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LE TORRI DI ALANNO (PE)

ANTONIO MEZZANOTTE.

Si dice e si racconta che Marcantonio Leognani Fieramosca, duca di Alanno dal 1653 al 1701, fosse uomo di vedute pratiche e concrete. Tant’è vero che di lui si diceva pure che facesse valere per ducato ogni suo carlino. Il carlino era la decima parte del ducato, è come se oggi noi dicessimo di dare a dieci centesimi il valore di un euro, per significare l’attenzione che il personaggio dava al denaro: non era un avaro, ma nemmeno un prodigo e sapeva come investire il peculio.

Gli affari, in effetti, sapeva farli proprio bene: nel 1653 s’impolpò Alanno, Cugnoli e l’altopiano dell’Andragona in combutta col priore Giambattista Caracciolo di Santobono, pagando una miseria, e qualche anno più tardi, nel 1669, sposò la baronessa Valenzia Alati, che gli portò in dote, tra l’altro, il grande e ricco palazzo che si ergeva nel cuore di Alanno, quello che diverrà Palazzo Leognani Fieramosca e che, ormai fatiscente, venne demolito nel 1965 per edificare l’attuale Municipio. Per finire, nel 1677 si comprò pure Rosciano.

Ebbene, in una pietra d’angolo della torre che si affaccia a mezzogiorno (l’unico elemento architettonico rimasto del complesso palaziale Leognani Fieramosca) vi è incisa una epigrafe che ci ricorda come nel 1669 quella torre fu restaurata, probabilmente proprio in occasione delle fastose nozze tra i due nobili rampolli.

Troviamo ancora diverse torri che caratterizzavano l’antico sistema difensivo di Alanno: questa a base quadrata che guarda verso la Majella, d'origine trecentesca; un’altra cilindrica sulla cinta settentrionale, risalente al XV sec. Quest'ultima ha il paramento con pietra a vista e tetto a cono in coppi senza discendenti. Ancora, non molto distante, tra i cortili delle abitazioni, si staglia una terza torre in muratura continua di pietrame e basamento a scarpa, con base rettangolare, merlatura e diverse feritoie, probabilmente del XIV sec., aperta verso l’interno.

Alanno, bel paese posto su una collina a nord del fiume Pescara circondato da un paesaggio agrario di notevole interesse, è stato borgo fortificato e ancora oggi è possibile scorgere nella struttura urbanistica sia il sistema delle case-mura, comune ad altri paesi del circondario (come Cugnoli e Rosciano, ad esempio), sia tratti della cinta muraria medievale in prossimità delle summenzionate torri, sia gli archi di accesso che sostituiscono le antiche porte urbiche.

A completamento dell’insieme, aggiungerei la torre campanaria della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, crollata con tutto l’edificio nel terremoto del 1915 e ricostruita in mattoni rossi e stile neoromanico. Essa è suddivisa in tre ordini: il primo ha una monofora per ciascun lato, il secondo una bifora, e l'ultimo, con la cella campanaria, una trifora.

E non finisce qui! Uscendo dal paese in direzione di Cugnoli (e per la precisione al confine tra i due comuni, ma penso in territorio cugnolese), troviamo un edificio in muratura con pietre disposte a ricorsi regolari e blocchi squadrati agli angoli, alla base del quale è stata ricavata una fontana a tre archi, detta Fonte Canale, che da il nome alla contrada limitrofa (che, invece, è territorio di Alanno). Spero di aver azzeccato i riferimenti geo-amministrativi, in caso contrario me ne scuso con gli amici di Alanno e Cugnoli. Com'è e come non è, a mio avviso trattasi con ogni evidenza di un'antica torre d'epoca medievale, rimaneggiata nel corso del XVII sec. con l'aggiunta del corpo di fabbrica laterale, posta a guardia dei fondi rustici (come quelle che ancora oggi troviamo, ad esempio, nelle campagne di Chieti, es. la torre Anelli Fieramosca e le fattorie fortificate di Santa Barbara) e delle vie di accesso a occidente del paese di Alanno, in prossimità di un punto di passaggio obbligato e di approvvigionamento idrico.

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