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Notizie biografiche del Canonico don Vincenzo Verna 

REMO DI LEONARDO.

Il Canonico don Vincenzo Verna nacque a Pianella il 5 settembre 1884 da Onofrio Antonio di mestiere “cassettiere” e Carolina d’Annibale casalinga, abitanti in Via Umberto I.

Fece i suoi studi al Seminario Vescovile di Penne dove fu ordinato Sacerdote nel 1907 e insegnò colà per tanti anni. Svolse la sua attività di sacerdote a Cepagatti, Diocesi di Pescara-Penne, sino alla sua morte, avvenuta l’8 dicembre del 1966. Durante l'occupazione tedesca, nel secondo conflitto mondiale, fu persino sorpreso dagli ufficiali della Wermacht mentre ascoltava radio Londra, preso per resistente si salvò grazie al suo abito talare. 

Il canonico ha dispensato il suo sapere, nella propria casa, a parecchie generazioni di giovani di Cepagatti e del circondario desiderose di ampliare ed approfondire le conoscenze. Era anche melomane: la sua collezione di dischi Ricordi, Cetra e La Voce del Padrone contempla musica lirica, sinfonica, da camera ma anche canzoni leggere alla moda, dei Festival di Sanremo, persino jazz.

Il Canonico don Vincenzo scrisse un testo di oratoria sacra (“omiletica”) che si rapporta con lo stile delle famose “Prediche” di San Bernardino da Siena (Massa Marittima 8 settembre 1380-L’Aquila 20 maggio 1444- discepolo di San Francesco), del quale il canonico era cultore: “Panegirico di San Rocco” . Don Vincenzo, nel suo scritto, auspica: Vorrei la penna d’oro di Alessandro Manzoni per descrivere la condizione degli appestati in Italia, e per compiacersi dell’intervento a loro favore da parte del pellegrino di Montpellier. Manzoni addirittura si spingeva sino ad usare un neologismo creato sulla figura del “taumaturgo” per indicare il mantello del pellegrino: “I Promessi Sposi” - cap., VIII, parlando del Griso: Subito, questo si mise in testa un cappellaccio, sulle spalle un sanrocchino di tela incerata, sparso di conchiglie… e cap. XI: …posò il cappellaccio e il sanrocchino.

Il testo omiletico, come s’è detto, fu pubblicato per la prima volta dal prof. Mario Nardicchia il 10 Agosto 2020  sulla  pagina personale di facebook “Panegirico di San Rocco”, per gentile concessione delle nipoti Wanda, Franca e pronipote Concetta, gelose custodi della vasta biblioteca e degli scritti olografi  risalenti agli anni ’10 del secolo passato, dopo che fu ordinato sacerdote: evidentissima l’influenza del Manzoni nella descrizione delle crude scene di appestati, ed è palese l’erudizione biblica e latina di cui è portatore.

Bibliografia: Mira CANCELLI, “Viaggio nel tempo... nell’isola del mio cuore”-  Mario Nardicchia, Don Vincenzo Verna. Stampa Fabiani srl San Giovanni Teatino, Dicembre 2006.

Sitografia: Mario NARDICCHIA, Panegirico di San Rocco, 10 Agosto 2020. facebook.com/mario.nardicchia.

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