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La storia di Rosa Orsini la “piccola emigrante” morta, nel 1902, nel lazzaretto di “Ilha Grande” in Brasile. Era nata a Collecorvino.

GEREMIA MANCINI.

Rosa Orsini nacque a Collecorvino, oggi provincia di Pescara, in “contrada della Fonte”, il 16 maggio del 1901, da Zopito (quarantunenne “contadino” nato a Moscufo – figlio di Carlo e Maria Giuseppa Iachini) e da Maria Grazia Palmarini (quarantunenne “filatrice” nata a Collecorvino – figlia di Carmine e Massimillla Speranza). Prima di Rosa in casa Orsini erano arrivati: Cristina (18 ottobre 1879 – 6 dicembre 1879); Nicola (22 dicembre 1880); Antonio (27 agosto 1883); Fiorindo (22 marzo 1886); Raffaele (4 novembre del 1888; Cristina (18 gennaio 1891); Pasqua (26 febbraio 1893 - 16 gennaio 1896) e Gemma (14 giugno 1895). Subito dopo la nascita di Rosa i suoi genitori decisero di emigrare verso il Brasile. Si imarcarono sul bastimento “La Provence” (della “Compagnie Générale Transatlantique”) partito dal porto di Marsiglia. Quel lungo viaggio nelle memorie dei nostri emigranti veniva descritto così: “sembrava non finire mai”. Per i passeggeri di “terza classe”, quali erano gli Orsini, il viaggio si trasformava in autentica sofferenza (pasti spesso disgustosi, costretti a dormire a terra, in commistione tra uomini e donne e in condizioni igienico-sanitarie da vergogna). Ci piace riportare un passo, decisamente chiarificatore di quella che fu la nostra emigrazione scritto da Giovanni Graziani: “… centinaia di migliaia di fratelli, scacciati dalla miseria dal suolo natío, spinti lontano da fallaci lusinghe di guadagni … “. Poi per il bastimento “La Provence” l’arrivo e la sosta, allora obbligata, nel lazzaretto di “Ilha Grande” (situato sulla costa dello stato di Rio de Janeiro, fu costruito nel 1871 per ricevere i passeggeri malati che arrivavano in Brasile da altri paesi. Si sperava di controllare la diffusione delle epidemie. Separati dal continente, gli edifici che ospitavano i pazienti potevano essere tenuti sotto costante sorveglianza. I regimi di isolamento erano diversi a seconda della classe su cui i passeggeri avevano viaggiato. Per quelli della terza classe le condizioni erano pessime. Il lazzaretto funzionò come ospedale di quarantena fino al 1910, quando fu completamente disattivato. Successivamente divenne una colonia penale). Proprio lì la piccola Rosa, non aveva ancora compiuto otto mesi di vita, si ammalò (assai probabilmente di “febbre gialla”). Fu inutile ogni tipo di cura. Era il 14 gennaio del 1902 quando la piccola Rosa cessò di vivere. Oggi Rosa “la piccola emigrante”, almeno nel ricordo, torna nella sua Collecorvino.

Foto 1; Arnaldo Ferraguti, Illustrazione per “Sull’Oceano” di Edmondo De Amicis (1890); Foto 2: il lazzaretto di “Ilha Grande”; Foto 3: il bastimento ““La Provence”.

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