N. 7 - Ricordi e aneddoti bandistici tra storia, fede e tradizioni popolari.Pescosansonesco, il Beato Nunzio Sulprizio e l'acqua miracolosa della grotta di Riparossa.

REMO DI LEONARDO

Pescosansonesco (Lu Pièsc'hie in abruzzese e Gliu Pièšc'he in dialetto pescolano) è un comune italiano di 486 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Faceva parte della comunità montana Vestina e il suo territorio è compreso nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; centro agricolo dell'Appennino abruzzese situato alle falde sud-orientali del Gran Sasso d'Italia.

Fondato come castello agricolo dall'Abbazia di San Clemente a Casauria, in epoca normanna, compare come feudo di una famiglia locale vicina a Ugo Malmozzetto nella sua conquista dei territori pedemontani vicini alla costa, e nel 1111 il feudatario erede, Gentile, rientra nello scacchiere dell'abate Casauriense come vassallo diretto dell'Abbazia; all'inizio del XIV secolo appare citato come Pesco Sedonisco. Fu feudo dei Cantelmo e dei Sansonetti.

Nel 1934 una frana danneggiò gravemente il borgo medievale che fu abbandonato. Fu pertanto immediatamente ricostruito il nuovo centro a pochi km di distanza.

A Pescosansonesco Vecchio è nato il Beato Nunzio Sulprizio nel 1817, che morì a Napoli nel 1836. Il 1º dicembre 1963 papa Paolo VI nel Concilio Vaticano II lo dichiarò beato e da allora partì l'idea di edificazione di un nuovo santuario per Nunzio nel paese natale. Infatti, una Chiesa primitiva a lui dedicata esiste appena fuori dal centro medievale, edificata nel 1890, prima intitolata a San Giovanni, terminata una decina di anni più tardi. La Chiesa fu costruita presso la grotta di Riparossa dove sgorgava l'acqua del fiume dalla roccia, dove Nunzio si recava per pregare e trovare ristoro per la ferita al piede.

Esattamente dietro l'altare della Chiesa, costituito da una teca con la statua del santo dormiente, si trova la roccia con l'acqua miracolosa, una grande vasca a forma di barca che consente ai fedeli di raccogliere il prezioso liquido.

E' proprio di quest'acqua miracolosa e dei suoi prodigi che vi voglio raccontare, senza che i fatti qui di seguito riportati siano riconducibili a avvenimenti che abbiano del soprannaturale, ma semplicemente la testimonianza di una forma di religiosità popolare di cui molti dei nostri avi si sono serviti per la loro fede in Dio.

La Storia

A Pescosansonesco oltre al Santuario del Beato Nunzio vi è una Chiesa dedicata di Santa Maria Assunta in Blesiano (o Ambrosiana nella tradizione orale) del X secolo, costruito su un tempio dedicato a Diana con un'interessante cripta. La Chiesa antica era cappella dei Sansoneschi.

Il 15 agosto si festeggia "Santa Maria in Blesiano". Nel pomeriggio la Banda musicale, dopo il tradizionale giro del paese con marce festose, accompagna la processione con i tradizionali canti e inni religiosi.

Siamo agli inizi degli anni '90, era il mattino di un torrido 15 d'agosto, festa della Madonna dell'Assunta per i cattolici credenti, quando decisi di andare a trovare mia madre malata per via di piccole piaghe (ferite) alle gambe, non ancora guarite dopo una cura appropriata prescritta dal suo dottore curante.

Conoscendo il carattere di mia madre, donna dal forte temperamento e fervida religiosa, vedendola un po' giù di morale, gli dissi, sapendo di farle piacere, che nel pomeriggio sarei andato a suonare a Pescosansonesco con la Banda del paese. Alla notizia vidi subito apparire sul suo viso un'espressione di gioia; all'inizio non capii del suo immediato cambiamento di umore ma subito esso si rivelò quando mi rispose: Sono contenta che oggi vai a suonare al paese del Beato Nunzio Sulprizio, così potrai riportarmi l'acqua miracolosa dalla grotta di Riparossa dove Lu Beate Nunzie si recava per pregare e trovare ristoro per la ferita al piede.

Infatti fu così che, terminata la processione, prima di ripartire per la via di casa, mi recai al Santuario del Beato Nunzio per andare a pregare e riempire la bottiglietta di vetro dell'acqua miracolosa e ripotarla a mia madre che impazientemente e con devozione attendeva.

Passarono alcuni giorni quando una mattina mia madre mi telefonò per dirmi che finalmente, grazie all'acqua miracolosa della grotta di Riparossa, stava guarendo dalle piaghe.

Sono trascorsi secoli ed ancora le regole del regno dei cieli somigliano in alcuni casi a quelle terrene, e la storia dei Santi è talvolta condizionata tanto dalla devozione quanto dall'immaginazione e dal volubile umore del popolo, che in una presunta o vera sciagura debellata, vede un segno misterioso e speciale, accreditando l'intervento risolutivo all'intervento divino piuttosto che all'altro protettore la scienza, ognuno spostando conseguentemente l'ago delle proprie preferenze.

Mia madre scelse in quel momento la fede, in quell'acqua miracolosa, rendendola felice. Io fui felice per lei semplicemente perché grazie alla banda quel giorno esaudii il desiderio di mia madre, rimpiangendo oggi quelle volte che non ho saputo cogliere i momenti dei suoi desideri. https://www.facebook.com

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