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Il tipografo editore Nicola De Arcangelis

Lode e ringraziamento alla R. Casa Editrice De Arcangelis di Atri per la magnifica edizione degli articoli illustrativi dell’Ambone di Cugnoli scoperto da Domenico e Stefano Tinozzi 

di REMO DI LEONARDO.

Lacerba, 27 settembre 2024

La ditta fu fondata da Donato D’Arcangelo (Lanciano, 1857 - Pescara, 1951), già apprendista presso la tipografia lancianese di Domenico Masciangelo e nel 1877 collaboratore di Rocco Carabba. Dopo un breve periodo di attività a Vasto, nel 1881 Donato si trasferì ad Atri, dove fondò una propria tipografia con la denominazione “De Arcangelis” insieme al figlio Nicola.

L’attività della tipografia spaziava dalla stampa di formulari amministrativi e opuscoli relativi all’attività ecclesiastica e civile alla produzione editoriale di testi scolastici e studi di bibliografia, letteratura e storia; spicca fra questi "La sollevazione d’Abruzzo nell’anno 1814. Memorie storiche" di Nicola Castagna.

Tale intitolazione rimarrà fino ai primi anni ' 50, quando la tipografia riacquisterà il cognome originario della famiglia.

Dopo il trasferimento a Pescara in Corso Vittorio Emanuele nel 1927, Nicola si specializza soprattutto come stampatore d'arte. Negli anni '30 la sua eccellenza grafica è ormai attestata ovunque, come ci confermano le numerose recensioni dedicate alla sua arte da parte di riviste specializzate nel settore. Lo stampatore pescarese è conosciuto soprattutto per i suoi calendari da muro, che diventano un appuntamento annuale atteso da critica e pubblico. Non meno importante è la grafica legata all'annuncio di particolari eventi (grafica d'occasione) o latrice di messaggi pubblicitari (grafica pubblicitaria). Tuttavia, il materiale più interessante è costituito dai bozzetti preparatori che dimostrano che egli era responsabile di tutte le fasi della lavorazione grafica. Nel dopoguerra la stamperia subisce una grave crisi economica legata sia alla perdita del capostipite Donato che alla congiuntura economica del periodo. Col trasferimento della tipografia in Viale Marconi 262 nel 1955, grazie anche all'aiuto economico del figlio di Nicola, Donato Junior, la tipografia riprende nuova linfa e Nicola D'Arcangelo ritrova i suoi vecchi entusiasmi. Nel '75 Nicola muore a 82 anni e la stamperia sarà rilevata dalle sue maestranze.

Ai miei amici Donato e Nicola de Arcangelis che altamente onorano l'arte tipografica italiana in terra d'Abruzzo, debbo una parola di fervida lode e di pubblico ringraziamento per la magnifica edizione degli articoli illustrativi dell’Ambone di Cugnoli scoperto dall'onorevole Domenico Tinozzi e dal professor Stefano Tinozzi. (1)  I primi due articoli compassi sulla rivista: “L'arte” in Roma nel 1902 sono del valoroso e rimpianto abruzzese Antonio De Nino; il terzo pubblicato nel 1905 a Berlino nella rivista “Die Denkmalpflege” è dall’insigne e dotto professor dell'Università di Copenaghen J. L Heiberg: l'articolo è scritto in tedesco il quarto, del sottoscritto, fu pubblicato nella rivista “l'Abruzzo” (Chieti 1921) in occasione del centenario di Dante.

I miei due concittadini Donato e Nicola de Arcangelis hanno voluto ristampare questi articoli, ai quali hanno dato una veste splendida di artistica bellezza; e dedicare il volume ai fratelli Tinozzi che rivelarono all'arte italiana il famoso pulpito che è nella Chiesa parrocchiale di Cugnoli.

Il pulpito e figurato nelle edizioni di una perfetta illustrazione e gli articoli sono stampati con una eleganza squisitamente perfetta nei caratteri e nella disposizione, che rivela un gusto tipografico di primo ordine. Il lavoro è stato eseguito per omaggiare le nostre gloriose tradizioni artistiche.

Questo pensiero fa onore ai due editori che nella nostra Atri con rara che legislazione sono esistito quale è solo possibile lei maggiori stabilimenti tipografici italiani e stranieri ai bravi editori i più affetti più affettuosi rallegramenti e l'augurio di successi sempre più belli.

All' interno della chiesa di Santo Stefano Primo Martire edificata nel XIII secolo vi è l'ambone romanico di Nicodemo da Guardiagrele, risalente al 1166 e qui trasportato nel 1582 dalla distrutta chiesa di San Pietro.

https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=52022

https://scienzeumane.univaq.it/darcangelo/darcangelo.html

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