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2. La famiglia de Felici di Pianella in alcune lettere del Settecento. Il barone Zopito de Felici scrive al nipote Domenico Antonio de Felici

ELSO SIMONE SERPENTINI.

In una lettera scritta da Pianella al nipote DOMENICO ANTONIO DE FELICI* in data 22 agosto 1755, il barone ZOPITO DE FELICI scrive:

Sig. Nipote Carissimo

Il Regio Tribunale di Teramo nella divisata causa di mocidio contro Donato Sonatore procedè per via di delegazione fattalisi in virtù di Real Dispaccio. Per altro non so se per parte del Reo siasi interposta l’appellazione, come vorrei credere. Egli tuttavia continua ad essere in Teramo da dove partirà con la prossima Catena.1 Potrà dunque in vigilare, e venuto, che sarà prenderà il Processo affine di rendersi Padrone delle pruove fiscali, e di difensico, rammentandosi inoltre a quest’ultimo de motivi, che li trasferissi; E poiché il Sig. Don Anjello non avrà il tempo da spendere in carità, ne il Reo avendo modo da spendere perché povero dovrà ricorrersi al Sig. Avvocato de Poveri, presso il quale dovrà VS accudire nomeno per informarlo favore del Reo, che per sollecitarlo a disbrigare la difesa. Almeno in questo informo se consenterà il Sig. Don Anjello assistere VS. Non le dispiaccia, se le appoggio il presente infato giudicando essersi di opportunità amontare presso Iddio, e ad approfittarsi nella professione. Si stia bene, guarderà con gelosia quel fine per cui Noi altri mortali siamo nel Mondo, e l’altra ancora, che costà lo trattiene, e salutandola in nome di sua cara Zia affettuosamente rimango

Pianella li 22 agosto 1755".

* Il nipote Domenico Antonio De Felici, al quale Zopito scrive questa e numerose altre lettere, dovrebbe essere figlio di Gesualdo De Felici e di Delfina De Matteis, appartenente al ramo collaterale della famiglia, discendente da Tommaso De Felici, fratello di Carlo, Barone di Rosciano e San Giovanni, che è padre di Zopito. Domenico Antonio era fratello di Giuseppantonio e di Nicola. Stando a quanto scrive Zopito in altre lettere a lui inviate, dovrebbe essere stato un Padre Carmelitano residente a Napoli.

Nota.

1 La Catena era quella alla quale veniva legato un certo numero di detenuti per il trasferimento a qualche altro carcere del Regno.

Le lettere sono conservate presso la collezione Corrado Anelli di Teramo

Palazzo (di Madama) de Felici, Curato

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