negoziatori e commercianti di bestiame in particolare di ovini e suini della famiglia Di Leonardo detta Cungarelle, continuerà nel corso del novecento con Antonio detto Nduniucce de Cungarelle” e Alfonso detto Funzenette. e successivamente alla fine degli anni quaranta con figli di Antonio Di Leonardo: Tonino, Mario, Ernesto con la creazione di una industria di macellazione di carni ovine, insieme ai figli Alfonso Lelio e Arnaldo. Mentre Vincenzo Domenico di Leonardo, detto Mimì, nel 1937 apre la prima macelleria moderna con frigorifero industriale elettrico in Piazza Garibaldi e Tonino nel 1970 crea uno dei più importanti salumifici d’Italia.
  3. Venditore al minuto di salumi e formaggi e di altri generi alimentari.

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